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Fratel Ettore
Fratel Ettore racconta la sua figura umana e religiosa.
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Prof. Yahya Pallavicini
L'Imam Yahya Pallavicini tiene una lezione sulla cultura islamica. Sono analizzate la figura di Gesù nel Corano e i punti di contatto tra le tre grandi religioni monoteiste. Dimensione di fedeltà al Dio unico. Esempi di scrittura nella lingua sacra Araba, vengono citati passi del Corano nei quali si parla delle figure di Gesù e Maria. Gerusalemme come simbolo di pace e la dimensione autentica di fratellanza dell'Islam.
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Marco Politi
Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?» Questo interrogativo è il cuore della prima enciclica cattolica interamente dedicata alla terra, al pianeta, ai problemi ambientali. In essa Francesco invita a considerare lo stretto rapporto esistente tra il degrado ambientale e quello dell’ambiente sociale sottolineando che "...il bene comune richiede una comune cura della casa comune".
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Prof. Ignazio Ingrao
Dopo la lezione sul rapporto della Chiesa con i social network del web 2.0 coinciso con il pontificato di Ratzinger dove internet diviene luogo di condivisione, opinioni, idee degli utenti (Twitter e Facebook: le nuove frontiere della fede digitale) il giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao si occupa della cyberteologia; sviluppatasi dal web 2.0.
La lezione tratta nei suoi argomenti:
Dalla teologia tradizionale alla cyberteologia,
la nascita del cyberspazio,
la spiritualità nei social network,
le "cybereligioni",
Liturgia e comunione nel web 2.0.
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Marco Politi
Anche Francesco come Giovanni Paolo II rivolge grande attenzione alle vicende internazionali. In modo particolare il suo pensiero è rivolto alla ormai consolidata presenza del terrorismo islamico sulla scena mondiale. Le guerre che affliggono il Medioriente sono definite come guerre di interesse e non di religione. Esse sono infatti autentici atti di violenza commessi da chi manipola il sentimento religioso e fa soldi fingendo di abbracciare una giusta causa.
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Diocesi di Roma
In questo ultimo incontro dedicato al “Il peccato Originale” intervengono Mons Lorenzo Leuzzi, Vescovo Ausiliare di Roma, il Prof. Bruno Dallapiccola, Direttore Scientifico Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”, il Prof. Michele Vietti, Già vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e S. Em Cardinale Agostino Vallini, Vicario generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma
Le letture, dal libro della Genesi, sono affidate a Gianfilippo Azzoni e Luca Forlani dell’ Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e gli Interventi Musicali al Coro del Conservatorio “Licino Refice” di Frosinone
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Dalai Lama
Conferenza del Dalai Lama in lingua inglese tradotta in italiano durante il Summit mondiale dei premi Nobel per la Pace. I temi del discorso sono legati alla necessità di cambiare le cose attraverso le azioni. Il Dalai Lama parla di azioni positive dovute a un atteggiamento ottimista, che noi decidiamo volontariamente di scegliere. Invita i media a non proporre solo notizie negative ma anche e soprattutto quelle positive. Tema centrale del discorso è la compassione. Il Dalai Lama è convinto che la maggior parte degli esseri umani sia dotato di compassione umanità e gentilezza e solo attraverso questi tipi di atteggiamenti si possono cambiare davvero le cose. Anche le scuole, prosegue, oltre l’educazione e l’informazione dovrebbero tener presente la compassione da insegnare ai ragazzi. Conclude ribadendo l’importanza di congressi e summit come produttori di idee e di nuove visioni, ma dell’assoluta importanza di concretizzare le idee in azioni reali.
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Alessandro Portelli
Alessandro Portelli, accademico e critico musicale, in Italia si è occupato a lungo di memoria orale, operando sulla memoria musicale e sulla memoria del folclore, tanto da esserne diventato il massimo esperto. La memoria, funzione di cui l’essere umano è naturalmente dotato, deve essere esercitata in modo attivo e soprattutto critico. La memoria è un lavoro che si fa mentalmente e psicologicamente ogni volta che si entra in relazione con il proprio passato; dunque, a differenza del materiale archivistico, è in movimento e in continua trasformazione, perché viene modificandosi insieme al rapporto con il passato. Si tende a rimuovere non solo ciò che non significa più nulla, ma anche ciò che significa troppo , ed è proprio questo l’elemento importante del lavoro sulla memoria e sulla narrazione storica, che solitamente è utilizzata come motivo di orgoglio e spinta all’azione. Ma una delle funzioni della memoria è anche quella di ricordare ciò che non ci fa onore, sia come individui che come popolo. Il rapporto tra memoria e identità deve essere ripensato: non esistono identità fisse e intangibili. La credibilità delle scritte deve essere verificata al pari di quelle orali. Attraverso la memoria orale, che anche quando la verità fattuale viene meno è sempre fonte di interpretazione storica, attraverso il dialogo attraverso cui solitamente essa avviene, necessariamente ci si confronta non solo con l’identità dell’altro, ma anche e soprattutto con la propria, giungendo infine ad ammettere la possibilità che anche noi, in determinati tempi e condizioni, potremmo avere comportamenti che ci sembrano impensabili. Alessandro Portelli, attraverso una riflessione sul significato dei verbi ricordare, rammentare e rimembrare, conduce verso una rivalutazione della memoria personale come vissuto quotidiano dell’individuo, perché se non si ha memoria della propria esperienza non si saprà nulla nemmeno del passato, in una mancanza di consapevolezza della relazione che noi abbiamo con il nostro passato storico.
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Carla Tatò - Attrice
Carla Tatò, attrice teatrale e cinematografica, spiega la differenza tra la memoria come burocratica ripetizione, deposito sterile dai meccanismi chiusi, e la memoria epica - quella di cui parla W. Banjamin in un suo personaggio, il “narratore” - memoria in cambiamento e in viaggio, libera, costruita, cambiata continuamente. La memoria epica possiede tre elementi, veri muscoli del pensiero, che divengono strumenti di crescita, di costruzione di creatività: la passione e il cuore, la mente e il pensiero ed il braccio per indicare l’azione
Questo tipo di memoria, nell’attore, mette in moto un meccanismo che mette in relazione, crea dei contatti straordinari tra ciò che è già avvenuto, ciò che dovrà avvenire e ciò che sta avvenendo, nel hic et nunc. Un gesto creativo, che permette di vivere l’antico, etimologicamente inteso come “porre avanti”, come il futuro dell’oggi perché il passato, o postìco, etimologicamente è ciò che è “posto oggi”.
I giovani oggi parlano di memoria informatica, di cloud… ma la memoria umana è milioni di stratificazioni mobilissime, si deposita nell’uomo e poi, se esercitata, esce. L’uomo è una memoria vivente.
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Salvatore Di Russo - Musicista
Il tango, patrimonio dell’umanità dal 2009, è uno dei fenomeni di contaminazione culturale più importanti. Salvatore Di Russo, compositore e musicista, si è interessato al tango Yiddish come fenomeno poco conosciuto ma molto importante, non solo dal punto di vista storico, in quanto memoria particolarissima dei campi di sterminio, ma per la sua ambiguità, in quanto in uno stesso periodo ha potuto abbracciare culture diverse e contrastanti includendole nel simbolico abbraccio della sua danza. C’è un rapporto privilegiato tra il tango e gli Ebrei, per i quali era divenuto simbolo di vita e di resistenza durante la prigionia per la sua capacità di trasformare in musica la malinconia. Salvatore Di Russo spiega l’incontro degli Ebrei con il tango; in Argentina prima, dove sono giunti scappando dai pogrom russi e dove furono accolti per popolare le campagne, e poi in Polonia, dove, proveniente da Parigi, si era diffuso negli anni ’20 e nel periodo pre-bellico aveva grande fortuna nelle sale da ballo e nei cabaret.
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Ester Capuzzo - Storica
Ester Capuzzo, storica e docente ordinario di storia contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, illustra il rapporto estremamente interconnesso, ma conflittuale, tra storia e memoria. Oggi frequentemente si sostituisce il termine storia con memoria, come se i due termini fossero sinonimi o comunque avessero un significato intercambiabile. La memoria e la storia sono invece due fenomeni complementari ma diversi.
Ester Capuzzo ci conduce all’interno dell’indagine storica e del problema della memoria, tra memoria del singolo, memoria collettiva e memoria pubblica; tra luoghi della memoria che si oppongono ai non luoghi, tra monumenti e altri prodotti dalla funzione commemorativa. Un percorso intenso, che conduce infine al problema della preservazione e interroga sul dovere di ricordare e il dovere della storia
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Salvatore Veca
Religioni, Tolleranza e Speranza: Come è cambiata la percezione delle religioni dopo l'11 settembre? L'analisi del filosofo Salvatore Veca.