Autore:
Viet Thanh Nguyen
Dalla Basilica di Massenzio in Roma
Letterature - Festival Internazionale di Roma
XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole"
"Incroci e destini"
Musica Gilda Buttà e Luca Pincini
Matteo Lai legge da "Il simpatizzante" di Viet Thanh Nguyen
Viet Thanh Nguyen legge l'inedito "Lasciare casa, per trovarne una"
Autore:
Pape A. Seck e Djeydi Djigo
Questa puntata ci parla del genocidio del Popolo Tutsi avvenuto in Ruanda nel 1994, una strage perpetrata ai danni di migliaia di persone sotto gli occhi della comunità internazionale. Il protagonista è il Capitano Mbaye Diagne, l’eroe che ha salvato centinaia di vittime di uno dei più atroci genocidi del XX secolo. Viene descritto da chi lo ha incontrato come una persona molto leale, dinamica, solidale e sempre pronta a rischiare la vita per il prossimo. La scintilla che accende la miccia del conflitto interno è l’attentato contro l’allora presidente del Ruanda, Juvenal Habyarimana. Da quel giorno iniziano i massacri in tutto il paese e soprattutto a Kigali. Da questo momento il Capitano Mbaye Diagne, al servizio delle truppe ONU, comincia ad attivarsi per garantire la sicurezza delle persone obiettivo degli attacchi in corso mettendone in salvo un gran numero e dimostrando grande coraggio ed è proprio in uno di questi tentativi di salvataggio che trova la morte.
Autore:
Roberto Calasso
Lo scrittore Roberto Calasso legge un brano inedito dal titolo “ Il giavellotto dalla punta d’oro”.
Autore:
Lech Walesa
Il Premio Nobel Lech Walesa, parla della sua battaglia contro il comunismo e ripercorre brevemente i momenti principali di questa sua lotta ricordando quanto sia stata fondamentale l’elezione di un Papa polacco, Papa Wojtyla in un periodo in cui sembrava non esserci via di scampo al dominio dell’Unione Sovietica. Walesa sostiene l’importanza di dare un altro assetto al mondo globalizzato educando gli uomini ai valori e alla coscienza per condurre ogni uomo al rispetto reciproco.
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Prof. Francesco Giavazzi
Argomento della lezione del Prof. Francesco Giavazzi è il futuro delle banche delle istituzioni finanziarie in Europa.
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Francesco Carofiglio
Una raccolta di poesie dedicata al “tempo stretto” che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo, dalla penna di un grande scrittore capace di ascoltare e dare voce ai più silenziosi palpiti dell’animo umano.
Con le illustrazioni originali dell’autore, finalista al premio bancarella 2020 con il suo ultimo romanzo, l’estate dell’incanto
Autore:
Mariead Corrigan Maguire II Giornata
Intervento di Mariead Corrigan Maguire, Nobel per la Pace 1976.
Autore:
Ennio Cavalli
Dal teatro dell’Angelo di Roma “La cosa poetica” di Ennio Cavalli, con Vincenza Fava. Un’investigazione nel cuore della poesia. Regìa di Antonello Avallone di e con Ennio Cavalli e con Vincenza Fava.
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Marco Politi
Il dialogo interreligioso è uno dei punti chiave del pontificato di Francesco. Sulla scia dei suoi predecessori egli afferma l'assoluta volontà di proseguire nel cammino del dialogo ecumenico. Le religioni infatti hanno la responsabilità di promuovere quei valori essenziali nel creare una Cultura di Pace basata sul rispetto e l'apertura all'altro.
Autore:
BRIGITTE GLASER
Dalla Basilica di Massenzio in Roma
Letterature - Festival Internazionale di Roma
XVI Edizione "Scrittori/lettori. I banditi delle parole"
"Italia - Germania: un match tra giallisti"
BRIGITTE GLASER legge l'inedito "François Truffaut: il cinema secondo Hitchcock"
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Ferdinando Vicentini Orgnani
Ferdinando Vicentini Orgnani è il protagonista di questa puntata di Orizzonti del Sapere. Il regista, produttore e sceneggiatore si confessa: racconta del processo dietro la nascita di un film. Vicentini Orgnani parla alcuni aneddoti legati al suo ultimo film, Vinodentro e degli altri suoi lungometraggi come Apocrifi sul caso Crowley, Ilaria Alpi: Il più terribile dei giorni e Un Minuto De Silencio. Il regista racconta anche di cosa vuol dire per lui passato, presente, futuro e orizzonte.
Autore:
Valentini Emanuela
“Le Segnatrici” è un thriller psicologico edito da PIEMME la cui storia si sviluppa nell'Appennino emiliano e fonda le sue radici nella secolare tradizione della segnatura, una sorta di medicina popolare molto antica tramandata oralmente, dai tempi antichi fino ai giorni nostri, dalle segnatrici in alcuni momenti dell’anno.