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L'Africa è protagonista di questa puntata di Feeding the Future. In Tanzania, la vita della madre single Cecilia è stata cambiata da un sistema di irrigazione dell'acqua. La guerra civile in Burundi è finita anni fa, ma la violenza continua. Le vittime sono spesso donne che sono ignorate, grazie a un progetto hanno ottenuto la loro voce. In Senegal, l'accesso alle materie prime era bloccato dalla mancanza di semi di prima scelta, un progetto dell'UE ha cambiato le sordi del Paese. L'agicoltura locale è al centro del futuro del Ghana, la storia di Janet. In Ruanda, le ferite del conflitto sono ancora vive, Bernadette ha perso tutta la sua famiglia nel 1994, grazie a una cooperativa di raccolta del tè ha capito come l'economia può aiutare a mantenere la pace.
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In quest'episodio di Feeding the Future: la gestione monetaria. Andiamo in Sri Lanka, dove grazie a IFAD è nata una rete per gestire al meglio i soldi che i 5 milioni di srilankesi all'estero inviano a casa. L'immigrazione è il tema del secondo video, dedicato alle Filippine e al modo usato dai migranti per inviare denaro: via cellulare. In Nepal, Sunita è una tessitrice, grazie a un'operazione di microcommercio, sta iniziando la sua attività. In Armenia, dove gli investimenti sulle compagnie alimentari stanno trasformando le aree rurali. A Grenada, IFAd sta riportando l'agricoltura dopo l'uragano Ivan che l'ha colpita nel 2015.
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In questa puntata di Feeding the Future, si parla di posti inaccessibili e remoti. Andiamo sulle Ande, in Bolivia le alpaca e lama sono l'unica speranza per gli allevatori. In Pakistan, gli abitanti del distretto di Diamer si sono lasciati dietro l'arretratezza e il sospetto nei confronti degli altri, grazie a un progetto di IFAD l'attitudine degli abitanti è cambiata lasciando da parte ideologie estremiste. In Mali, alcuni dei giovani che avevano lasciato il Paese stanno ritornando per rilanciare l'economia del Paese. In Mongolia, anche i bambini nomadi hanno un'istruzione, anche grazie alla danza. Le donne di Papua, in Indonesia, sono salvati dalle alghe marine.
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Il Nord-Est del Brasile è una regione semi arida ed è una delle più popolate al mondo. Piogge irregolari e cicli di siccità rendono l'agricoltura molto difficile. Per generazioni, gli agricoltori hanno utilizzato dosi eccessive di fertilizzanti e hanno finito per fare terra bruciata, eliminando dal terreno tutte le sostanze nutritive. Adesso gli agricoltori come Irupan Gomes stanno provando a fare qualcosa di nuovo: tecniche per il management del terreno per sistemare l'ecosistema naturale per il bene dell'ambiente e dei loro profitti.
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Per la maggior parte delle loro vite, i 1200 pescatori in questo villaggio del Sud dell’India si sono definiti come schiavi. Avevano debiti con gli usurai e vivevano in un sistema corrotto, nel 2004 la situazione è peggiorata a causa dello tsunami. I pescatori spesso s’indebitavano per sopravvivere. Qualcosa è cambiato quando hanno formato un gruppo che lavorando insieme si è riguadagnato la propria libertà.
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Nel primo episodio della serie Feeding the Future, il cibo viene usato per il cambiamento. Andiamo in Perù, dove è in corso una rivoluzione alimentare, partendo dagli alimenti base della cucina peruviana. La quinoa, per anni ignorata perché considerata un alimento povero, sta diventando il simbolo della cucina boliviana. In India, il miglio una volta era il cereale più coltivato nel Paese, sostituito dal mais, oggi sta ritornando finalmente a essere il cereale preferito dalla popolazione. In Indonesia, grazie alla cioccolata, l'economia del Paese si sta riprendendo.
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L'ultimo episodio di Feeding the Future è dedicato alle donne. A Zanzibar, in Tanzania, anni fa era impossibile vedere una donna che si guadagnasse da vivere da sola. Grazie all'insegnamento, le donne oggi hanno trovato l'eguaglianza in ambito lavorativo e personale. In Uganda, 20mila famiglie stanno immaginando la loro vita in modo diverso, mariti e mogli condividono la stessa visione combattendo povertà e diseguaglianza. In Laos un programma TV insegna alla popolazione una corretta alimentazione. Il Ruanda è il primo Paese nel mondo ad avere più donne nel Parlamento rispetto agli uomini, l'uguaglianza di genere sta aiutando a ridurre la povertà. In Mozambico, l'AIDS è la principale causa di morte, nel Paese ci sono anche alti tassi di malnutrizione: grazie a un progetto gli abitanti mangiano meglio e vivono in modo più sano.
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Nel terzo episodio di Feeding the Future si parla di ambiente. Andiamo in Kenya, dove i bambini sono al centro della riforestazione del versante orientale del Mount Kenya. São Tomé è uno dei paradisi di biodiversità nel mondo, per salvaguardarlo IFAD insegna a coltivare in modo sostenibile. Il Vietnam è il secondo esportatore di riso al mondo, l'innalzamento del livello del mare ne minaccia la produzione. In Burkina Faso, l'IFAD diffonde tecniche per trattenere l'acqua, visto che la zona del Sahel è minacciata dalla siccità.
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C'è una nuova rivoluzione in atto in Perù… la rivoluzione alimentare. Alcuni dei migliori chef di Lima basano i loro menù su antiche coltivazioni che sono prodotte solo da agricoltori piccoli proprietari terrieri. La nuova alleanza che si è formata fra chef e persone che coltivano il proprio cibo sta cambiando non solo la vita degli agricoltori, ma quella dell'intero Paese.
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In questo episodio della serie "Future food", l'attivista Moses Shaha parla dei ‘biocarburanti’, dell'energia estratta dalle coltivazioni. Egli viaggia attraverso il sud del Kenya dove gli agricoltori stanno iniziando a crescere la jatropha. Il suo fine è capire se queste coltivazioni di biocarburanti siano una minaccia per i terreni agricoli e la sicurezza alimentare, o se proprio queste possano ispirare l'innovazione e aiutare l'ambiente a lungo termine.
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Nell'ultimo episodio di Recipes for Change, il noto chef figiano Lance Seeto scopre come la siccità sta minacciando da anni il taro, il principale ingrediente della cucina di Tonga. Seeto si rende conto del problema quando insieme a un agricoltore locale cucina Luu Ika (il tonno con le foglie di taro).
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La terra è secca intorno al villaggio di Katikati nel Nord della Tanzania e l'acqua è scarsa. I Masai qui fanno fino a 100 chilometri al giorno in cerca di acqua ed è un viaggio pericoloso. Ma adesso sanno dov'è l'acqua - 180 metri sotto i loro piedi. Dopo aver trivellato un pozzo, i Masai possono avere accesso ad acqua pulita e hanno iniziato a stabilirsi, costruire scuole e più case permanenti. Come questo colpirà la loro terra e la loro cultura?