Autore:
"Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono
legando terra e amori con l'antico
canto;
e sia pace per le città all'alba
quando si sveglia il pane,
pace al libro come sigillo d'aria,
e pace per le ceneri di questi
morti e di questi altri ancora;
e sia pace sopra l'oscuro ferro di Brooklin, al portalettere
che entra di casa in casa come il giorno,
pace per il regista che grida al megafono rivolto ai convolvoli,
pace per la mia mano destra che brama soltanto scrivere il nome
Rosario, pace per il boliviano segreto come pietra
nel fondo di uno stagno, pace perché tu possa sposarti..."
Autore:
"Ci dicono che il patriottismo è una virtù. [...] Ma io vi dico: il patriottismo, nel nostro tempo, non è una virtù. È un vizio. È una superstizione stupida e dannosa. Che cos'è, in realtà, questo amore per la patria? È la preferenza accordata al proprio popolo a scapito di tutti gli altri. [...] Ma questo desiderio porta inevitabilmente alla guerra. Non si può volere la supremazia di uno senza volere l'umiliazione dell'altro. I popoli, i semplici lavoratori, i contadini di Germania, di Russia, di Francia, d'Italia, non hanno alcun motivo per odiarsi. Sono i governi, e le classi dominanti, che inventano i nemici...."
Autore:
"Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi,
ma sono mille papaveri rossi.
«Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendan i lucci argentati,
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente.»
Così dicevi ed era d'inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve.
Fermati Piero, fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso,
dei morti in battaglia ti porti la voce,
chi diede la vita ebbe in cambio una croce......"
Autore:
"Se viene la guerra
non partirò soldato.
Ma di nuovo gli usati treni
porteranno i giovani soldati
lontano a morire dalle madri.
Se viene la guerra
non partirò soldato.
Sarò traditore
della vana patria.
Mi farò fucilare
come disertore.
Mia nonna da ragazzino
mi raccontava:
"Tu non eri ancora nato. Tua madre
ti aspettava. Io già pensavo
dentro il rifugio osceno
ma caldo di tanti corpi, gli uni
agli altri stretti, come tanti
apparenti fratelli, alle favole
che avrebbero portato il sonno
a te, che, Dio non voglia!,
non veda più guerre"
Autore:
"Avevo una scatola di colori,
brillanti, decisi e vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti,
non avevo il nero per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco per il volto dei morti,
non avevo il giallo per le sabbie ardenti.
Ma avevo l'arancio per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste per i chiari cieli splendenti,
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi sono seduta,
e ho dipinto la pace"
Autore:
"Contadini, Voi siete la forza. Siete voi che date da mangiare al mondo. Senza di voi, i re, i generali, i banchieri morirebbero di fame in una settimana. Eppure, siete voi che morite nelle loro guerre. Perché? Perché avete dimenticato la vostra forza. Vi hanno detto che dovete produrre per vendere, per fare soldi. [...] E per proteggere questo commercio, ci vogliono gli eserciti. La guerra è il risultato del vostro lavoro deviato. Ogni chicco di grano che vendete per il profitto, invece di mangiarlo, diventa una pallottola. Io vi dico: fermatevi..."
Autore:
"La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.
L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.
La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare" disse la luce.
Così apparve la luce
e risplendette.
Così apparve la pace
e offrì riposo.
Così apparve l'amore
e portò vita."
Autore:
"È compito precipuo del genere umano nel suo insieme attuare sempre tutta la potenza dell'intelletto possibile. Ma questo non può farlo un uomo solo, né una famiglia sola, né una città sola. Deve farlo l'umanità intera. E come un individuo non può studiare e creare se è malato o turbato, così l'umanità non può sviluppare la sua mente se è divisa dalle guerre. Dunque, la pace universale è il migliore tra i mezzi ordinati alla nostra felicità. Ecco perché ai pastori, alla nascita di Cristo, non risuonò dall'alto 'Ricchezze', non 'Piaceri', non 'Onori' [...] ma 'Pace'..."
Autore:
"Il Grande Capo a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. [...] Ma come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Noi siamo parte della terra, ed essa è parte di noi. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui un pezzo di terra è uguale all'altro, perché egli è uno straniero che viene di notte e prende dalla terra tutto quello di cui ha bisogno. La terra non è sua sorella, ma sua nemica, e quando l'ha conquistata, passa oltre..."
Autore:
"Tu mi chiedi, Novato, come si possa placare l'ira. E a ragione, perché non esiste passione più mostruosa, più distruttiva di questa. Osserva l'aspetto di un uomo in preda all'ira: gli occhi ardono, il volto è stravolto [...]. Sembra un pazzo, non un uomo. L'ira è tutta crudeltà. Desidera il dolore dell'altro, gode della sofferenza, è assetata di sangue. Guarda le rovine delle grandi città [...] non è stata la peste, non è stato il terremoto: è stata l'ira. Ma tu dici: 'L'ira è utile in guerra. Dà forza al soldato'. Falso. L'ira non è forza, è gonfiore..."
Autore:
"Caro professor Einstein, Lei mi chiede se esiste un modo per liberare l'umanità dalla fatalità della guerra. È un tema che ci spaventa, ma che non possiamo più evitare. Lei comincia con il rapporto tra diritto e forza. È il punto di partenza giusto. Ma posso permettermi di sostituire la parola 'forza' con una parola più cruda e più vera: 'violenza'? Diritto e violenza sono oggi per noi termini opposti. Eppure, è facile mostrare che l'uno si è sviluppato dall'altra. In origine, in una piccola orda umana, era la forza muscolare a decidere a chi appartenesse qualcosa o quale volontà dovesse essere eseguita. La violenza spezzava l'opposizione uccidendo l'avversario....."
Autore:
"Signor Giudice, Io mi dichiaro colpevole. Non chiedo pietà. Sono qui per invitare e sottomettermi con gioia alla pena più severa che possa essere inflitta per quello che la legge considera un crimine deliberato, e che a me pare invece il più alto dovere di un cittadino. Ho servito l'Impero per anni, credendo che esso agisse per il bene dell'India. Ma i miei occhi si sono aperti. Ho visto che la legge, in questo paese, è usata per servire l'interesse dello sfruttatore straniero. In queste condizioni, la fedeltà è un peccato; il disamore è una virtù. Io non odio l'inglese, ma odio il sistema che l'inglese ha imposto..."