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Autore: Anna Foa - Scrittrice
Anna Foà, storica, spiega il complesso rapporto tra memoria e ricostruzione storica relativamente agli eventi che hanno originato e caratterizzato la Shoah. La memoria inizialmente quasi si contrapponeva alla storia perché piena di persone, di emozioni; oggi sono strutture connesse, perché la memoria da sola, senza la storia che indichi i contenuti, ciò che deve essere ricordato, trasmetterebbe una immagine retorica della Shoah, trasformata in occasione celebrativa. La memoria deve essere riempita di fatti che bisogna conoscere bene, perché raccontare male apre le porte al negazionismo; si approfitta delle lacune per negare in blocco la Shoah che è, nonostante gli sforzi contrari dei nazisti, uno degli eventi meglio documentati della storia del Novecento. Negare la realtà storica vuol dire negare la possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di fonte. Il memoriale si connette alla storiografia, che attinge alle fonti, approfondisce e poi confronta, perché la storia è sempre anche comparata; così si è giunti al confronto fra i diversi genocidi del’900. C’è la necessità di una memoria che viva dentro l’uomo, che superi le generazioni, e per essere tale deve, come detto da L. Segre, “riportare a casa i nostri morti”: gli storici allora dovranno raccontare le storie delle persone, delle loro situazioni e dei loro valori. La memoria apre allora al futuro , anche per sostenere fortemente alcuni valori, come quelli democratici, ed opporsi ad altri. Deve costruire una coscienza collettiva, di cui fa parte un riconoscimento delle colpe, essenziale perché la memoria abbia una funzione civile
Autore: Alessandro Portelli
Alessandro Portelli, accademico e critico musicale, in Italia si è occupato a lungo di memoria orale, operando sulla memoria musicale e sulla memoria del folclore, tanto da esserne diventato il massimo esperto. La memoria, funzione di cui l’essere umano è naturalmente dotato, deve essere esercitata in modo attivo e soprattutto critico. La memoria è un lavoro che si fa mentalmente e psicologicamente ogni volta che si entra in relazione con il proprio passato; dunque, a differenza del materiale archivistico, è in movimento e in continua trasformazione, perché viene modificandosi insieme al rapporto con il passato. Si tende a rimuovere non solo ciò che non significa più nulla, ma anche ciò che significa troppo , ed è proprio questo l’elemento importante del lavoro sulla memoria e sulla narrazione storica, che solitamente è utilizzata come motivo di orgoglio e spinta all’azione. Ma una delle funzioni della memoria è anche quella di ricordare ciò che non ci fa onore, sia come individui che come popolo. Il rapporto tra memoria e identità deve essere ripensato: non esistono identità fisse e intangibili. La credibilità delle scritte deve essere verificata al pari di quelle orali. Attraverso la memoria orale, che anche quando la verità fattuale viene meno è sempre fonte di interpretazione storica, attraverso il dialogo attraverso cui solitamente essa avviene, necessariamente ci si confronta non solo con l’identità dell’altro, ma anche e soprattutto con la propria, giungendo infine ad ammettere la possibilità che anche noi, in determinati tempi e condizioni, potremmo avere comportamenti che ci sembrano impensabili. Alessandro Portelli, attraverso una riflessione sul significato dei verbi ricordare, rammentare e rimembrare, conduce verso una rivalutazione della memoria personale come vissuto quotidiano dell’individuo, perché se non si ha memoria della propria esperienza non si saprà nulla nemmeno del passato, in una mancanza di consapevolezza della relazione che noi abbiamo con il nostro passato storico.
Autore: Ester Capuzzo - Storica
Ester Capuzzo, storica e docente ordinario di storia contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, illustra il rapporto estremamente interconnesso, ma conflittuale, tra storia e memoria. Oggi frequentemente si sostituisce il termine storia con memoria, come se i due termini fossero sinonimi o comunque avessero un significato intercambiabile. La memoria e la storia sono invece due fenomeni complementari ma diversi. Ester Capuzzo ci conduce all’interno dell’indagine storica e del problema della memoria, tra memoria del singolo, memoria collettiva e memoria pubblica; tra luoghi della memoria che si oppongono ai non luoghi, tra monumenti e altri prodotti dalla funzione commemorativa. Un percorso intenso, che conduce infine al problema della preservazione e interroga sul dovere di ricordare e il dovere della storia
Autore: Elèna Mortara Di Veroli - Studiosa di Letteratura Ebraico-Americana
Elèna Mortara di Veroli, studiosa e docente di letteratura americana, ci guida alla scoperta della ricchezza insita nella storia e nella cultura Yiddish, lingua parlata dalle popolazioni di quei luoghi dove la ferocia nazista operò con più determinazione. Lingua di origine ebraico-tedesca, la cui storia millenaria si origina nel x secolo nella regione della Renania, nel XIV secolo si arricchisce di elementi slavi a causa del trasferimento ad oriente di un popolo in fuga dalla peste e dalle persecuzioni. E’ una lingua di fusione, un unione di dialetto medievale tedesco, elementi slavi , termini ebraici e, soprattutto, caratteri ebraici con regolare lettura da sinistra a destra. Attraverso un lungo quanto affascinante percorso attraverso testi, personaggi, artisti, canti della tradizione , Elèna Mortara di Veroli dà un esempio e una testimonianza di quello che stata ed è oggi la letteratura Yiddish, che in America, soprattutto nel secondo dopoguerra,ha sviluppato una cultura Yiddish americana, che ha contribuito alla cultura ebraico- americana
Autore: Salvatore Di Russo - Musicista
Il tango, patrimonio dell’umanità dal 2009, è uno dei fenomeni di contaminazione culturale più importanti. Salvatore Di Russo, compositore e musicista, si è interessato al tango Yiddish come fenomeno poco conosciuto ma molto importante, non solo dal punto di vista storico, in quanto memoria particolarissima dei campi di sterminio, ma per la sua ambiguità, in quanto in uno stesso periodo ha potuto abbracciare culture diverse e contrastanti includendole nel simbolico abbraccio della sua danza. C’è un rapporto privilegiato tra il tango e gli Ebrei, per i quali era divenuto simbolo di vita e di resistenza durante la prigionia per la sua capacità di trasformare in musica la malinconia. Salvatore Di Russo spiega l’incontro degli Ebrei con il tango; in Argentina prima, dove sono giunti scappando dai pogrom russi e dove furono accolti per popolare le campagne, e poi in Polonia, dove, proveniente da Parigi, si era diffuso negli anni ’20 e nel periodo pre-bellico aveva grande fortuna nelle sale da ballo e nei cabaret.
Autore: Prof. Martina Massullo
Il corso offre un'introduzione all'archeologia e alla storia dell'arte musulmana dal VII secolo alla metà del XIII secolo. Le principali tematiche della cultura artistica e architettonica del mondo islamico, dal bacino del Mediterraneo ai territori iranici orientali, sono presentate attraverso l'analisi di alcuni siti e monumenti significativi e saranno accompagnate da un ampio inquadramento storico circa la nascita e prima diffusione dell'Islam.
Autore: Nicolai Lilin
Dall’autore di educazione siberiana, Vladimir Putin raccontato come in un romanzo. Dalla nascita in una misera casa popolare alla carriera nel KGB fino al vertice dello Stato, non senza colpi di mano, vita e ascesa del nuovo Zar di tutte le russie. «Nella nostra epoca travagliata non si trovano tante storie così appassionanti, controverse e ricche di colpi di scena come quella vissuta fino a ora dall’uomo che conosciamo con il nome di Vladimir Putin.»
Autore: Valerio Varesi
Valerio Varesi affina la sua tecnica narrativa in un noir Fuori dagli schemi e dissacratore, mentre affonda la penna in una realtà, la nostra, che non è mai stata tanto virtuale.
Autore: Lorenzo Sassoli de Bianchi
Storia di riscatto e di uno struggente rapporto padre-figlio, il romanzo racconta la parabola di un musicista che riesce a vivere la vita che il padre aveva sognato per lui. Il romanzo è introdotto da una prefazione di Renzo Arbore «Una sorprendente colonna sonora letteraria e musicale in cui mi sono riconosciuto. Splendide pagine nelle quali sono ancora completamente immerso.»
Autore: Prof. Carmelo Licitra Rosa
Canale: Psicologia
L'insegnamento si inserisce all'interno di un corso centrato sulle neuroscienze e trova la sua ragion d’essere nella particolarità della pratica clinica. Il medico specialista in neuroscienze pur utilizzando strumenti avanzati della scienza instaura pur sempre un rapporto con un uomo, un uomo sofferente. Nello specifico del corso si analizzano i contesti dove si è inserito il discorso (scienza-umanesimo) entro cui si inscrive la meditazione sul rapporto fra scienza e psicoanalisi elaborata da Jacques Lacan. www.uninettunouniversity.net
Autore: Prof. Maria Immacolata Macioti
In questo nuovo incontro vengono trattati tre temi importanti: La creazione di nuove fonti; Interviste in profondità, storie di vita: il singolo e il gruppo; L’arte del raccontarsi. Per chi? A che scopo?
Autore: Ermanno Giudici
Ermanno Giudici presenta “Cani, falchi, tigri e trafficanti”, nel quale si racconta di indagini e operazioni di polizia che hanno salvato dalle sofferenze e dalla morte centinaia di animali. Azioni concrete che hanno contribuito a creare giurisprudenza in favore degli animali e ad ampliare la consapevolezza di un necessario e radicale cambiamento nel nostro rapporto con gli animali e la natura.
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