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Selezionati per voi 169 video trovati
Autore: Gianni Bisiach (Giornalista, scrittore e storico)
Dopo la laurea in Medicina, Gianni Bisiach sceglie di occuparsi delle sue grandi passioni: la televisione ed il cinema. "Il medico – afferma – cura le persone una per volta; il cinema e la televisione, invece, possono cambiare il mondo". Giornalista e autore di documentari scientifici, intervista i Premi Nobel della Scienza, benché la sua fama si affermi con le grandi inchieste In tutte le sue esperienze professionali, Bisiach ricerca sempre la verità, poiché "la televisione – sostiene – ha soprattutto la funzione di essere una missione, cioè deve aiutare la gente a capire meglio il mondo in cui vive e, possibilmente, a migliorarlo."
Autore: Giovanni Minoli (giornalista, autore televisivo)
Dall’avventura in una famiglia numerosa, composta da otto figli maschi, all’avventura più grande: l’ingresso in Rai, dovuto ad una ragione di natura sociale, per approfondire le dinamiche del ’68, quando dagli anni della contestazione, in Italia, e dal Maggio Francese, l’attenzione pubblica anche in Tv si orienta ad una nuova e più democratica gestione delle imprese. Elementi come questi, caratterizzano la brillante intervista di Giovanni Minoli, dirigente, autore e produttore di alcuni dei programmi che hanno segnato la storia della televisione italiana.
Autore: Lorenza Foschini (Giornalista e scrittrice)
Una vita in RAI: azienda amata a cui Lorenza Foschini ammette di dovere tantissimo. Un’intervista sincera in cui una delle prime giornaliste andate in video racconta tutte le tappe che le hanno consentito di realizzare il sogno che aveva sin da bambina, fare la giornalista per raccontare il mondo. Gli esordi a Napoli, sua città d’origine; la prima intervista famosa fatta ad Andy Warhol; la decisione, presa grazie a un “pizzico di follia”, di trasferirsi a Roma; i 7 lunghi anni al Gr1 sotto la guida attenta e severa del grandissimo Sergio Zavoli dove ha imparato la cura spasmodica dei dettagli. Poi, finalmente, il salto tanto agognato in tv: insieme a Carmen Lasorella e Lilli Gruber, Lorenza Foschini è tra le prime giornaliste donna a conquistare il Tg.
Autore: Piero Angela (Giornalista e scrittore)
“Bisogna stare dalla parte degli scienziati per il contenuto e dalla parte del pubblico per il linguaggio”: è questo il principio che ha guidato, lungo l’arco di tutta la sua carriera, l’uomo a cui si deve il merito di aver portato la scienza e la cultura in prima serata. Piero Angela in questa intervista non lesina alcun dettaglio della sua vita professionale: dal primo documentario sul jazz, genere musicale da lui molto amato, agli esordi in RAI. Gli anni all’ estero, prima a Parigi e poi a Bruxelles, per poi rientrare all’ improvviso in Italia per dare vita al primo TG condotto dai giornalisti. Da lì a poco, l’avvicinamento al mondo della scienza, grazie al viaggio in America per seguire il progetto Apollo che porterà l’uomo sulla luna.
Autore: Pippo Baudo (Conduttore televisivo e compositore)
“Volevo fare l’artista”: è con queste parole che comincia la lunga intervista inedita di Pippo Baudo, conduttore e autore televisivo, colonna portante e volto tra i più noti del servizio pubblico italiano. Un racconto, il suo, che attraversa 60 anni di televisione: dal primo provino allo Studio 1 all’ideazione del programma “Settevoci”; dalle prime conduzioni di successo, alla scoperta di talenti come Loretta Goggi, Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Jovanotti e tantissimi altri. Pippo Baudo è una fonte inesauribile di aneddoti che, in questa intervista, regala al pubblico con generosità: ed è a essi che affida, per esempio, il racconto dell’amicizia con Mike Bongiorno, indimenticato collega e compa-gno di avventure.
Autore: Sergio Zavoli (Scrittore, giornalista)
Un'Italia che si solleva dalle ceneri della Grande guerra e che trova nell'umanità e nell'unione la linfa per costruire un nuovo presente, sapendolo comunicare: Sergio Zavoli – grande maestro della Televisione italiana, giornalista, scrittore e poi Presidente Rai con nomina nel 1986 – traccia uno spaccato di storia d'Italia che dura quasi un Secolo dal quale ognuno può trarre un insegnamento di vita. Zavoli parla del suo debutto in Rai con la cronaca sportiva in radio a cui seguono grandi interviste che lo vedono ideatore, insieme a Zavattini, del "Neorealismo radiofonico" e che presto lo catapultano in Televisione.
Autore: Tito Stagno (Conduttore televisivo e cronista sportivo)
È un doppio "viaggio" quello che ripercorriamo insieme a Tito Stagno, nel corso della sua intervista. Quello tracciato dalle tappe principali di una carriera da giornalista tutta in ascesa - dall'esordio in radio, al primo servizio da telecronista in Rai datato 1953 - a l'altro viaggio, in cui ci porta alla scoperta dello spazio come telecronista delle più grandi imprese aerospaziali della storia. "Dello spazio non mi sono mai più liberato", afferma con nostalgica ironia, passando in rassegna episodi come la prima esplorazione spaziale degli astronauti sovietici e americani; poi il grande "volo" verso la luna Con un talento unico nel creare un racconto nel racconto,dall'esperienza in redazione del primo telegiornale diretto da Vittorio Veltroni, Stagno diventa telecronista dei grandi eventi sportivi e delle visite in Italia dei Capi di Stato
Autore: Furio Colombo e Vittorio Pavoncello
Furio Colombo, giornalista, scrittore, politico e accademico italiano, dialoga con Vittorio Pavoncello, regista, autore e artista, sui motivi che, a distanza di venti anni dall’istituzione della giornata della Memoria, hanno portato agli “Stati generali della memoria”, una serie di appuntamenti che indagheranno, attraverso il contributo di discipline scientifiche, storiche e umanistiche, la memoria umana nelle sue caratteristiche, metodi, potenzialità e nelle aspettative ed i valori aggiunti che l’uomo le attribuisce. La sensibilità di Pavoncello, la cui riflessione sul tema ha portato all’opera teatrale Eutanasia di un ricordo, medaglia d’argento della Presidenza della repubblica nel 2004, si incontra con l’esperienza personale di Furio Colombo, i cui occhi di bambino hanno fissato indelebilmente una guerra di cui ricorda ogni dettaglio, ogni episodio, ogni circostanza. La conversazione si snoda toccando punti di grande interesse: dalle minoranze colpite dallo sterminio al coinvolgimento dell’Italia spesso scarsamente messo in evidenza; dalla Seconda guerra mondiale come prima guerra razzista all’accusa al re Vittorio Emanuale III di crimini di guerra per aver firmato le leggi razziali a molto altro. La memoria, come ricordano disse Paul Ricoeur, non è ereditaria. E’ un grande bene ma va preso, ed è un dovere per i molti che sentono di dover ricordare.
Autore: Franco Salvatori - Geografo
Franco Salvatori, ordinario di Geografia presso l’università degli Studi di Roma Tor Vergata, affronta il tema del legame tra la geografia e la memoria. La geografia, intesa sia come paesaggio naturale che modificato dall’uomo, è scienza dei luoghi, che non sono altro che l’esito dell’azione umana nel corso della storia. Sono stratificazione storica di come una società ha potuto imprimere i suoi valori e le sue attitudini sulla superficie terrestre, compenetrando tutto il tessuto sociale e mettendo in campo tutte le sue risorse, non solo tecnologiche, ma anche culturali. La geografia implicitamente ci ricorda che siamo parte di una stessa comunità, parte di uno stesso genere umano, ognuno con la sua specificità, e che neanche le aberrazioni possono cancellare queste orme. .
Autore: Aldo Cazzullo - Giornalista
La memoria può subire una manipolazione. Quella naturale può essere strutturale nell’essere umano, diverso è quando è strumentale ad una finalità. Se la finalità è politica, allora è falsata, distorta e può alterare sia l’identità che la storia stessa. Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, in un’epoca in cui per la nostra cultura il passato non sembra più esistere e tutto sembra ugualmente distante nel tempo e da noi, sottolinea l’importanza e la specificità del Giorno della memoria. La memoria è sempre individuale; non esiste una memoria condivisa, ma possiamo arrivare a valori condivisi, a giudizi condivisi. Cazzullo ricorda numerosi eventi e personaggi, affronta temi di grande interesse, dimostrando come frequenti convinzioni sul nazi-fascismo ed i suoi protagonisti siano in realtà solo dei luoghi comuni.
Autore: Antonio Debenedetti - Scrittore
La memoria evoca immagini, suoni, ma anche parole. Antonio De Benedetti, scrittore, giornalista, poeta e critico letterario, ci guida nella comprensione dei meccanismi e della valenza della memoria nella nostra vita, anche quotidiana. Portando qualcosa alla memoria, portiamo alla luce qualcosa che è dentro di noi. La memoria è il grande spettacolo della vita. Ci riporta anche a pagine lette, perché la scrittura è memoria. Potente suggeritrice di emozioni e pensieri, abita dentro di noi e ci soccorre è un dono prezioso nei momenti più difficili. Le memorie più straordinarie sono quelle dell’infanzia e allora De Benedetti, attraverso i suoi ricordi personali, ci guida nel quotidiano dei bambini della Roma del dopoguerra, con immagini vive e delicatissime di vita reale. La memoria può ricordare anche eventi terribili, come quelli del 16 ottobre del ’43, ma anche il seguente meraviglioso desiderio di libertà che “profuma l’aria, dà impeto di gioia e fa venire voglia di creare
Autore: Elèna Mortara Di Veroli - Studiosa di Letteratura Ebraico-Americana
Elèna Mortara di Veroli, studiosa e docente di letteratura americana, ci guida alla scoperta della ricchezza insita nella storia e nella cultura Yiddish, lingua parlata dalle popolazioni di quei luoghi dove la ferocia nazista operò con più determinazione. Lingua di origine ebraico-tedesca, la cui storia millenaria si origina nel x secolo nella regione della Renania, nel XIV secolo si arricchisce di elementi slavi a causa del trasferimento ad oriente di un popolo in fuga dalla peste e dalle persecuzioni. E’ una lingua di fusione, un unione di dialetto medievale tedesco, elementi slavi , termini ebraici e, soprattutto, caratteri ebraici con regolare lettura da sinistra a destra. Attraverso un lungo quanto affascinante percorso attraverso testi, personaggi, artisti, canti della tradizione , Elèna Mortara di Veroli dà un esempio e una testimonianza di quello che stata ed è oggi la letteratura Yiddish, che in America, soprattutto nel secondo dopoguerra,ha sviluppato una cultura Yiddish americana, che ha contribuito alla cultura ebraico- americana
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