www.uninettunouniversity.net   seguici su facebook

Benvenuto su UNINETTUNO.tv la web tv della Universita' Telematica Internazionale UNINETTUNO
Uno strumento libero creato per diffondere cultura e democratizzare l'accesso al sapere
Religione55 video trovati
Pagine: 2345
Autore: Dalai Lama
Conferenza del Dalai Lama in lingua inglese tradotta in italiano durante il Summit mondiale dei premi Nobel per la Pace. I temi del discorso sono legati alla necessità di cambiare le cose attraverso le azioni. Il Dalai Lama parla di azioni positive dovute a un atteggiamento ottimista, che noi decidiamo volontariamente di scegliere. Invita i media a non proporre solo notizie negative ma anche e soprattutto quelle positive. Tema centrale del discorso è la compassione. Il Dalai Lama è convinto che la maggior parte degli esseri umani sia dotato di compassione umanità e gentilezza e solo attraverso questi tipi di atteggiamenti si possono cambiare davvero le cose. Anche le scuole, prosegue, oltre l’educazione e l’informazione dovrebbero tener presente la compassione da insegnare ai ragazzi. Conclude ribadendo l’importanza di congressi e summit come produttori di idee e di nuove visioni, ma dell’assoluta importanza di concretizzare le idee in azioni reali.
Autore: Alessandro Portelli
Alessandro Portelli, accademico e critico musicale, in Italia si è occupato a lungo di memoria orale, operando sulla memoria musicale e sulla memoria del folclore, tanto da esserne diventato il massimo esperto. La memoria, funzione di cui l’essere umano è naturalmente dotato, deve essere esercitata in modo attivo e soprattutto critico. La memoria è un lavoro che si fa mentalmente e psicologicamente ogni volta che si entra in relazione con il proprio passato; dunque, a differenza del materiale archivistico, è in movimento e in continua trasformazione, perché viene modificandosi insieme al rapporto con il passato. Si tende a rimuovere non solo ciò che non significa più nulla, ma anche ciò che significa troppo , ed è proprio questo l’elemento importante del lavoro sulla memoria e sulla narrazione storica, che solitamente è utilizzata come motivo di orgoglio e spinta all’azione. Ma una delle funzioni della memoria è anche quella di ricordare ciò che non ci fa onore, sia come individui che come popolo. Il rapporto tra memoria e identità deve essere ripensato: non esistono identità fisse e intangibili. La credibilità delle scritte deve essere verificata al pari di quelle orali. Attraverso la memoria orale, che anche quando la verità fattuale viene meno è sempre fonte di interpretazione storica, attraverso il dialogo attraverso cui solitamente essa avviene, necessariamente ci si confronta non solo con l’identità dell’altro, ma anche e soprattutto con la propria, giungendo infine ad ammettere la possibilità che anche noi, in determinati tempi e condizioni, potremmo avere comportamenti che ci sembrano impensabili. Alessandro Portelli, attraverso una riflessione sul significato dei verbi ricordare, rammentare e rimembrare, conduce verso una rivalutazione della memoria personale come vissuto quotidiano dell’individuo, perché se non si ha memoria della propria esperienza non si saprà nulla nemmeno del passato, in una mancanza di consapevolezza della relazione che noi abbiamo con il nostro passato storico.
Autore: Prof. Ignazio Ingrao
Lezione del giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao dedicata a Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II. Gli argomenti affrontati sono: Il “Concilio segreto”: le fonti della ricerca – Il giallo del discorso inaugurale del concilio Vaticano II – Roncalli in treno con Amintore Fanfani – Le smorfie del cardinale Ottaviani.
Autore: Marco Politi
In questa lezione viene affrontato un punto centrale della comunicazione di tutti i Papi: il pensiero sociale della Chiesa Cattolica. Per i pontefici del ‘900 è infatti importante che esista una società inclusiva in cui tutti i membri abbiano la possibilità di farsi valere; una società democratica dove tutti possano esprimersi ed essere rispettati. “Le nuove schiavitù”, intese come lo sfruttamento minorile, la prostituzione, il narcotraffico, la tratta degli esseri umani sono esempi di come l’individuo sia ancora sottoposto a violenze incomprensibili. Per questo è dovere morale di tutti, non solo dei cristiani, combatterle con ogni mezzo.
Autore: Diocesi di Roma
Nel secondo incontro dedicato alla “Coppia” intervengono il Prof. Gaetano Castello, della Pontificia Facoltà Teologica di Napoli, i coniugi Prof. Mariagrazia Russo e Stefano Maria Paci, Giornalista e Vaticanista, l’On. Enrico Costa, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e S. Em Cardinale Agostino Vallini, Vicario generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma. Le letture, dal libro della Genesi, sono affidate a Luigi Fedele e Serena Costalunga dell’ Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e le musiche al Coro del Conservatorio Ottorino Respighi di Latina. Conclude l’incontro Mons Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare di Roma
Autore: Salvatore Di Russo - Musicista
Il tango, patrimonio dell’umanità dal 2009, è uno dei fenomeni di contaminazione culturale più importanti. Salvatore Di Russo, compositore e musicista, si è interessato al tango Yiddish come fenomeno poco conosciuto ma molto importante, non solo dal punto di vista storico, in quanto memoria particolarissima dei campi di sterminio, ma per la sua ambiguità, in quanto in uno stesso periodo ha potuto abbracciare culture diverse e contrastanti includendole nel simbolico abbraccio della sua danza. C’è un rapporto privilegiato tra il tango e gli Ebrei, per i quali era divenuto simbolo di vita e di resistenza durante la prigionia per la sua capacità di trasformare in musica la malinconia. Salvatore Di Russo spiega l’incontro degli Ebrei con il tango; in Argentina prima, dove sono giunti scappando dai pogrom russi e dove furono accolti per popolare le campagne, e poi in Polonia, dove, proveniente da Parigi, si era diffuso negli anni ’20 e nel periodo pre-bellico aveva grande fortuna nelle sale da ballo e nei cabaret.
Autore: Prof. Yahya Pallavicini
L'Imam Yahya Pallavicini tiene una lezione sulla cultura islamica. Sono analizzate la figura di Gesù nel Corano e i punti di contatto tra le tre grandi religioni monoteiste. Dimensione di fedeltà al Dio unico. Esempi di scrittura nella lingua sacra Araba, vengono citati passi del Corano nei quali si parla delle figure di Gesù e Maria. Gerusalemme come simbolo di pace e la dimensione autentica di fratellanza dell'Islam.
Autore: Anna Foa - Scrittrice
Anna Foà, storica, spiega il complesso rapporto tra memoria e ricostruzione storica relativamente agli eventi che hanno originato e caratterizzato la Shoah. La memoria inizialmente quasi si contrapponeva alla storia perché piena di persone, di emozioni; oggi sono strutture connesse, perché la memoria da sola, senza la storia che indichi i contenuti, ciò che deve essere ricordato, trasmetterebbe una immagine retorica della Shoah, trasformata in occasione celebrativa. La memoria deve essere riempita di fatti che bisogna conoscere bene, perché raccontare male apre le porte al negazionismo; si approfitta delle lacune per negare in blocco la Shoah che è, nonostante gli sforzi contrari dei nazisti, uno degli eventi meglio documentati della storia del Novecento. Negare la realtà storica vuol dire negare la possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di fonte. Il memoriale si connette alla storiografia, che attinge alle fonti, approfondisce e poi confronta, perché la storia è sempre anche comparata; così si è giunti al confronto fra i diversi genocidi del’900. C’è la necessità di una memoria che viva dentro l’uomo, che superi le generazioni, e per essere tale deve, come detto da L. Segre, “riportare a casa i nostri morti”: gli storici allora dovranno raccontare le storie delle persone, delle loro situazioni e dei loro valori. La memoria apre allora al futuro , anche per sostenere fortemente alcuni valori, come quelli democratici, ed opporsi ad altri. Deve costruire una coscienza collettiva, di cui fa parte un riconoscimento delle colpe, essenziale perché la memoria abbia una funzione civile
Autore: Diocesi di Roma
In questo ultimo incontro dedicato al “Il peccato Originale” intervengono Mons Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare di Roma, il Prof. Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”, il Prof. Michele Vietti, Già vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e S. Em Cardinale Agostino Vallini, Vicario generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma Le letture, dal libro della Genesi, sono affidate a Gianfilippo Azzoni e Luca Forlani dell’ Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e gli Interventi Musicali al Coro del Conservatorio “Licino Refice” di Frosinone
Autore: Marco Politi
Anche Francesco come Giovanni Paolo II rivolge grande attenzione alle vicende internazionali. In modo particolare il suo pensiero è rivolto alla ormai consolidata presenza del terrorismo islamico sulla scena mondiale. Le guerre che affliggono il Medioriente sono definite come guerre di interesse e non di religione. Esse sono infatti autentici atti di violenza commessi da chi manipola il sentimento religioso e fa soldi fingendo di abbracciare una giusta causa.
Autore: Prof. Francesco Margiotta Broglio
Studioso dei rapporti fra stato e chiesa, il Professor Margiotta Broglio parla di 150 anni di rapporti tra Stato e Chiesa, partendo dallo statuto di Carlo Alberto del 1848 per arrivare alle celebrazioni del cento cinquantenario dello stato italiano dei nostri giorni.
Autore: Furio Colombo e Vittorio Pavoncello
Furio Colombo, giornalista, scrittore, politico e accademico italiano, dialoga con Vittorio Pavoncello, regista, autore e artista, sui motivi che, a distanza di venti anni dall’istituzione della giornata della Memoria, hanno portato agli “Stati generali della memoria”, una serie di appuntamenti che indagheranno, attraverso il contributo di discipline scientifiche, storiche e umanistiche, la memoria umana nelle sue caratteristiche, metodi, potenzialità e nelle aspettative ed i valori aggiunti che l’uomo le attribuisce. La sensibilità di Pavoncello, la cui riflessione sul tema ha portato all’opera teatrale Eutanasia di un ricordo, medaglia d’argento della Presidenza della repubblica nel 2004, si incontra con l’esperienza personale di Furio Colombo, i cui occhi di bambino hanno fissato indelebilmente una guerra di cui ricorda ogni dettaglio, ogni episodio, ogni circostanza. La conversazione si snoda toccando punti di grande interesse: dalle minoranze colpite dallo sterminio al coinvolgimento dell’Italia spesso scarsamente messo in evidenza; dalla Seconda guerra mondiale come prima guerra razzista all’accusa al re Vittorio Emanuale III di crimini di guerra per aver firmato le leggi razziali a molto altro. La memoria, come ricordano disse Paul Ricoeur, non è ereditaria. E’ un grande bene ma va preso, ed è un dovere per i molti che sentono di dover ricordare.
Pagine: 2345
Copyright © 2011 Università Telematica Internazionale UNINETTUNO. Tutti i diritti riservati.