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Michelangelo Pistoletto
Michelangelo Pistoletto parla del senso della sua opera "Il tavolo del mediterraneo" un tavolo specchiante con intorno delle sedie che provengono dai diversi paesi del mediterraneo. Per l'artista il mediterraneo è il crogiulo di una nuova ricerca d'incontro, di capacità di convivenza delle religioni e delle diverse società. La nascita del movimento "Love difference" e il Parlamento culturale del mediterraneo hanno al centro l'arte e la cultura come unico motore per creare un cambiamento politico. L'intento del parlamento culturale del mediterraneo è quello di riuscire a mettere le differenti culture in comunicazione, lo scopo è quello di coinvolegere anche i paesi del nord Africa per arrivare a delle costituzioni con la cultura come strada maestra. Pistoletto parla dell'arte come radice che grazie alla sua libertà può portare a nuove prospettive. L'artista parla della città dell'arte che ha realizzato a Biella in cui l'arte è in comunicazione con molti settori. Arte come luogo di incontro e come libertà e responsabilità.
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Margaret Mazzantini - Valerio Mastandrea
Introduce la serata Paolo Zampini Ensemble. Valerio Mastandrea legga da “Nessuno si salvi da sola” di Margaret Mazzantini. Margaret Mazzantini legge l’inedito “Mare al Mattino”.
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Marco Damilano, direttore de "L'Espresso"
Questa lezione viene presentata da Marco Damilano, direttore dell’Espresso il piu’ prestigioso news magazine italiano che dal 1955 racconta la cultura, l’economia e la politica italiana ed internazionale e la sua storia è legata a molte inchieste che hanno svelato gli scandali del potere, a racconti sul costume nazionale sui diritti e sulla cultura.
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Evita Ciri e Giorgio Marchesi
Evita Ciri introduce e legge le poesie di: Pedro Salinas "Componimento XVI". Alda Merini "il Cuore" tratta dalla raccolta "Ballate non pagate". W.H. Auden "La verità sull'amore". Giorgio Marchesi introduce e legge le poesie di: Eugenio Montale "Il Fumo" tratta dalla raccolta "Xenia". Nazim Hikmet "Ti amo come se mangiassi il pane".
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Salvatore Veca
Salvatore Veca parla del suo libro dal titolo "Le cose della vita". Il filosofo espone e argomenta alcune tematiche come l'arte della convivenza nella durata del tempo, le solitudini involontarie, l'indebolimento della nostra identità. Come possono convivere persone che hanno idee e valori differenti? Come convivere nella diversità?. Il Professore analizza e spiega il discorso sulle diversità tra i valori e le culture.
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Prof. Sebastiano Triulzi
Il corso si rivolge alle matricole universitarie di corsi di laurea triennale per aiutarli a colmare alcune lacune nell’ambito dell’italiano scritto e per indirizzarli nell’approccio alle tipologie testuali di ambito universitario (come tesine, saggi, recensioni, tesi etc.).
Con l’ausilio delle video-lezioni lo studente potrà affinare la propria sensibilità per le questioni lessicali e per la scelta dei termini più appropriati ad esprimersi, migliorando le proprie strategie di sintesi, analisi e riformulazione dei testi.
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Muhammad Yunus, Meena Sur
Intervento d'apertura: Muhammad Yunus.
Partecipano: Meena Sur, ONU-Ecosoc; Kerry Kennedy; IPB; American Friends; Bob Geldolf; Nabuaky Tanaka, Jonathan Granoff.
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Edmund White
Dalla Piazza del Campidoglio, la serata Relazioni all'interno del Festival delle Letterature. Edmund White legge un inedito dal titolo: Ciò che la letteratura può ancora fare, tema dell'edizione del Festival nel 2015. Musica a cura di Pasquale Laino, Riccardo Manzi, Vittorino Naso. In collaborazione con John Cabot University, Ambasciata degli Stati Uniti d'America, American Academy in Rome e Premio Gregor von Rezzori.
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Luigi Serafini
Luigi Serafini parla della conoscenza di se come di un valore primario nella sua esperienza. Rivela di sentire affinità con la cultura classica, attraverso la lettura di filosofi e pensatori come Platone e Lucrezio. Per Serafini la cultura classica è uno strumento moderno per risolvere i problemi attuali e trovare risposte. Parla di se come di un artista visivo, e ritiene la musica un'entità superiore. Per Serafini, l'opera deve avere come priorità lo stupore e non la sensazione, l'arte deve tornare a proteggere.
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Giuseppe Antonelli
Nel centenario dalla nascita di Alberto Moravia, l’Università Telematica Internazionale Uninettuno ricorda lo scrittore, la figura pubblica e privata, alcuni aspetti del suo pensiero con un ciclo di 10 conversazioni ideate e curate da Enzo Golino. Le lezioni saranno svolte da scrittori, critici, docenti universitari e giornalisti di varie generazioni che approfondiranno alcuni aspetti delle sue opere e sua della vita.
Il Professore Giuseppe Antonelli parla della lingua nella narrativa di Moravia. I critici di un tempo definirono la sua scrittura grigia, oggi grazie agli studi storici della lingua italiana, i giudizi sulla scrittura di Moravia sono cambiati. Antonelli cita il testo di uno studioso, Gianluca Lauta, "La scrittura di Moravia" come punto di riferimento. Il Professor Antonelli analizza le componenti del linguaggio di Moravia, e parla di una scrittura invisibile, elegante, che non si fa notare e non distrae lo scrittore dalla lettura.
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Prof. Enrico Menduni - Università Roma Tre
In questa ultima lezione il prof. Menduni osserva come le forme della rappresentazione si sono trasferite nella sfera pubblica della società contemporanea di oggi
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La storia siamo noi: tredici scrittori raccontano la storia d'Italia - I parte
La serata è introdotta da Maria Ida Gaeta, Direttrice della Casa delle letterature e da Umberto Croppi assessore alla cultura. La storia siamo noi: tredici scrittori raccontano la storia d’Italia:
Antonio scurati legge “Legge 1848 l’alba del risorgimento”.
Giosuè Calaciura legge “Garibaldi a Palermo”.
Antonio Franchini legge “Il mito e la tragedia di Caporetto”
Di seguito un intermezzo musicale a cura della musicista Rita Marcotulli.
Mario Desiati legge “L’amore al tempo del fascismo”.
Helena Janeczek legge “I texani alla battaglia di Montecassino”.
Andrea Camilleri legge “La Sicilia ai siciliani: Antonio Canepa, il separatista”.