Autore:
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte
né per mare né per terra:
per esempio, LA GUERRA
Autore:
Intervengono i premi Nobel per la pace Lech Walesa, Adolfo Perez Esquivel, Rigoberta Menchù Tum, Betty Williams
Autore:
Quando la disperazione per il mondo cresce dentro me
e mi sveglio di notte al minimo rumore
col timore di ciò che sarà della mia vita e di quella dei miei figli,
vado a stendermi dove l'anatra di bosco
riposa sull'acqua in tutto il suo splendore
e si nutre il grande airone.
Entro nella pace delle cose selvagge
che non si complicano la vita per il dolore che verrà.
Giungo al cospetto delle acque calme.
E sento su di me le stelle cieche del giorno
che attendono di mostrare il loro lume. Per un po'
riposo tra le grazie del mondo e sono libero.
Autore:
"Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte
Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango
Prendi una lacrima
posala sul volto di chi non ha mai pianto
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare
Scopri la vita
raccontala a chi non sa capirla
Prendi la speranza
e vivi nella sua luce
Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare
Scopri l'amore
e fallo conoscere al mondo"
Autore:
La pace non è soltanto
il contrario di guerra:
pace è di più.
Pace è la legge della vita umana.
Pace è quando noi agiamo
in modo giusto
è quando tra ogni singolo essere umano
regna la giustizia.
Autore:
Generale, il tuo carro armato
è una macchina potente
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.
Autore:
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi
vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.....
Autore:
"Ci dicono che il patriottismo è una virtù. [...] Ma io vi dico: il patriottismo, nel nostro tempo, non è una virtù. È un vizio. È una superstizione stupida e dannosa. Che cos'è, in realtà, questo amore per la patria? È la preferenza accordata al proprio popolo a scapito di tutti gli altri. [...] Ma questo desiderio porta inevitabilmente alla guerra. Non si può volere la supremazia di uno senza volere l'umiliazione dell'altro. I popoli, i semplici lavoratori, i contadini di Germania, di Russia, di Francia, d'Italia, non hanno alcun motivo per odiarsi. Sono i governi, e le classi dominanti, che inventano i nemici...."
Autore:
"Caro professor Einstein, Lei mi chiede se esiste un modo per liberare l'umanità dalla fatalità della guerra. È un tema che ci spaventa, ma che non possiamo più evitare. Lei comincia con il rapporto tra diritto e forza. È il punto di partenza giusto. Ma posso permettermi di sostituire la parola 'forza' con una parola più cruda e più vera: 'violenza'? Diritto e violenza sono oggi per noi termini opposti. Eppure, è facile mostrare che l'uno si è sviluppato dall'altra. In origine, in una piccola orda umana, era la forza muscolare a decidere a chi appartenesse qualcosa o quale volontà dovesse essere eseguita. La violenza spezzava l'opposizione uccidendo l'avversario....."
Autore:
"Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore"
Autore:
"Piove dirottamente nel bosco solitario,
il fuoco e il fumo sono lenti.
Sugli sterpi cuoce l'erba, s'appronta il miglio
da portare sui campi dell'est.
A distesa sulle campagne annegate nell'acqua
vola il bianco airone.
Nella solitudine fonda d'alberi estivi
canta il giallo rigogolo.
Tra i monti mi è cara la pace,
contemplo l'ibisco d'un solo mattino,
sotto i pini al mio digiuno
raccolgo la rorida malva.
Invecchio in campagna insieme con gli altri.
Son cessate le beghe rivali.
Ai gabbiani di mare che serve
diffidare ancora l'uno dell'altro?"
Autore:
Intervengono: Corrado Augias Giornalista e scrittore, Frederik Willem De Klerk Nobel per la pace 1993, Betty Williams Nobel per la pace 1976