www.uninettunouniversity.net   seguici su facebook

Benvenuto su UNINETTUNO.tv la web tv della Universita' Telematica Internazionale UNINETTUNO
Uno strumento libero creato per diffondere cultura e democratizzare l'accesso al sapere
Religione55 video trovati
Pagine: 1345
Autore: Salvatore Di Russo - Musicista
Il tango, patrimonio dell’umanità dal 2009, è uno dei fenomeni di contaminazione culturale più importanti. Salvatore Di Russo, compositore e musicista, si è interessato al tango Yiddish come fenomeno poco conosciuto ma molto importante, non solo dal punto di vista storico, in quanto memoria particolarissima dei campi di sterminio, ma per la sua ambiguità, in quanto in uno stesso periodo ha potuto abbracciare culture diverse e contrastanti includendole nel simbolico abbraccio della sua danza. C’è un rapporto privilegiato tra il tango e gli Ebrei, per i quali era divenuto simbolo di vita e di resistenza durante la prigionia per la sua capacità di trasformare in musica la malinconia. Salvatore Di Russo spiega l’incontro degli Ebrei con il tango; in Argentina prima, dove sono giunti scappando dai pogrom russi e dove furono accolti per popolare le campagne, e poi in Polonia, dove, proveniente da Parigi, si era diffuso negli anni ’20 e nel periodo pre-bellico aveva grande fortuna nelle sale da ballo e nei cabaret.
Autore: Marco Politi
Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?» Questo interrogativo è il cuore della prima enciclica cattolica interamente dedicata alla terra, al pianeta, ai problemi ambientali. In essa Francesco invita a considerare lo stretto rapporto esistente tra il degrado ambientale e quello dell’ambiente sociale sottolineando che "...il bene comune richiede una comune cura della casa comune".
Autore: Prof. Francesco Margiotta Broglio
In questa seconda parte il professor Margiotta Broglio prosegue la lezione sulle relazioni tra Stato e confessioni religiose, in particolare tra lo Stato monarchico prima e repubblicano poi con il papato con sede a Roma, sottolineando e analizzando la complessità dei rapporti.
Autore: Diocesi di Roma
Nel secondo incontro dedicato alla “Coppia” intervengono il Prof. Gaetano Castello, della Pontificia Facoltà Teologica di Napoli, i coniugi Prof. Mariagrazia Russo e Stefano Maria Paci, Giornalista e Vaticanista, l’On. Enrico Costa, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e S. Em Cardinale Agostino Vallini, Vicario generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma. Le letture, dal libro della Genesi, sono affidate a Luigi Fedele e Serena Costalunga dell’ Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e le musiche al Coro del Conservatorio Ottorino Respighi di Latina. Conclude l’incontro Mons Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare di Roma
Autore: Salvatore Veca
Religioni, Tolleranza e Speranza: Come è cambiata la percezione delle religioni dopo l'11 settembre? L'analisi del filosofo Salvatore Veca.
Autore: Prof. Ignazio Ingrao
Lezione del giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao dal titolo “La Vatileaks di Paolo VI”. Gli argomenti affrontati sono: Caccia ai corvi del Concilio Vaticano II – Corrispondenza violata – La rivolta dei cronisti.
Autore: Prof. Ignazio Ingrao
Esperto e studioso Vaticanista e delle attività della Santa Sede nel mondo, il Prof. Ignazio Ingrao affronta un ciclo di lezioni dedicate allo IOR l’istituto per le opere di religione, ovvero la Banca vaticana e le finanze vaticane. Ingrao intende esplorare il sistema finanziaro della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per capire qual è l’uso del denaro da parte della Chiesa, ma anche quali sono le nuove riforme a partire dal pontificato di Papa Francesco.
Autore: Anna Foa - Scrittrice
Anna Foà, storica, spiega il complesso rapporto tra memoria e ricostruzione storica relativamente agli eventi che hanno originato e caratterizzato la Shoah. La memoria inizialmente quasi si contrapponeva alla storia perché piena di persone, di emozioni; oggi sono strutture connesse, perché la memoria da sola, senza la storia che indichi i contenuti, ciò che deve essere ricordato, trasmetterebbe una immagine retorica della Shoah, trasformata in occasione celebrativa. La memoria deve essere riempita di fatti che bisogna conoscere bene, perché raccontare male apre le porte al negazionismo; si approfitta delle lacune per negare in blocco la Shoah che è, nonostante gli sforzi contrari dei nazisti, uno degli eventi meglio documentati della storia del Novecento. Negare la realtà storica vuol dire negare la possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di fonte. Il memoriale si connette alla storiografia, che attinge alle fonti, approfondisce e poi confronta, perché la storia è sempre anche comparata; così si è giunti al confronto fra i diversi genocidi del’900. C’è la necessità di una memoria che viva dentro l’uomo, che superi le generazioni, e per essere tale deve, come detto da L. Segre, “riportare a casa i nostri morti”: gli storici allora dovranno raccontare le storie delle persone, delle loro situazioni e dei loro valori. La memoria apre allora al futuro , anche per sostenere fortemente alcuni valori, come quelli democratici, ed opporsi ad altri. Deve costruire una coscienza collettiva, di cui fa parte un riconoscimento delle colpe, essenziale perché la memoria abbia una funzione civile
Autore: Alessandro Portelli
Alessandro Portelli, accademico e critico musicale, in Italia si è occupato a lungo di memoria orale, operando sulla memoria musicale e sulla memoria del folclore, tanto da esserne diventato il massimo esperto. La memoria, funzione di cui l’essere umano è naturalmente dotato, deve essere esercitata in modo attivo e soprattutto critico. La memoria è un lavoro che si fa mentalmente e psicologicamente ogni volta che si entra in relazione con il proprio passato; dunque, a differenza del materiale archivistico, è in movimento e in continua trasformazione, perché viene modificandosi insieme al rapporto con il passato. Si tende a rimuovere non solo ciò che non significa più nulla, ma anche ciò che significa troppo , ed è proprio questo l’elemento importante del lavoro sulla memoria e sulla narrazione storica, che solitamente è utilizzata come motivo di orgoglio e spinta all’azione. Ma una delle funzioni della memoria è anche quella di ricordare ciò che non ci fa onore, sia come individui che come popolo. Il rapporto tra memoria e identità deve essere ripensato: non esistono identità fisse e intangibili. La credibilità delle scritte deve essere verificata al pari di quelle orali. Attraverso la memoria orale, che anche quando la verità fattuale viene meno è sempre fonte di interpretazione storica, attraverso il dialogo attraverso cui solitamente essa avviene, necessariamente ci si confronta non solo con l’identità dell’altro, ma anche e soprattutto con la propria, giungendo infine ad ammettere la possibilità che anche noi, in determinati tempi e condizioni, potremmo avere comportamenti che ci sembrano impensabili. Alessandro Portelli, attraverso una riflessione sul significato dei verbi ricordare, rammentare e rimembrare, conduce verso una rivalutazione della memoria personale come vissuto quotidiano dell’individuo, perché se non si ha memoria della propria esperienza non si saprà nulla nemmeno del passato, in una mancanza di consapevolezza della relazione che noi abbiamo con il nostro passato storico.
Autore: Dalai Lama
Conferenza del Dalai Lama in lingua inglese tradotta in italiano durante il Summit mondiale dei premi Nobel per la Pace. I temi del discorso sono legati alla necessità di cambiare le cose attraverso le azioni. Il Dalai Lama parla di azioni positive dovute a un atteggiamento ottimista, che noi decidiamo volontariamente di scegliere. Invita i media a non proporre solo notizie negative ma anche e soprattutto quelle positive. Tema centrale del discorso è la compassione. Il Dalai Lama è convinto che la maggior parte degli esseri umani sia dotato di compassione umanità e gentilezza e solo attraverso questi tipi di atteggiamenti si possono cambiare davvero le cose. Anche le scuole, prosegue, oltre l’educazione e l’informazione dovrebbero tener presente la compassione da insegnare ai ragazzi. Conclude ribadendo l’importanza di congressi e summit come produttori di idee e di nuove visioni, ma dell’assoluta importanza di concretizzare le idee in azioni reali.
Autore: Marco Politi
In questa lezione viene affrontato un punto centrale della comunicazione di tutti i Papi: il pensiero sociale della Chiesa Cattolica. Per i pontefici del ‘900 è infatti importante che esista una società inclusiva in cui tutti i membri abbiano la possibilità di farsi valere; una società democratica dove tutti possano esprimersi ed essere rispettati. “Le nuove schiavitù”, intese come lo sfruttamento minorile, la prostituzione, il narcotraffico, la tratta degli esseri umani sono esempi di come l’individuo sia ancora sottoposto a violenze incomprensibili. Per questo è dovere morale di tutti, non solo dei cristiani, combatterle con ogni mezzo.
Autore: Marco Politi
Sulla scia di Giovanni Paolo II, che invento' le conferenze stampa durante i viaggi internazionali, anche Francesco riconosce l'importanza di questo rapporto con i media al fine di rafforzare il suo messaggio. Pur utilizzando un linguaggio spontaneo, semplice e diretto ogni risposta del pontefice è sempre inserita in un piano specifico di comunicazione.
Pagine: 1345
Copyright © 2011 Università Telematica Internazionale UNINETTUNO. Tutti i diritti riservati.