Autore:
Prof. Giuseppe Cricenti - Giudice della Corte di Cassazione, Docente Universitario di Bioetica
L'autore analizza i profili etici, sociali e giuridici della maternità surrogata , considerandola una pratica che mina la dignità della donna e del bambino. La sua analisi mostra come la logica di mercato, anche quando mascherata da altruismo, finisca per snaturare i rapporti umani, a ridurre la maternità a un contratto economico e a sfruttare quelle gestanti, spesso povere, che vengono obbligate a rinunce e sottoposte a controlli riducendole ad una forma di temporanea schiavitù.
Autore:
Intervengono: Corrado Augias Giornalista e scrittore, Frederik Willem De Klerk Nobel per la pace 1993, Betty Williams Nobel per la pace 1976
Autore:
Maestro Marcello Panni
Lo stratagemma dell'avvocato Manigoldi è un'opera lirica comica del Maestro Marcello Panni basata su una commedia futurista di Bruno Corra, che racconta di un avvocato astuto (Manigoldi) che orchestra un inganno per risolvere problemi di coppia, sfruttando i rapporti sociali e la morale dell'epoca, il tutto ambientato negli anni '50, tra palazzinari e codici di comportamento ferrei, mostrando come l'ingegno possa sovvertire le apparenze.
Autore:
Maestro Marcello Panni
Oratorio in sette quadri e due parti con un prologo ed un epilogo tratto dall'Apocalisse di Giovanni.
Libretto e musica del Maestro Marcello Panni
Prolusione di S. Em. Card. Gianfranco Ravasi
Coro Voci Bianche dell'Accademia di Santa Cecilia - maestra del coro Claudia Morelli
Coro Goffredo Petrassi - maestro del coro Stefano Cucci
Banda Nazionale dell'Esercito Italiano - direttore Filippo Cangiamila
Autore:
"Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l'arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E' bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede - questo è il male -
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta
questa sì che sarebbe festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra."
Autore:
"Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere"
Autore:
"Piove dirottamente nel bosco solitario,
il fuoco e il fumo sono lenti.
Sugli sterpi cuoce l'erba, s'appronta il miglio
da portare sui campi dell'est.
A distesa sulle campagne annegate nell'acqua
vola il bianco airone.
Nella solitudine fonda d'alberi estivi
canta il giallo rigogolo.
Tra i monti mi è cara la pace,
contemplo l'ibisco d'un solo mattino,
sotto i pini al mio digiuno
raccolgo la rorida malva.
Invecchio in campagna insieme con gli altri.
Son cessate le beghe rivali.
Ai gabbiani di mare che serve
diffidare ancora l'uno dell'altro?"
Autore:
"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi."
Autore:
"La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.
L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.
La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare" disse la luce.
Così apparve la luce
e risplendette.
Così apparve la pace
e offrì riposo.
Così apparve l'amore
e portò vita."
Autore:
" Conosco tutti i luoghi dove abita la colomba
e il più naturale è la testa dell'uomo.
L'amore della giustizia e della libertà
ha prodotto un frutto meraviglioso.
Un frutto che non marcisce
perché ha il sapore della felicità.
Che la terra produca, che la terra fiorisca
che la carne e il sangue viventi
non siano mai sacrificati.
Che il volto umano conosca
l'utilità della bellezza
sotto l'ala della riflessione.
Pane per tutti, per tutti delle rose.
L'abbiamo giurato tutti.
Marciamo a passi da giganti.
E la strada non è poi tanto lunga..."
Autore:
"Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore"
Autore:
"Se viene la guerra
non partirò soldato.
Ma di nuovo gli usati treni
porteranno i giovani soldati
lontano a morire dalle madri.
Se viene la guerra
non partirò soldato.
Sarò traditore
della vana patria.
Mi farò fucilare
come disertore.
Mia nonna da ragazzino
mi raccontava:
"Tu non eri ancora nato. Tua madre
ti aspettava. Io già pensavo
dentro il rifugio osceno
ma caldo di tanti corpi, gli uni
agli altri stretti, come tanti
apparenti fratelli, alle favole
che avrebbero portato il sonno
a te, che, Dio non voglia!,
non veda più guerre"