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Autore: Luca Ammirati
Il nuovo romanzo di Luca Ammirati che, dopo l’apprezzato esordio "Se i pesci guardassero le stelle" conferma il suo talento narrativo. A fare da sfondo alla storia: la magica cornice di Bussana Vecchia in Liguria, il borgo degli artisti.
Autore: Mario Benotti
In questo libro il giornalista Mario Benotti effettua un'analisi senza reticenze su ciò che serve per riportare l'Italia sui binari della competitività e della crescita.
Autore: La storia siamo noi: tredici scrittori raccontano la storia d'Italia - II parte"
La seconda parte della serata prosegue con Nicola La gioia legge "Quando Indro Montanelli lasciava il Giornale" Manuela Mandracchia legge "1968: Diario di un anno scolastico" di Laura Pariani Sandra Petrignani legge "Il rapimento di Aldo Moro e lo sgomento degli affetti" Laura Pugno legge "1979: Processo per stupro" Giancarlo Liviano D’Arcangelo legge “Ustica, il silenzio e il segreto” Leonardo Colombati legge “Gianni Agnelli la morte di un re” Francesca Cutulo legge "2008: gli ultimi" di Giuseppe Genna la musica è di Rita Marcotulli
Autore: Vittorio Sgarbi - Storico dell'arte
Vittorio Sgarbi, storico dell’arte e saggista, presenta la memoria come strumento essenziale del suo lavoro di studioso, ricercatore e osservatore di opere d’arte. La memoria è un elemento genetico; riflettere sulla memoria è riflettere su uno strumento che stiamo contestualmente utilizzando. Tra i diversi tipi di memorie, essenziale per lo storico dell’arte è quella visiva, perché l’accostamento delle immagini consente il riconoscimento di una identità. Il patrimonio archivistico è quello che consente il procedimento del riconoscimento, ma c’è una memoria diversa, quella delle cose che abbiamo immagazzinate dentro di noi, che permette un percorso attribuizionistico. C’è una memoria generalista, che permette di ricordare ciò che si è affrontato in modo non specifico, ma allo storico dell’arte occorre invece una memoria specifica, come quella dei piccoli dettagli descritti dalle “cifre morelliane” di Giovanni Morelli Vittorio Sgarbi riflette anche come in ognuno di noi, anche se dichiaratamente anti-razzista, si celi un razzismo parziale, che si traduce in diffidenza verso popoli i cui atteggiamenti non sono da attribuirsi alla natura, ma alla cultura.
Autore: Prof. Diego Centonze
Canale: Psicologia
Il corso affronta nel dettaglio i meccanismi cellulari e molecolari alla base dei processi cognitivi che sottendono le normali funzioni cerebrali di memoria e apprendimento e le loro relative alterazioni in corso di patologie neurodegenerative e psichiatriche. Basandosi su una revisione attenta e aggiornata della letteratura scientifica riguardante studi di ricerca preclinica e clinica, l’insegnamento di Neuroscienze e Psicobiologia pone le basi per la comprensione dell’origine dei disturbi cognitivi e psichiatrici e delle modalità di intervento terapeutico basate sulla stimolazione magnetica transcranica.
Autore: Roberto Zaccaria (Professore di Diritto Costituzionale)
Storico presidente della RAI, Roberto Zaccaria in questa intervista racconta cosa vuol dire essere a capo di una delle aziende di comunicazione più importanti del mondo. Un mestiere difficile e di grande responsabilità, di cui Zaccaria racconta le varie tappe, fatte di decisioni scomode, casi spinosi ma anche grandi successi. Alla domanda “Che cosa pensa che la RAI oggi dovrebbe fare per caratterizzarsi come servizio pubblico”, Zaccaria risponde senza remore, fornendo la sua “ricetta” fatta di tre ingredienti imprescindibili: indipendenza economica, programmi d’eccellenza e un monito che deve valere sempre, ossia “La tv deve sorprendere!”.
Autore: Giorgio Fabretti
Giorgio Fabretti, antropologo e storico dell’archeologia, si definisce uno scienziato puro al servizio della specie umana per la quale, in un arco temporale di circa cinquecento anni, ipotizza una transizione che dall’umano giungerà al trans- umano e infine al post umano e conquisterà per la specie umana stabilità, cioè non estinguibilità, ma anche un superamento dell’aggressività che oggi la caratterizza. Ma, e questa è la vera rivoluzione, la tecnologia ci deriverà dalla natura stessa: l’intelligenza è in natura, ovunque, e noi seguiamo la natura. Siamo dentro un’epoca di rivoluzione neo-copernicana; tutto l’universo appare come una lavagna di dati e l’uomo è un dato tra i dati. Nell’uomo un istinto, messo dalla selezione naturale, lo spinge a dialogare e ad adattarsi alla natura; è la logica della sopravvivenza del DNA. L’istinto a dialogare con la natura ci ha spinto a far emergere in questa cultura le scienze naturali, che sono emerse dalla più ampia conoscenza e coscienza emarginando la centralità dell’uomo. L’uomo diverrà un umano fra tanti diversamente umani. La salvezza dell’uomo sarà biologicamente possibile se la natura ci darà delle chance, attraverso la scienza, di poterci migliorare, anche acquisendo caratteri solidaristici, di adattamento e di bontà che in questo tempo appaiono particolarmente necessari, insieme ad una maggiore sostenibilità.
Autore: Carlo Freccero (Massmediologo)
"Quello che mi inquieta maggiormente è trovare dei punti cardinali per poter fare un palinsesto. Potere, in qualche modo, creare una televisione un po' inedita": un grande maestro della comunicazione come Carlo Freccero, ci racconta come ha contribuito a rivoluzionare il modo di fare tv in Italia. La vera (e grande) innovazione di Carlo Freccero, sta però nella satira pungente che viene fuori in una parola, in un dialogo e in un format televisivo. Nei suoi programmi ha fatto conoscere al grande pubblico poi volti divenuti famosi come Sabina, Corrado e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Fabio Fazio, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Michele Santoro e Piero Chiambretti.
Autore: Prof. Ignazio Ingrao
In questo nuovo appuntamento Ingrao approfondisce i seguenti temi: Cardinali blogger, Una nuova apologetica?, Il podcasting della fede
Autore: Elèna Mortara Di Veroli - Studiosa di Letteratura Ebraico-Americana
Elèna Mortara di Veroli, studiosa e docente di letteratura americana, ci guida alla scoperta della ricchezza insita nella storia e nella cultura Yiddish, lingua parlata dalle popolazioni di quei luoghi dove la ferocia nazista operò con più determinazione. Lingua di origine ebraico-tedesca, la cui storia millenaria si origina nel x secolo nella regione della Renania, nel XIV secolo si arricchisce di elementi slavi a causa del trasferimento ad oriente di un popolo in fuga dalla peste e dalle persecuzioni. E’ una lingua di fusione, un unione di dialetto medievale tedesco, elementi slavi , termini ebraici e, soprattutto, caratteri ebraici con regolare lettura da sinistra a destra. Attraverso un lungo quanto affascinante percorso attraverso testi, personaggi, artisti, canti della tradizione , Elèna Mortara di Veroli dà un esempio e una testimonianza di quello che stata ed è oggi la letteratura Yiddish, che in America, soprattutto nel secondo dopoguerra,ha sviluppato una cultura Yiddish americana, che ha contribuito alla cultura ebraico- americana
Autore: Hakan Günday
La prima serata del Festival delle Letterature 2016, dalla Basilica Massenzio, ha il tema Memorie Migranti. Dopo Claudio Magris, il giovane autore turco Hakan Günday legge il suo inedito Occupato. Una lunga lettera a Zahila per raccontarle la vita dei migranti in Europa. "Per adesso però nessuno conosce ancora i nostri sogni. Tutto il mondo è ignaro perfino della nostra esistenza. Perché noi non esistiamo, Zahila", scrive Günday. La lettura è accompagnata dalla musica di Rita Marcotulli al piano.
Autore: Stefania Russo
Stefania Russo, al suo primo romanzo, presenta “Non è mai troppo tardi” libro che narra di un'arzilla ottantenne che mobilita il vicinato per aiutare la fida badante. Una storia commovente e ironica sul valore del tempo, donato e ricevuto.
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