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Fabiano Fabiani (Giornalista e dirigente d'azienda)
I cambiamenti e l’evoluzione del Servizio Pubblico Italiano, raccontati dall’interno grazie ad uno dei suoi più rinomati giornalisti e dirigenti. Quando Fabiano Fabiani fa il suo ingresso in Rai come giornalista, nel 1955, si sente investito
dello spirito della prima dirigenza Rai che punta a lavorare "per una nuova televisione che deve crescere nel Paese, per portare più cultura, più intelligenza e conoscenza”. Tappa decisiva per la carriera e per la sua vita è il corso di formazione in Rai, che lo mette al fianco di futuri amici e colleghi come Giovanni Salvi, Emanuele Milano e Giuseppe Lisi. "Ci chiamavano corsari, battezzati così da Diego Calcagno, che teneva una rubrica su Il Tempo. I Corsari, giocando sull'ambiguità di frequentatori di un corso e corsari", spiega Fabiani, per farci assaporare lo spirito delle redazioni di allora, in cui si lavorava in un clima dinamico di tensione al nuovo. Un clima in cui "ognuno faceva le sue inchieste ed era visto con un po' di sospetto dalla vecchia radio".
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Alcune sequenze, tratte dalla Veglia della giornata Mondiale dei giovani di Roma del 19 agosto 2000, si alternano con le letture di Paola Pitagora, Evita Ciri e Roberto Monti estratte dai libri di Giovanni Paolo II “Aprite i vostri cuori, 100 insegnamenti per la vita”, “Memoria e identità”, “Non uccidere in nome di Dio”
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Pape A. Seck e Djeydi Djigo
Questa puntata ci parla del genocidio del Popolo Tutsi avvenuto in Ruanda nel 1994, una strage perpetrata ai danni di migliaia di persone sotto gli occhi della comunità internazionale. Il protagonista è il Capitano Mbaye Diagne, l’eroe che ha salvato centinaia di vittime di uno dei più atroci genocidi del XX secolo. Viene descritto da chi lo ha incontrato come una persona molto leale, dinamica, solidale e sempre pronta a rischiare la vita per il prossimo. La scintilla che accende la miccia del conflitto interno è l’attentato contro l’allora presidente del Ruanda, Juvenal Habyarimana. Da quel giorno iniziano i massacri in tutto il paese e soprattutto a Kigali. Da questo momento il Capitano Mbaye Diagne, al servizio delle truppe ONU, comincia ad attivarsi per garantire la sicurezza delle persone obiettivo degli attacchi in corso mettendone in salvo un gran numero e dimostrando grande coraggio ed è proprio in uno di questi tentativi di salvataggio che trova la morte.

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Prof. Piattelli
L'ebraismo all'interno del dialogo interreligioso. Excursus sulla storia dell'Ebraismo e analisi di alcune parole chiave della religione Giudaica. Storia della dispersione della comunità ebraica e delle persecuzioni culminate nell'olocausto della seconda guerra mondiale. Gerusalemme luogo simbolico dell'aspirazione del mondo ebraico alla pace. Messianesimo come aspirazione della religione ebraica. Dialogo interreligioso come ricerca dei punti di contatto.
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Prof. Massimo Poncino
Obiettivi del corso a cura del Prof. Massimo Poncino: Apprendere come la scelta di opportune strutture dati può influenzare le prestazioni di un programma – Applicare Algoritmi generali a problemi pratici (tipicamente modellati in termini di strutture matematiche astratte).
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Norberto Bobbio - Gianni Vattimo
Intervista a Norberto Bobbio realizzata da Gianni Vattimo insieme agli studenti del politecnico di Torino, per il Consorzio Nettuno. Bobbio descrive il rapporto intercorrente fra la filosofia e la scienza. Fino al secolo scorso lo scienziato coincideva con il filosofo, ora le due discipline sono nettamente distinte ed il progresso di questo secolo è stato solo progresso scientifico.
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Betty Williams
Lezione in lingua inglese del premio Nobel per la Pace 1976 Betty Williams dal titolo "I diritti del bambino e le nuove guerre".
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Paola Pitagora
L'attrice Paola Pitagora introduce il poeta Ted Hughes e recita una sua poesia.
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Davide Rondoni
In tutte le epoche del mondo, in tutte le latitudini esiste la poesia e cioè il fatto che le parole si movimentano, cambiano ritmo, trovano ritmi strani per mettere a fuoco le cose importanti della vita. La poesia è sempre esistita e dunque fa parte della natura umana e fa parlare la vita di tutti. I trovatori definivano la poesia come un’allodola invisibile di cui si sente la voce, ma non si sa bene dove sia. E’ la voce dell’anima. E’ la voce del cuore. E’ la voce della vita. La poesia è importante, dove non è importante più niente. Il compito dei poeti è quello di guardare dentro le parole della propria epoca e, a volte, di smontarle. Davide Rondoni ci accompagna in una serie di riflessioni sul ruolo della poesia, della parola e dell’arte come strumento di conoscenza e come vera ricchezza dell’umanità e mezzo per relazionarci al mistero della vita.
