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Autore: Dario Edoardo Viganò
Mons. Edoardo Viganò presenta il suo libro in cui racconta la nascita della Filmoteca vaticana, istituita 60 anni fa, esattamente il 16 Novembre 1959, da Papa Giovanni XXIII. Il testo rappresenta un lavoro di ricerca che approfondisce la relazione tra la Chiesa e il mondo del Cinema descrivendo il patrimonio della Filmoteca Vaticana con i suoi 8000 titoli partendo dal primo “ciak” con Leone XIII, fino al docufilm " Un uomo di parola" del regista Wim Wenders con protagonista Papa Francesco
Autore: Inge Schilperoord
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature - Festival Internazionale di Roma XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole" "Maestri e non" Musica Andrea Pesce, Cristiano De Fabritiis e Lemon lights Filippo Nigro legge da "Nuvole di fango" di Inge Schilperoord Inge Schilperoord legge il suo inedito "His master's voice"
Autore: Lisa Hilton
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature - Festival Internazionale di Roma XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole" "Maestri e non" Musica Andrea Pesce, Cristiano De Fabritiis e Lemon lights Filippo Nigro legge da "Domina" di Lisa Hilton Lisa Hilton legge il suo inedito "Unspiration"
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata al romanzo “Il partigiano Johnny” del 1968 dello scrittore Beppe Fenoglio. Il romanzo, considerato uno dei più importanti della Resistenza e del Novecento italiano, esce incompiuto e postumo a 5 anni dalla morte dell’autore avvenuta prematuramente, a causa di una grave malattia, all’età di 41 anni. Dopo la breve introduzione relativa alla biografia dell’autore e alla sua esperienza di partigiano Bonino offre una veloce panoramica delle opere dello scrittore: “I ventitre giorni della città di Alba”, “La malora”,” Primavera di bellezza” ed infine “Il partigiano Johnny”, definita dal critico letterario Lorenzo Mondo “una moderna Iliade” Il romanzo racconta l’epica guerra sulle tristi colline intorno ad Alba dove la morte per i partigiani è sempre in agguato e riprende la storia di Johnny già protagonista in “Primavera di bellezza” a partire dal ritorno a casa dopo l'armistizio.
Autore: Hanif Kureishi
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature - Festival Internazionale di Roma XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole" "Incroci e destini" Musica Gilda Buttà e Luca Pincini Matteo Lai legge da "Uno zero" di Hanif Kureishi Hanif Kureishi legge l'inedito "La vedova"
Autore: Jan Brokken
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature - Festival Internazionale di Roma XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole" "Incroci e destini" Musica Gilda Buttà e Luca Pincini Matteo Lai legge da "Il giardino dei Cosacchi" di Jan Brokken Jan Brokken legge un suo inedito
Autore: Viet Thanh Nguyen
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature - Festival Internazionale di Roma XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole" "Incroci e destini" Musica Gilda Buttà e Luca Pincini Matteo Lai legge da "Il simpatizzante" di Viet Thanh Nguyen Viet Thanh Nguyen legge l'inedito "Lasciare casa, per trovarne una"
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata all’approfondimento di uno dei capolavori della letteratura italiana del secondo novecento “ Se questo è un uomo” di Primo Levi. Fino al 1938 la carriera professionale di Primo Levi si svolge sotto l’insegna dell’industria chimica ma la promulgazione delle leggi razziali di quello stesso anno diventano per lui provvidenziali perché come dice lo stesso Levi “dimostrarono la stupidità del fascismo” del quale purtroppo divenne presto una vittima. "Se questo è un uomo" è un'opera memorialistica scritta tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947 e rappresenta la meditata e coinvolgente testimonianza di quanto vissuto dall'autore nel campo di concentramento di Auschwitz dove rimase fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa nel gennaio del ’45. Il testo venne scritto non per muovere accuse ai colpevoli, ma come testimonianza di un avvenimento storico e tragico. È la riscrittura dell’esperienza degli internati nei campi di concentramento europei ad opera del nazismo e la ricreazione di un esperienza estrema quale la prigionia, la segregazione, con il quotidiano incubo della morte e la riflessione sul comportamento “dell’uomo nemico all’ uomo”. Questo libro al di là della solidità della testimonianza è indubbiamente il più intenso poema in prosa degli ultimi 50 anni che rende omaggio alle illimitate capacità dell’uomo ad essere solidale e caritatevole verso gli altri. Un testo ricco e profondo in ogni sua pagina, dove la condivisione del dolore, della sofferenza, della fame ma anche il composto rispetto tra i prigionieri convogliano alla conservazione della dignità umana. Bonino fa infine riferimento alle successive opere di Primo Levi “La tregua” e “I sommersi e i salvati” dove l’autore continuò ad occuparsi del tema della segregazione, della differenza punita della diversità oltraggiata
Autore: Mohamed Keita
Fotografo di successo originario della Costa d’Avorio, vive ora in Italia sotto lo status di rifugiato. Lo scatto del suo zaino su un cartone, “J’ habite à’ Termini” gli apre le porte della fama internazionale. Nelle sue foto coglie il contrasto, luci e ombre di paesi diversi, il sorriso dei migranti.
Autore: Maurizio De Giovanni
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature - Festival Internazionale di Roma XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole" "Maestri e non" Musica Andrea Pesce, Cristiano De Fabritiis e Lemon lights Maurizio De Giovanni legge l'inedito "La panchina doppia"
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Il prof. Bonino dedica questa lezione all’ analisi de “La luna e i falò” l’ultimo romanzo di Cesare Pavese scritto tra il 18 settembre e il 9 novembre del 1949. Un libro “finale” che conclude la vita dello scrittore e tende a riepilogarla. Pavese nel suo diario indica questo libro come il libro dell’approdo alla realtà simbolica, una formula contratta per dire che finalmente con questo romanzo era riuscito a raccontare la realtà ed a trarne significati simbolici-mitici. Per lui mito e simbolo erano assolutamente sinonimi. Cominciò come poeta con una raccolta dal titolo “Lavorare stanca” che proponeva un verso inedito “il verso narrativo”; poemetti e poesie lunghe e brevi in forma di racconto con una struttura prosastica e con un andamento realistico e quotidiano. Già in queste poesie era presente “La luna e i falò” attraverso un tema centrale: il ritorno e la memoria dei luoghi dell’infanzia. La narrativa di Pavese è una narrativa di esclusione; si vive intensamente la propria esperienza terrena per giungere a scoprire che siamo degli esclusi; quello che credevamo di possedere è stato illusorio.
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
I magnifici dieci. Guida al romanzo del secondo novecento italiano - " "L'isola di Arturo"” elsa morante Questa conversazione è riservata ad un altro grande romanzo “L’ isola di Arturo” di Elsa Morante una delle più importanti narratrici del secondo dopoguerra. La storia, ambientata sull’isola di Procida, ha come protagonista Arturo, un adolescente rimasto orfano di madre alla nascita che passa il suo tempo nella “casa dei guaglioni”, molto legato al padre Wilhelm e che presto inizierà a sentire l’affiorare delle pulsioni dettate dall’amore. Il romanzo, attentamente descrittivo nei particolari mostra il continuo mutare dei sentimenti interiori di Arturo nella sua crescita; sentimenti che si evolvono, che cambiano, che mostrano la sua fragilità e che si placheranno solo con il suo arruolamento e il conseguente abbandono della sua amata isola. Questo è un romanzo di formazione, raro nella letteratura italiana. Un romanzo che passa dall’incoscienza alla coscienza; un romanzo in cui all’esaltazione della natura si contrappone la forza devastante dell’amore che la stessa Morante chiama “desposta dolente”. Il prof. Bonino nell analisi del romanzo sottolinea inoltre un elemento molto importante che emergerà anche nelle successive opere della scrittrice: “l’idea che la scrittura, l’atto dello scrivere, sia una nascita all’interrogazione” (Gianfranco Contini). Cioè la scrittura non è fine a se stessa, non è un diversivo ma è il mezzo più potente dato all’uomo per interrogarsi fino in fondo alla sua natura. Un mezzo per farci scoprire chi siamo e ciò che abbiamo dentro.
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