Autore:
Intervengono i premi Nobel per la pace Lech Walesa, Adolfo Perez Esquivel, Rigoberta Menchù Tum, Betty Williams
Autore:
Maestro Marcello Panni
Lo stratagemma dell'avvocato Manigoldi è un'opera lirica comica del Maestro Marcello Panni basata su una commedia futurista di Bruno Corra, che racconta di un avvocato astuto (Manigoldi) che orchestra un inganno per risolvere problemi di coppia, sfruttando i rapporti sociali e la morale dell'epoca, il tutto ambientato negli anni '50, tra palazzinari e codici di comportamento ferrei, mostrando come l'ingegno possa sovvertire le apparenze.
Autore:
Intervengono: Corrado Augias Giornalista e scrittore, Frederik Willem De Klerk Nobel per la pace 1993, Betty Williams Nobel per la pace 1976
Autore:
Maestro Marcello Panni
Oratorio in sette quadri e due parti con un prologo ed un epilogo tratto dall'Apocalisse di Giovanni.
Libretto e musica del Maestro Marcello Panni
Prolusione di S. Em. Card. Gianfranco Ravasi
Coro Voci Bianche dell'Accademia di Santa Cecilia - maestra del coro Claudia Morelli
Coro Goffredo Petrassi - maestro del coro Stefano Cucci
Banda Nazionale dell'Esercito Italiano - direttore Filippo Cangiamila
Autore:
Sul finire di un discorso di grande importanza
l'insigne statista esitando
su una bella frase assolutamente vuota
ci cade dentro
e impacciato la bocca spalancata
affannato
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi paciosi ragionamenti
scopre il nervo della guerra
il cruciale problema del denaro.
Autore:
" Conosco tutti i luoghi dove abita la colomba
e il più naturale è la testa dell'uomo.
L'amore della giustizia e della libertà
ha prodotto un frutto meraviglioso.
Un frutto che non marcisce
perché ha il sapore della felicità.
Che la terra produca, che la terra fiorisca
che la carne e il sangue viventi
non siano mai sacrificati.
Che il volto umano conosca
l'utilità della bellezza
sotto l'ala della riflessione.
Pane per tutti, per tutti delle rose.
L'abbiamo giurato tutti.
Marciamo a passi da giganti.
E la strada non è poi tanto lunga..."
Autore:
"E' una gola di verzura dove il fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.
Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.
I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.
I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro."
Autore:
"I bambini giocano alla guerra.
E' raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai "pum" e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E' la guerra.
C'è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura."
Autore:
"Cullandosi sulle onde dell'etere,
passando sopra i monti ed i mari,
vai, vola, colomba di pace,
o mia canzone sonora!
Racconta a colui che ascolta
come è vicina ormai l'era agognata,
di cui oggi vive e respira
l'uomo della tua patria.
Non sei tu sola, vi saranno molte
colombe tue compagne,
v' aspetta sulla soglia lontana
il cuore di dolci amici.
Vola nel purpureo tramonto,
nel soffocante fumo delle officine,
nei quartieri dei negri
e sulle azzurre acque del Gange"
Autore:
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte
né per mare né per terra:
per esempio, LA GUERRA
Autore:
"Pace Pace, una parola così dolce all'orecchio,
Ma nel nostro cuore, che battaglia.
Tra odio e amore,
Tra paura e salvataggio.
La pace non viene dall'esterno,
Nasce in noi, in ogni corpo.
È radicata nel rispetto,
Nell'ascolto e nel vero amore.
Parliamoci, amico, e ascoltiamo,
L'altro, che ci tende la mano,
Perché nel silenzio dell'odio,
La fame di pace è nascosta"
Autore:
"Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l'arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E' bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede - questo è il male -
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta
questa sì che sarebbe festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra."