Autore:
Marco Damilano, direttore de "L'Espresso"
Questa lezione viene presentata da Marco Damilano, direttore dell’Espresso il piu’ prestigioso news magazine italiano che dal 1955 racconta la cultura, l’economia e la politica italiana ed internazionale e la sua storia è legata a molte inchieste che hanno svelato gli scandali del potere, a racconti sul costume nazionale sui diritti e sulla cultura.
Autore:
Prof. Francesca Giardini
Obiettivo di questo corso, la cui presentazione è realizzata dalla Prof. Francesca Giardini, è introdurre i fondamenti teorici delle reti sociali grazie ai contributi di tre diverse discipline: la sociologia, le scienze cognitive, la matematica
Autore:
Anna Foa - Scrittrice
Anna Foà, storica, spiega il complesso rapporto tra memoria e ricostruzione storica relativamente agli eventi che hanno originato e caratterizzato la Shoah.
La memoria inizialmente quasi si contrapponeva alla storia perché piena di persone, di emozioni; oggi sono strutture connesse, perché la memoria da sola, senza la storia che indichi i contenuti, ciò che deve essere ricordato, trasmetterebbe una immagine retorica della Shoah, trasformata in occasione celebrativa. La memoria deve essere riempita di fatti che bisogna conoscere bene, perché raccontare male apre le porte al negazionismo; si approfitta delle lacune per negare in blocco la Shoah che è, nonostante gli sforzi contrari dei nazisti, uno degli eventi meglio documentati della storia del Novecento. Negare la realtà storica vuol dire negare la possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di fonte. Il memoriale si connette alla storiografia, che attinge alle fonti, approfondisce e poi confronta, perché la storia è sempre anche comparata; così si è giunti al confronto fra i diversi genocidi del’900. C’è la necessità di una memoria che viva dentro l’uomo, che superi le generazioni, e per essere tale deve, come detto da L. Segre, “riportare a casa i nostri morti”: gli storici allora dovranno raccontare le storie delle persone, delle loro situazioni e dei loro valori. La memoria apre allora al futuro , anche per sostenere fortemente alcuni valori, come quelli democratici, ed opporsi ad altri. Deve costruire una coscienza collettiva, di cui fa parte un riconoscimento delle colpe, essenziale perché la memoria abbia una funzione civile