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Bernadette è una coltivatrice di tè in un Ruanda, dove molti come lei hanno perso le proprie famiglie durante il genocidio del 1994. Da allora lei e altri hanno iniziato a lavorare insieme in una cooperativa del tè e lei si è resa conto di come lo sviluppo economico sia importante per mantenere la pace.
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Nel primo episodio della serie Feeding the Future, il cibo viene usato per il cambiamento. Andiamo in Perù, dove è in corso una rivoluzione alimentare, partendo dagli alimenti base della cucina peruviana. La quinoa, per anni ignorata perché considerata un alimento povero, sta diventando il simbolo della cucina boliviana. In India, il miglio una volta era il cereale più coltivato nel Paese, sostituito dal mais, oggi sta ritornando finalmente a essere il cereale preferito dalla popolazione. In Indonesia, grazie alla cioccolata, l'economia del Paese si sta riprendendo.
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L'Asia è al centro di questo episodio di Feeding the Future. In India, per anni 1200 pescatori hanno vissuto come "schiavi". Grazie alla cooperazione, la loro vita sta cambiando. Le Filippine hanno un grande numero di migranti, grazie a IFAD chi è rimasto a casa adesso può investire le entrate provenienti dall'estero. Alle Fiji, un gruppo di 20 persone vuole guadagnare piantando papaya, il gruppo è il primo a ottenere certificati, una novità che potrebbe essere la svolta per l'economia delle Isole. La Cambogia, grazie a un software, vuole diventare uno dei principali esportatori di riso al mondo. In Bangladesh, per anni i pescatori di un villaggio hanno preso i pesci che arrivavano nelle pozzanghere che si creavano a causa dei monsoni. Dopo un divieto imposto dallo Stato, i pescatori hanno riguadagnato il loro dirtto di lavorare.
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Quest'episodio di Feeding the Future è dedicata all'ambiente. In Vietnam, il Delta del Mekong è una delle zone più a rischio al mondo a causa dell'innalzamento delle acque. L'area è una delle più coltivate dell'Asia. Nel Nord del Brasile, gli effetti della raccolta del carbone hanno cambiato l'ecosistema, grazie alle falde acquifere la vita della popolazione sta cambiando. In Benin, i fiumi sono stati depopolati a causa della pesca eccessiva, oggi gli abitanti, come Rose, trovano modi alternativi per guadagnarsi da vivere. In Ruanda, le condizioni climatiche stanno mettendo a rischio i raccolti, IFAD e il governo collaborano per diminuire le perdite. In Indonesia, a causa delle alluvioni coltivare la terra diventa un'attività rischiosa, Rita ha deciso di iniziare un'attività tessile per sopravvivere.
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Più del 10 per cento della popolazione adulta del Mozambico è HIV positivo e l'AIDS è qui una delle principali cause di morte. Il Paese ha anche livelli molto alti di malnutrizione questo rende ancora più difficile combattere la malattia. Attraverso un progetto chiamato Chapani, le persone stanno imparando a mangiare meglio e a vivere meglio.
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In questa puntata di Recipes for Change, lo chef stellato Carlo Cracco è andato in Cambogia per festeggiare la Giornata mondiale dell'Ambiente nel 2016, in collaborazione con IFAD. In Cambogia si è informato su come i cambiamenti climatici affettano la produzione di riso. Lo chef ha anche preparato una somlar kako, il piatto nazionale cambogiano.
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L'ultimo episodio di Feeding the Future è dedicato alle donne. A Zanzibar, in Tanzania, anni fa era impossibile vedere una donna che si guadagnasse da vivere da sola. Grazie all'insegnamento, le donne oggi hanno trovato l'eguaglianza in ambito lavorativo e personale. In Uganda, 20mila famiglie stanno immaginando la loro vita in modo diverso, mariti e mogli condividono la stessa visione combattendo povertà e diseguaglianza. In Laos un programma TV insegna alla popolazione una corretta alimentazione. Il Ruanda è il primo Paese nel mondo ad avere più donne nel Parlamento rispetto agli uomini, l'uguaglianza di genere sta aiutando a ridurre la povertà. In Mozambico, l'AIDS è la principale causa di morte, nel Paese ci sono anche alti tassi di malnutrizione: grazie a un progetto gli abitanti mangiano meglio e vivono in modo più sano.
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Anche se sono passati quasi sette anni dallo tsunami che ha distrutto le comunità costiere dello Sri Lanka, circa 400 famiglie continuano a vivere in campi profughi nella costa orientale del Paese. Per fortuna le famiglie che vivono nel campo Sainthamaruthu, un progetto sostenuto da IFAD ha realizzato una zona residenziale all’avanguardia che darà a tutte le famiglie delle nuove case. Malgrado le manifestazioni di sostegno internazionale subito dopo lo tsunami, IFAD è l’unica organizzazione internazionale che continua a costruire case per risistemare le vittime dello tsunami.
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In questo episodio, "Future food" è in Cina, dove i giovani sono ossessionati con il gioco online "Happy Farm", ma non hanno alcun interesse verso una possibile attività agricola. A causa delle massicce migrazioni dei giovani nelle città, un quarto dei terreni agricoli tradizionali giacciono inattivi. E non è solo un fenomeno cinese. L'età media di un contadino cinese è di circa 50 anni. Si sale a 58 anni negli Stati Uniti, e ancora in Giappone, dove si arriva ad oltre 60 anni. Ma come possono questi agricoltori alimentare il futuro? E come si può trasformare l'agricoltura per attirare i giovani?
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Molti senegalesi contano su cibo caro e importato. Una semplice idea di mangiare quello che viene coltivato ha cambiato la vita di 250mila persone. Non ha solo ridotto in modo significativo la stagione della fame, ma ha anche dato lavoro a migliaia di persone.
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Mentre le truppe internazionali si preparano a lasciare l’Afghanistan, un inaspettato tipo di consolidamento di pace prende vita nei villaggi rurali del distretto di Behsued nella provincia Manganar vicino al confine con il Pakistan. Qui, migliaia di agricoltori si sono riuniti in cooperative che non solo li aiutano a guadagnare, ma servono a unire e a stabilizzare la comunità in cui vivono.
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Il Ghana, al momento, spende più di un miliardo di dollari per importare cibo, rendendolo suscettibile ad aumenti di prezzo. Un modo per evitarlo è investire in imprenditori locali come Janet Gyimah-Kessie. Possiede un sistema che opera la manioca che non solo aumenta la produzione di cibo a livello locale, ma crea anche posti di lavoro e un mercato per i produttori locali di manioca.