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Autore: Fabiano Fabiani (Giornalista e dirigente d'azienda)
I cambiamenti e l’evoluzione del Servizio Pubblico Italiano, raccontati dall’interno grazie ad uno dei suoi più rinomati giornalisti e dirigenti. Quando Fabiano Fabiani fa il suo ingresso in Rai come giornalista, nel 1955, si sente investito dello spirito della prima dirigenza Rai che punta a lavorare "per una nuova televisione che deve crescere nel Paese, per portare più cultura, più intelligenza e conoscenza”. Tappa decisiva per la carriera e per la sua vita è il corso di formazione in Rai, che lo mette al fianco di futuri amici e colleghi come Giovanni Salvi, Emanuele Milano e Giuseppe Lisi. "Ci chiamavano corsari, battezzati così da Diego Calcagno, che teneva una rubrica su Il Tempo. I Corsari, giocando sull'ambiguità di frequentatori di un corso e corsari", spiega Fabiani, per farci assaporare lo spirito delle redazioni di allora, in cui si lavorava in un clima dinamico di tensione al nuovo. Un clima in cui "ognuno faceva le sue inchieste ed era visto con un po' di sospetto dalla vecchia radio".
Autore: Lesley Nneka Arimah
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - L'abbandono Lesley Nneka Arimah legge l'inedito "Il futuro dei Classici" suona Valerio Viglar
Autore: Tito Stagno (Conduttore televisivo e cronista sportivo)
È un doppio "viaggio" quello che ripercorriamo insieme a Tito Stagno, nel corso della sua intervista. Quello tracciato dalle tappe principali di una carriera da giornalista tutta in ascesa - dall'esordio in radio, al primo servizio da telecronista in Rai datato 1953 - a l'altro viaggio, in cui ci porta alla scoperta dello spazio come telecronista delle più grandi imprese aerospaziali della storia. "Dello spazio non mi sono mai più liberato", afferma con nostalgica ironia, passando in rassegna episodi come la prima esplorazione spaziale degli astronauti sovietici e americani; poi il grande "volo" verso la luna Con un talento unico nel creare un racconto nel racconto,dall'esperienza in redazione del primo telegiornale diretto da Vittorio Veltroni, Stagno diventa telecronista dei grandi eventi sportivi e delle visite in Italia dei Capi di Stato
Autore: Stefano Bises (scénariste)
Stefano Bises nasce come giornalista televisivo ma successivamente diventa uno dei più importanti sceneggiatori italiani. Lo sceneggiatore è un mestiere creativo e la creatività è qualcosa che si sviluppa essenzialmente attraverso la conoscenza identificandosi nel modo in cui noi combiniamo le cose che conosciamo. Quante più cose conosciamo tante più relazioni siamo in grado di stabilire; quanto meglio si conoscono le cose che vogliamo descrivere tanto più si è in grado di costruire una serie di relazioni profonde. Quanto più sono profonde le relazioni che andiamo a creare tanto più intenso diventa il racconto. Bises ricorda di quando gli fu chiesto di trarre una serie televisiva dal libro di Roberto Saviano “Gomorra”, un libro pieno di universi, di storie, di racconti. Immaginare la storia non fu sufficiente per dare un volto ed un' impronta ai personaggi del libro. Essenziale fu andare sul luogo dove si sarebbe sviluppata la serie. L’esperienza fatta sul territorio nutrì la narrazione rendendo possibile la creazione di un racconto autentico dove anche i dettagli restituivano una verità. Infine spiega l’importanza della serialità quando il protagonista è un antieroe. Lo fa portandoci alcuni esempi di famose serie TV come il “Conte di Montecristo”, “I Soprano”, “Breaking Bad”, “House of Cards” dove la costruzione della figura del personaggio principale, oltre ad essere più importante della trama stessa, si sviluppa episodio dopo episodio con lo studio e l’approfondimento della sua storia e della sua vita. Fondamentale, come diceva Dumas, è lasciare al pubblico il desiderio quanto più viscerale possibile su come andrà a finire la storia del personaggio.
Autore: Chiara Gamberale e Enrico Ianniello
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - L'abbandono Chiara Gamberale e Enrico Ianniello leggono l'inedito "L'ultima sera" (di Chiara Gamberale) suona Valerio Viglar
Autore: Rachel Kushner
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - Etica dei Sentimenti Rachel Kushner legge l'inedito "La grande eccezione" suona Piccola Orchestra di Tor Pignattara diretta da Pino Pecorelli
Autore: Sergio Zavoli (Scrittore, giornalista)
Un'Italia che si solleva dalle ceneri della Grande guerra e che trova nell'umanità e nell'unione la linfa per costruire un nuovo presente, sapendolo comunicare: Sergio Zavoli – grande maestro della Televisione italiana, giornalista, scrittore e poi Presidente Rai con nomina nel 1986 – traccia uno spaccato di storia d'Italia che dura quasi un Secolo dal quale ognuno può trarre un insegnamento di vita. Zavoli parla del suo debutto in Rai con la cronaca sportiva in radio a cui seguono grandi interviste che lo vedono ideatore, insieme a Zavattini, del "Neorealismo radiofonico" e che presto lo catapultano in Televisione.
Autore: Pippo Baudo (Conduttore televisivo e compositore)
“Volevo fare l’artista”: è con queste parole che comincia la lunga intervista inedita di Pippo Baudo, conduttore e autore televisivo, colonna portante e volto tra i più noti del servizio pubblico italiano. Un racconto, il suo, che attraversa 60 anni di televisione: dal primo provino allo Studio 1 all’ideazione del programma “Settevoci”; dalle prime conduzioni di successo, alla scoperta di talenti come Loretta Goggi, Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Jovanotti e tantissimi altri. Pippo Baudo è una fonte inesauribile di aneddoti che, in questa intervista, regala al pubblico con generosità: ed è a essi che affida, per esempio, il racconto dell’amicizia con Mike Bongiorno, indimenticato collega e compa-gno di avventure.
Autore: Carlo Lucarelli
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - C'è oggi in America Carlo Lucarelli legge l'inedito "Prova scritta: il candidato svolga in un elaborato contenuto tra le 14000 e 20000 battute il seguente tema "Il domani dei classici. Ovvero quando un libro diventa un classico. Svolgimento" suona Piccola Orchestra di Tor Pignattara diretta da Pino Pecorelli
Autore: Ayesha Harruna Attah
Dalla Basilica di Massenzio in Roma Letterature 2019 - Festival Internazionale di Roma XVIII Edizione "IL DOMANI DEI CLASSICI" - Etica dei Sentimenti Ayesha Harruna Attah legge l'inedito "ll futuro dei classici" suona Piccola Orchestra di Tor Pignattara diretta da Pino Pecorelli
Autore: Carlo Freccero (Massmediologo)
"Quello che mi inquieta maggiormente è trovare dei punti cardinali per poter fare un palinsesto. Potere, in qualche modo, creare una televisione un po' inedita": un grande maestro della comunicazione come Carlo Freccero, ci racconta come ha contribuito a rivoluzionare il modo di fare tv in Italia. La vera (e grande) innovazione di Carlo Freccero, sta però nella satira pungente che viene fuori in una parola, in un dialogo e in un format televisivo. Nei suoi programmi ha fatto conoscere al grande pubblico poi volti divenuti famosi come Sabina, Corrado e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Fabio Fazio, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Michele Santoro e Piero Chiambretti.
Autore: Emmanuele Milano (Giornalista e dirigente d'azienda)
Con una passione ancora leggibile sia nelle parole che nell’espressione in questa intervista Emmanuele Milano ripercorre insieme gli anni della dirigenza in Rai, in cui si trova a doversi confrontare con una concorrenza sempre più intensa, come quella di Fininvest, attuale Mediaset. Una concorrenza che diventa uno stimolo e un invito affinché il Servizio Pubblico possa affermare e consolidare una tv nazional- popolare, dove “l’assaggio della ricchezza culturale del nostro Paese è collocato nei percorsi e nella vita del pubblico di tutti i giorni”.
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