Autore:
Vittorio Sgarbi - Storico dell'arte
Vittorio Sgarbi, storico dell’arte e saggista, presenta la memoria come strumento essenziale del suo lavoro di studioso, ricercatore e osservatore di opere d’arte.
La memoria è un elemento genetico; riflettere sulla memoria è riflettere su uno strumento che stiamo contestualmente utilizzando.
Tra i diversi tipi di memorie, essenziale per lo storico dell’arte è quella visiva, perché l’accostamento delle immagini consente il riconoscimento di una identità. Il patrimonio archivistico è quello che consente il procedimento del riconoscimento, ma c’è una memoria diversa, quella delle cose che abbiamo immagazzinate dentro di noi, che permette un percorso attribuizionistico. C’è una memoria generalista, che permette di ricordare ciò che si è affrontato in modo non specifico, ma allo storico dell’arte occorre invece una memoria specifica, come quella dei piccoli dettagli descritti dalle “cifre morelliane” di Giovanni Morelli
Vittorio Sgarbi riflette anche come in ognuno di noi, anche se dichiaratamente anti-razzista, si celi un razzismo parziale, che si traduce in diffidenza verso popoli i cui atteggiamenti non sono da attribuirsi alla natura, ma alla cultura.
Autore:
Achille Bonito Oliva
Il critico d’Arte Achille Bonito Oliva espone una lezione sull’intimo significato e il senso profondo dell’arte. L’Arte contemporanea ha una funzione sociale e in questo momento di crisi, nella sua autonomia, è un punto di riferimento per l’umanità. “L’arte è un massaggio a un muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva”. Achille Bonito Oliva parla della Città dell’Arte dell’artista Michelangelo Pistoletto e in dettaglio dell’opera il Terzo Paradiso. Spiega come l’artista ha sempre lavorato sotto il segno dell’arte responsabile, consapevole di non poterli risolvere, la sua opera ha il merito di aver inciso sui problemi che affliggono l’umanità. Oliva prosegue sostenendo che l'arte non è uno slogan o una parola d'ordine imperiosa, ma lo sviluppo di nuovi processi di conoscenza, una domanda sul mondo. Pistoletto è l’artista che restituisce una conferma all’arte come promessa di bellezza, e un’etica capace di recuperare per l’arte una progettualità che serve a scuotere le coscienze e a sviluppare una felicità collettiva al di fuori di ogni frontiera.