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L'Africa è protagonista di questa puntata di Feeding the Future. In Tanzania, la vita della madre single Cecilia è stata cambiata da un sistema di irrigazione dell'acqua. La guerra civile in Burundi è finita anni fa, ma la violenza continua. Le vittime sono spesso donne che sono ignorate, grazie a un progetto hanno ottenuto la loro voce. In Senegal, l'accesso alle materie prime era bloccato dalla mancanza di semi di prima scelta, un progetto dell'UE ha cambiato le sordi del Paese. L'agicoltura locale è al centro del futuro del Ghana, la storia di Janet. In Ruanda, le ferite del conflitto sono ancora vive, Bernadette ha perso tutta la sua famiglia nel 1994, grazie a una cooperativa di raccolta del tè ha capito come l'economia può aiutare a mantenere la pace.
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Bernadette è una coltivatrice di tè in un Ruanda, dove molti come lei hanno perso le proprie famiglie durante il genocidio del 1994. Da allora lei e altri hanno iniziato a lavorare insieme in una cooperativa del tè e lei si è resa conto di come lo sviluppo economico sia importante per mantenere la pace.
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Padre Renato Kizito Sesana
Padre Renato Kizito Sesana, Presidente Amani, racconta delle sue esperienze di missionario in Africa. Attraverso il contatto con i giovani africani comincia a vedere il mondo con i loro occhi e riesce ad entrare sempre di più nella mentalità e nella cultura africana.
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Ogni anno nel periodo di raccolta, gli agricoltori del Burkina Faso riempiono il mercato con le loro coltivazioni, facendo calare i prezzi e non guadagnano né abbastanza cibo, né denaro per riuscire a sopravvivere all'anno. Adesso però, grazie a un'idea apparentemente semplice introdotta da IFAD, molti agricoltori non solo hanno del grano da mangiare, ma anche dei soldi nelle loro tasche.
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Fatou Danso è un'agricoltrice, ma è anche la prima donna a capo di un villaggio in Gambia. Fatou ha introdotto molte prime volte nel suo villaggio. La terra qui era coltivata prima solo da uomini, ma adesso Fatou ha distribuito i campi anche alle donne e insieme hanno creato un progetto per la creazione di orti. Adesso alcune di queste donne stanno aiutando i loro mariti, contribuiscono al bilancio familiare, incrementandolo con la vendita dei loro prodotti.
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Molti senegalesi contano su cibo caro e importato. Una semplice idea di mangiare quello che viene coltivato ha cambiato la vita di 250mila persone. Non ha solo ridotto in modo significativo la stagione della fame, ma ha anche dato lavoro a migliaia di persone.
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Gino Strada
Gino Strada parla di Emergency nata nel 1994 per dare assistenza chirurgica e riabilitazione alle vittime delle guerre. Fa riferimento alle attività di assistenza in un arco temporale di 7 anni….La creazione di ospedali in Rwanda, Kurdistan, Erbil, Cambogia, Afghanistan, Kabul....Emergency è diventato nel tempo un movimento di cultura e di pace. Il sogno di questa associazione rimane quello che nel mondo non ci siano più guerre.
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Maria Rosa Cutrufelli
La giornalista e scrittrice Maria Rosa Cutrufelli parla della sua passione per i viaggi. Presenta il suo libro "Giorni D'acqua corrente" nel quale racconta le esperienze avute nel corso dei suoi viaggi nei paesi del centro America e dell'Africa.
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Intervengono: Mikhail Gorbachev Nobel per la pace 1990, Walter Veltroni Sindaco di Roma
Videomessaggio di Nelson Mandela Nobel per la pace 1993, Messaggio di Kofi Annan presentato da Afsane Bassir-Pour Direttore dell'Ufficio UNRIC di Bruxelles, Bob Geldof Vincitore del Premio "Man for Peace Award" 2005.
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Mino Spreafico
Mino Spreafico racconta la sua esperienza di vita tra l'impegno con la comunità di Don Mazzi con i giovani tossicodipendenti e quello in Africa. Suo obiettivo di vita è quello di cambiare in meglio questo mondo.
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La guerra civile in Burundi è finita più di dieci anni fa, ma la violenza nel Paese continua. Molte delle vittime sono donne, i cui diritti vengono spesso ignorati dalla legge. Adesso, un programma di sostegno a livello legale aiuta migliaia di donne, come Maura, a conoscere la legge e a reclamare i propri diritti.
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Più del 10 per cento della popolazione adulta del Mozambico è HIV positivo e l'AIDS è qui una delle principali cause di morte. Il Paese ha anche livelli molto alti di malnutrizione questo rende ancora più difficile combattere la malattia. Attraverso un progetto chiamato Chapani, le persone stanno imparando a mangiare meglio e a vivere meglio.