Autore:
"Piove dirottamente nel bosco solitario,
il fuoco e il fumo sono lenti.
Sugli sterpi cuoce l'erba, s'appronta il miglio
da portare sui campi dell'est.
A distesa sulle campagne annegate nell'acqua
vola il bianco airone.
Nella solitudine fonda d'alberi estivi
canta il giallo rigogolo.
Tra i monti mi è cara la pace,
contemplo l'ibisco d'un solo mattino,
sotto i pini al mio digiuno
raccolgo la rorida malva.
Invecchio in campagna insieme con gli altri.
Son cessate le beghe rivali.
Ai gabbiani di mare che serve
diffidare ancora l'uno dell'altro?"
Autore:
"Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere"
Autore:
"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi."
Autore:
"Se viene la guerra
non partirò soldato.
Ma di nuovo gli usati treni
porteranno i giovani soldati
lontano a morire dalle madri.
Se viene la guerra
non partirò soldato.
Sarò traditore
della vana patria.
Mi farò fucilare
come disertore.
Mia nonna da ragazzino
mi raccontava:
"Tu non eri ancora nato. Tua madre
ti aspettava. Io già pensavo
dentro il rifugio osceno
ma caldo di tanti corpi, gli uni
agli altri stretti, come tanti
apparenti fratelli, alle favole
che avrebbero portato il sonno
a te, che, Dio non voglia!,
non veda più guerre"
Autore:
"Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace: dove è odio, fa ch'io porti amore, dove è offesa, ch'io porti il perdono, dove è discordia, ch'io porti la fede, dove è l'errore, ch'io porti la Verità, dove è la disperazione, ch'io porti la speranza. Dove è tristezza, ch'io porti la gioia, dove sono le tenebre, ch'io porti la luce. Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto: Ad essere compreso, quanto a comprendere. Ad essere amato, quanto ad amare Poiché: è donando che si riceve, è perdonando che si è perdonati, ed è morendo, che si risuscita a Vita eterna. Amen"
Autore:
"È compito precipuo del genere umano nel suo insieme attuare sempre tutta la potenza dell'intelletto possibile. Ma questo non può farlo un uomo solo, né una famiglia sola, né una città sola. Deve farlo l'umanità intera. E come un individuo non può studiare e creare se è malato o turbato, così l'umanità non può sviluppare la sua mente se è divisa dalle guerre. Dunque, la pace universale è il migliore tra i mezzi ordinati alla nostra felicità. Ecco perché ai pastori, alla nascita di Cristo, non risuonò dall'alto 'Ricchezze', non 'Piaceri', non 'Onori' [...] ma 'Pace'..."
Autore:
"Al tempo che San Francesco dimorava nella città di Gubbio, apparve nel contado un grandissimo lupo, terribile e feroce [...]. San Francesco, avendo compassione della gente, volle uscire fuori a incontrare questo lupo. Il lupo si fece incontro a San Francesco con la bocca aperta; e appressandosi a lui, San Francesco gli fece il segno della santissima croce e lo chiamò a sé, dicendo: 'Vieni qui, frate lupo; io ti comando dalla parte di Cristo che tu non faccia male né a me né a persona'. Immediatamente il lupo terribile chiuse la bocca [...] e mansueto come un agnello, si gettò ai piedi di San Francesco a giacere..."
Autore:
"Avevo una scatola di colori,
brillanti, decisi e vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti,
non avevo il nero per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco per il volto dei morti,
non avevo il giallo per le sabbie ardenti.
Ma avevo l'arancio per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste per i chiari cieli splendenti,
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi sono seduta,
e ho dipinto la pace"
Autore:
"Il Grande Capo a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. [...] Ma come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Noi siamo parte della terra, ed essa è parte di noi. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui un pezzo di terra è uguale all'altro, perché egli è uno straniero che viene di notte e prende dalla terra tutto quello di cui ha bisogno. La terra non è sua sorella, ma sua nemica, e quando l'ha conquistata, passa oltre..."
Autore:
"Signor Giudice, Io mi dichiaro colpevole. Non chiedo pietà. Sono qui per invitare e sottomettermi con gioia alla pena più severa che possa essere inflitta per quello che la legge considera un crimine deliberato, e che a me pare invece il più alto dovere di un cittadino. Ho servito l'Impero per anni, credendo che esso agisse per il bene dell'India. Ma i miei occhi si sono aperti. Ho visto che la legge, in questo paese, è usata per servire l'interesse dello sfruttatore straniero. In queste condizioni, la fedeltà è un peccato; il disamore è una virtù. Io non odio l'inglese, ma odio il sistema che l'inglese ha imposto..."
Autore:
"Sono io, la Pace. Sono io che parlo. [...] Ciò che mi ferisce, ciò che è intollerabile, è che io sia respinta proprio dall'uomo. L'uomo! Quell'animale che la Natura ha creato apposta per la concordia, per l'amicizia! Guardate il suo corpo. Non è armato di zanne come il leone, non ha corna come il toro [...]. Lo ha fatto per l'abbraccio, non per il morso. Gli ha dato il riso, segno di gioia. Gli ha dato le lacrime, segno di misericordia. Gli ha dato la parola, il mezzo principale per stringere amicizie. Eppure, guardate cosa succede. Appena metto piede in questo mondo, vengo cacciata. Ho cercato rifugio nelle corti dei Principi. [...]"
Autore:
"Dopo ogni guerra
c'è chi deve ripulire.
In fondo un po' d'ordine
da solo non si fa.
C'è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.
C'è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.
C'è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c'è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.
Non è fotogenico
e ci vogliono anni......"