Autore:
Alessandro Portelli
Alessandro Portelli, accademico e critico musicale, in Italia si è occupato a lungo di memoria orale, operando sulla memoria musicale e sulla memoria del folclore, tanto da esserne diventato il massimo esperto. La memoria, funzione di cui l’essere umano è naturalmente dotato, deve essere esercitata in modo attivo e soprattutto critico. La memoria è un lavoro che si fa mentalmente e psicologicamente ogni volta che si entra in relazione con il proprio passato; dunque, a differenza del materiale archivistico, è in movimento e in continua trasformazione, perché viene modificandosi insieme al rapporto con il passato. Si tende a rimuovere non solo ciò che non significa più nulla, ma anche ciò che significa troppo , ed è proprio questo l’elemento importante del lavoro sulla memoria e sulla narrazione storica, che solitamente è utilizzata come motivo di orgoglio e spinta all’azione. Ma una delle funzioni della memoria è anche quella di ricordare ciò che non ci fa onore, sia come individui che come popolo. Il rapporto tra memoria e identità deve essere ripensato: non esistono identità fisse e intangibili. La credibilità delle scritte deve essere verificata al pari di quelle orali. Attraverso la memoria orale, che anche quando la verità fattuale viene meno è sempre fonte di interpretazione storica, attraverso il dialogo attraverso cui solitamente essa avviene, necessariamente ci si confronta non solo con l’identità dell’altro, ma anche e soprattutto con la propria, giungendo infine ad ammettere la possibilità che anche noi, in determinati tempi e condizioni, potremmo avere comportamenti che ci sembrano impensabili. Alessandro Portelli, attraverso una riflessione sul significato dei verbi ricordare, rammentare e rimembrare, conduce verso una rivalutazione della memoria personale come vissuto quotidiano dell’individuo, perché se non si ha memoria della propria esperienza non si saprà nulla nemmeno del passato, in una mancanza di consapevolezza della relazione che noi abbiamo con il nostro passato storico.
Autore:
Cosetta Lagani (artistic director cinema d’Arte Sky) - Italie
Cosetta Lagani è il direttore di Cinema d’arte SKY, il primo progetto seriale cinematografico dei Film d’arte. Nato nel 2013 con la profonda convinzione di Sky che il cinema, il linguaggio cinematografico e le tecnologie più evolute potessero conferire al racconto dell’arte un esperienza emozionale e cognitiva nuova, di forte impatto visivo emotivo ed universale in grado di raggiungere un pubblico più ampio nei cinema e in tv . “Musei Vaticani 3D” è stato il primo film documentario d’arte realizzato e venne distribuito nei cinema di 60 paesi del mondo e nei canali tv. A seguito del successo ottenuto e dalla calorosa accoglienza sono seguite altre importanti produzioni quali “Firenze e gli Uffizi”, “San Pietro e le Basiliche di Roma” e poi i film “biopics” sugli artisti da Raffaello a Caravaggio, Michelangelo e Leonardo da Vinci.
Nella produzione dei film d’arte la veridicità del racconto è l’elemento fondamentale. Per questo dopo aver ricercato un “soggetto universale” che sia fortemente aspirazionale ci si avvale di figure altamente professionali in grado di dar vita al progetto.
La notorietà di questi film è andata sempre di più aumentando al punto che sono nati diversi progetti nazionali ed internazionali. Per i progetti internazionali con gli ultimi film sono state organizzate delle premières presso gli istituti italiani di cultura nel mondo, presso le ambasciate e grandi musei come la National Gallery o la Tretyakov Gallery di Mosca o in partership con MET, Il Getty Museum
In Italia invece questi film oltre ad essere distribuiti nelle scuole sono stati utilizzati, con la collaborazione di Mons. Dario Viganò, per dare vita al “progetto delle carceri” con la speranza che questi film potessero favorire, attraverso la bellezza dell’arte, un percorso di reintegrazione e di reinserimento sociale per i detenuti