Autore:
Piero Angela (Giornalista e scrittore)
“Bisogna stare dalla parte degli scienziati per il contenuto e dalla parte del pubblico per il linguaggio”: è questo il principio che ha guidato, lungo l’arco di tutta la sua carriera, l’uomo a cui si deve il merito di aver portato la scienza e la cultura in prima serata.
Piero Angela in questa intervista non lesina alcun dettaglio della sua vita professionale: dal primo documentario sul jazz, genere musicale da lui molto amato, agli esordi in RAI. Gli anni all’ estero, prima a Parigi e poi a Bruxelles, per poi rientrare all’ improvviso in Italia per dare vita al primo TG condotto dai giornalisti. Da lì a poco, l’avvicinamento al mondo della scienza, grazie al viaggio in America per seguire il progetto Apollo che porterà l’uomo sulla luna.
Autore:
Pape A. Seck e Djeydi Djigo
Questa è la prima puntata di « Etoiles Noires (Stelle Nere) », un programma realizzato con l’intento di ricordare i grandi uomini e le grandi donne che hanno lasciato una traccia nella storia dell’Africa.
E’ dedicata a Thomas Isidore Sankara, il presidente del “Paese degli Uomini Onesti”, nuovo nome dato al Burkina Faso, ex Alto Volta, uno dei primi atti nella lotta per lo sviluppo del paese.
Divenuto presidente nel 1983, avvia una serie di riforme ispirate al suo ideale di società formata da persone consapevoli e determinate proprio partendo dalla convinzione che la liberazione dalla schiavitù debba passare per la presa di coscienza delle persone, condizione imprescindibile per il loro affrancamento. Si batte per l’emancipazione delle donne e contro il “nuovo imperialismo finanziario”, una nuova forma di schiavitù che impone al Burkina Faso il peso di un debito impossibile da estinguere. Nel 1987, Sankara cade vittima di un complotto ordito da quelli che erano stati al suo fianco, ma la sua uccisione non cancellerà la speranza per un’Africa migliore.
Autore:
Carla Tatò - Attrice
Carla Tatò, attrice teatrale e cinematografica, spiega la differenza tra la memoria come burocratica ripetizione, deposito sterile dai meccanismi chiusi, e la memoria epica - quella di cui parla W. Banjamin in un suo personaggio, il “narratore” - memoria in cambiamento e in viaggio, libera, costruita, cambiata continuamente. La memoria epica possiede tre elementi, veri muscoli del pensiero, che divengono strumenti di crescita, di costruzione di creatività: la passione e il cuore, la mente e il pensiero ed il braccio per indicare l’azione
Questo tipo di memoria, nell’attore, mette in moto un meccanismo che mette in relazione, crea dei contatti straordinari tra ciò che è già avvenuto, ciò che dovrà avvenire e ciò che sta avvenendo, nel hic et nunc. Un gesto creativo, che permette di vivere l’antico, etimologicamente inteso come “porre avanti”, come il futuro dell’oggi perché il passato, o postìco, etimologicamente è ciò che è “posto oggi”.
I giovani oggi parlano di memoria informatica, di cloud… ma la memoria umana è milioni di stratificazioni mobilissime, si deposita nell’uomo e poi, se esercitata, esce. L’uomo è una memoria vivente.