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Autore: Prof. Guido Davico Bonino
In questa conversazione il prof. Bonino prende in esame il romanzo “Un cuore arido” del 1961 del narratore toscano Carlo Cassola che divise la sua vita tra narrativa ed impegno civile. Un intellettuale marcato dall’ermetismo, che gli servi per giungere ai valori intimi e profondi dell’esistenza attraverso l’essenziale. L’ambizione di Cassola, pienamente realizzata in questo romanzo è quella di cogliere ciò che di segreto e di inafferrabile ha la vita e che noi spesso non percepiamo perché sotto la soglia della nostra esistenza. “Afferrare il senso della vita vera all’interno della vita quotidiana”. Bonino fa accenno anche ad altre opere. “La Visita” “Alla periferia”, una raccolta di racconti giovanili scritti tra il 1937 ed il 1942 in cui Cassola rivaluta un concetto fondamentale “il sentimento di un personaggio vale quanto il suo vestito” cioè come scrittori bisogna imparare a porre in evidenza nello stesso modo sia gli aspetti esterni del reale (il vestito) sia quelli interiori del cuore, dell’anima e della mente. E’ sulla scia di questo pensiero di essenzialità che tra il 1948-49 scrive il racconto lungo “Il taglio del bosco”. Successivamente tra il 45 e il 60 sente come altri narratori del tempo sente di testimoniare l’esperienza partigiana e nasce il suo vasto romanzo “La ragazza di Bube”
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo “Cinque storie Ferraresi” dello scrittore Giorgio Bassani pubblicato nel 1956. Bassani nasce a Bologna nel 1916 da una benestante famiglia israelitica di Ferrara dove vi trascorse l'infanzia e l'adolescenza laurendosi in lettere. Dopo aver partecipato attivamente alla resistenza nel 1943 si stabilì definitivamente a Roma. Questa raccolta di racconti include “Lida Mantovani”, “La passeggiata prima di cena”, “Una lapide in via Mazzini”, “Gli ultimi anni di Clelia Trotti”, “Una notte del '43” e valse a Bassani il Premio Strega nel 1956. Ognuna di queste storie ha un suo protagonista: la ragazza madre Lida Mantovani; il dottor Elia Corcos in perenne scontro con la moglie; il sopravvissuto al lager Geo Josz deportato a Buchenwald; l’ anziana socialista Clelia Trotti, lasciata morire in carcere; il farmacista paralitico Pino Barilari la cui storia si intreccia con la descrizione del massacro con cui i fascisti nella notte del 15 dicembre del 1943 vendicarono l’ uccisione del loro ex segretario federale il console Bolognesi. Il prof. Bonino, analizza successivamente il romanzo “Gli occhiali d’oro” del 1958 il cui protagonista è Athos Fadigati che a Ferrara svolge la professione di medico la cui vicenda si stringe con quella Eraldo Deliliers. Le storie ferraresi sono un polittico narrativo dove la coerenza e l’organicità è dato dalla presenza di un “tema” il tema della diversità e dell’ esclusione che stringe ogni storia all’altra. Nel 1980 viene pubblicato “Il romanzo di Ferrara” l’opera in cui Giorgio Bassani ha voluto raccogliere i racconti da lui scritti. Il romanzo di Ferrara è di fatto l’opera di una vita, che comprende Cinque storie ferraresi, Gli occhiali d’oro, Il giardino dei Finzi-Contini, Dietro la porta, L’airone e L’odore del fieno. La storia di una città in cui la fantasia dello scrittore ha dato vita ad indimenticabili personaggi.
Autore: Elaine Castillo
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - C'è oggi in America Elaine Castillo legge l'inedito "Il futuro è decoloniale: sullo ieri, l'oggi e il domani dei classici" suona Piccola Orchestra di Tor Pignattara diretta da Pino Pecorelli
Autore: Carlo Lucarelli
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - C'è oggi in America Carlo Lucarelli legge l'inedito "Prova scritta: il candidato svolga in un elaborato contenuto tra le 14000 e 20000 battute il seguente tema "Il domani dei classici. Ovvero quando un libro diventa un classico. Svolgimento" suona Piccola Orchestra di Tor Pignattara diretta da Pino Pecorelli
Autore: Lewis Shiner
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - Sconfinamenti Lewis Shiner legge l'inedito "Canto MCML" musica di Emanuele Bultrini e Peppe D' Argenzio
Autore: Valeria Parrella
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - Sconfinamenti Valeria Parrella legge l'inedito "Una donna di Karya" musica di Emanuele Bultrini e Peppe D' Argenzio
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
“Io penso che nessuna voce di romanziere in questi ultimi anni abbia trovato la propria fisionomia con tanta precisione, con tanta purezza con tanto potere di rivelazione”. Così, Pier Paolo Pasolini salutava l’apparizione de il “Memoriale” sullo scenario letterario italiano. Il “Memoriale” è un romanzo di Paolo Volponi, pubblicato nel 1962. L’ispirazione per il protagonista del romanzo Albino Saluggia gli viene durante il suo lavoro alla fabbrica Olivetti. Volponi legge una lettera di un operaio malato di tubercolosi che si rivolge ad Adriano Olivetti chiedendogli di occuparsi della situazione; l’operaio sosteneva di non essere malato e accusava i medici di volerlo allontanare dalla fabbrica. Esattamente ciò che accade al protagonista del romanzo, contadino reduce della seconda guerra mondiale assunto in una grande fabbrica del Nord. Il memoriale non è un romanzo evasivo o disinteressato. E’ un romanzo che affonda le sue radici e la sua tematica nel vivo dell’esperienza personale del suo autore. Una scrittura nata dalla pena del lavoro quotidiano in una grande industria. E’ un diario scritto a ritroso. Le tensioni che questo libro sprigiona non sono puramente esistenziali ma hanno qualcosa di “profondamente politico etico e civile”. Alberto Asor Rosa, storico della letteratura defini il memoriale un “romanzo magma” che secondo lo storico consiste “nella completa distruzione della struttura e del tessuto romanzesco tradizionali e nell’esibizione di una massiccia realtà umana e storica che non si può più organizzare secondo determinate gerarchie ma va presa e presentata come dire di un colpo solo nella sua complessissima e districabile interezza”
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
I magnifici dieci. Guida al romanzo del secondo novecento italiano - " "L'isola di Arturo"” elsa morante Questa conversazione è riservata ad un altro grande romanzo “L’ isola di Arturo” di Elsa Morante una delle più importanti narratrici del secondo dopoguerra. La storia, ambientata sull’isola di Procida, ha come protagonista Arturo, un adolescente rimasto orfano di madre alla nascita che passa il suo tempo nella “casa dei guaglioni”, molto legato al padre Wilhelm e che presto inizierà a sentire l’affiorare delle pulsioni dettate dall’amore. Il romanzo, attentamente descrittivo nei particolari mostra il continuo mutare dei sentimenti interiori di Arturo nella sua crescita; sentimenti che si evolvono, che cambiano, che mostrano la sua fragilità e che si placheranno solo con il suo arruolamento e il conseguente abbandono della sua amata isola. Questo è un romanzo di formazione, raro nella letteratura italiana. Un romanzo che passa dall’incoscienza alla coscienza; un romanzo in cui all’esaltazione della natura si contrappone la forza devastante dell’amore che la stessa Morante chiama “desposta dolente”. Il prof. Bonino nell analisi del romanzo sottolinea inoltre un elemento molto importante che emergerà anche nelle successive opere della scrittrice: “l’idea che la scrittura, l’atto dello scrivere, sia una nascita all’interrogazione” (Gianfranco Contini). Cioè la scrittura non è fine a se stessa, non è un diversivo ma è il mezzo più potente dato all’uomo per interrogarsi fino in fondo alla sua natura. Un mezzo per farci scoprire chi siamo e ciò che abbiamo dentro.
Autore: Oscar Di Montigny
La persona al centro, per un nuovo modello di società. Per Oscar Di Montigny e` urgente rimettere l’essere umano al centro di ogni sistema sociale. La gratitudine e` la bussola con cui orientarsi. Provare gratitudine e suscitarla negli altri sará la via per costruire nuovi, rivoluzionari modelli sociali, culturali e di business.
Autore: Francesco Fioretti
A cinquecento anni dalla morte di Raffaello, Francesco Fioretti ce ne regala un ritratto magistrale e inedito. Non solo il maestro ricercatissimo e osannato, ma anche la vittima di quello stesso potere che lo rese uno dei più grandi interpreti del rinascimento, cuspide tra il mondo del bello come manifestazione di Dio e dell’uomo e un’epoca di repressione e penitenza. "Forse è perfetto così, che non sia sopravvissuto, in un tempo della storia in cui avrebbe rischiato probabilmente di venir sminuito o di snaturarsi come temeva. Se n’è andato al momento giusto, all’apice della gloria, rubando a Cristo la data e l’età"
Autore: Roberto Zaccaria (Professore di Diritto Costituzionale)
Storico presidente della RAI, Roberto Zaccaria in questa intervista racconta cosa vuol dire essere a capo di una delle aziende di comunicazione più importanti del mondo. Un mestiere difficile e di grande responsabilità, di cui Zaccaria racconta le varie tappe, fatte di decisioni scomode, casi spinosi ma anche grandi successi. Alla domanda “Che cosa pensa che la RAI oggi dovrebbe fare per caratterizzarsi come servizio pubblico”, Zaccaria risponde senza remore, fornendo la sua “ricetta” fatta di tre ingredienti imprescindibili: indipendenza economica, programmi d’eccellenza e un monito che deve valere sempre, ossia “La tv deve sorprendere!”.
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata al romanzo giallo dello scrittore Leonardo Sciascia “ A ciascuno il suo” pubblicato nel 1966 dalla casa editrice Einaudi. Dopo una breve sintesi del racconto cui è dedicata la lezione, il Prof Bonino ci offre un immagine dello scrittore. Nel panorama letterario Sciascia era una figura di intellettuale a tutto tondo; narratore, critico letterario, storico e difensore di tradizioni locali, animatore culturale e consulente editoriale. Dal 1972 al 77 fu consigliere Comunale di Palermo e dal 1979 al 1983 deputato alla camera. Una figura che si spende con intelligenza e con puntiglio in tutte le direzioni; un letterato colto dotato di una pungente ironia legatissimo ad alcune figure maestre della propria regione, la Sicilia, come Verga, Pirandello e Vitaliano Brancati. Era anche un letterato di respiro europeo. Si sentiva un discepolo degli illuministi francesi vedendo nella ragione la sua unica “dea” tutta laica. Ciò che preme a Sciascia nei suoi gialli è far vedere come sia intessuta ed intricata la trama delle convivenze, delle corresponsabilità che legano insospettabili a sospettati. Accusato di essere uno scrittore trasandato in realtà Sciascia fu uno stilista impeccabile, uno razionalista di gusto e stampo illuminista che sapeva vivere il proprio tempo preoccupandosi soprattutto dell’ efficacia e della suggestione della propria pagina letteraria
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