Autore:
Prof. Ignazio Ingrao
Il giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao, approfondisce tematiche legate al mondo dell'informazione rispetto all'attività della Chiesa Cattolica e delle religioni. Gli argomenti della lezione sono: Il Vaticano su youtube - Le parrocchie in rete.
Autore:
Giorgio Fabretti
Giorgio Fabretti, antropologo e storico dell’archeologia, si definisce uno scienziato puro al servizio della specie umana per la quale, in un arco temporale di circa cinquecento anni, ipotizza una transizione che dall’umano giungerà al trans- umano e infine al post umano e conquisterà per la specie umana stabilità, cioè non estinguibilità, ma anche un superamento dell’aggressività che oggi la caratterizza. Ma, e questa è la vera rivoluzione, la tecnologia ci deriverà dalla natura stessa: l’intelligenza è in natura, ovunque, e noi seguiamo la natura. Siamo dentro un’epoca di rivoluzione neo-copernicana; tutto l’universo appare come una lavagna di dati e l’uomo è un dato tra i dati. Nell’uomo un istinto, messo dalla selezione naturale, lo spinge a dialogare e ad adattarsi alla natura; è la logica della sopravvivenza del DNA. L’istinto a dialogare con la natura ci ha spinto a far emergere in questa cultura le scienze naturali, che sono emerse dalla più ampia conoscenza e coscienza
emarginando la centralità dell’uomo. L’uomo diverrà un umano fra tanti diversamente umani. La salvezza dell’uomo sarà biologicamente possibile se la natura ci darà delle chance, attraverso la scienza, di poterci migliorare, anche acquisendo caratteri solidaristici, di adattamento e di bontà che in questo tempo appaiono particolarmente necessari, insieme ad una maggiore sostenibilità.
Autore:
Alberto Olivetti
Alberto Olivetti, ordinario di estetica all’Università degli Studi di Siena, studioso del linguaggio poetico in quanto una delle prime attività attraverso cui la memoria si è tramandata, presenta una riflessione sul concetto di memoria. Partendo dal De memoria di Aristotele e da poesie della raccolta Papavero e memoria di Paul Celan, che ha dato voce alla dimensione profonda che la Shoah comporta per l’umanità intera, affronta il tema della memoria come facoltà connessa alla possibilità di percezione del tempo: se non si ha percezione del tempo, non si ha accesso alla memoria. Dunque il concetto di memoria non può che afferire ad una consapevolezza del passato;
La percezione del tempo, sia privato che storico, oggi si percepisce sta cambiando; la categoria del tempo si è quasi elisa ,come pure quella dello spazio, nella dimensione della virtualità: tutto è, o può essere, visto e sentito in un tempo e in uno spazio virtuali. La memoria in atto oggi è qualcosa che immediatamente rimanda in quella condizione in cui ci troviamo ad essere, quasi un eterno presente, un sempre ed ovunque che sono quasi un non-luogo
Autore:
Prof. Ignazio Ingrao
Esperto e studioso vaticanista e delle attività della Santa Sede nel mondo, il Prof. Ignazio Ingrao affronta un ciclo di lezioni dedicate allo IOR l’istituto per le opere di religione. La lezione è dedicata al Consiglio per l’Economia della Santa Sede organismo creato dal Pontificato di Papa Francesco, e che sovrintende all’attività degli enti della Santa Sede di natura Economica e Finanziaria. Una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda l’assetto istituzionale.
Autore:
Francesco Margiotta Broglio
Che cos'è la religione? Per capire cos'è la libertà dobbiamo partire da questo. Lo Zooroastrismo, l'Induismo, il Buddhismo,l'Ebraismo, il Cristianesimo e le sue correnti, l'Islamismo. La prima delle libertà religiose storicamente riconosciuta si ebbe dopo la riforma protestante precisamente con la pace di Augusta del 1155. Il Professore partendo da quella data, elenca gli editti che si sono succeduti in materia di libertà religiose. Dall'editto di Nantes del 1598, al trattato di Berlino del 1878. Dal trattato di Atene del 1913, alla Conferenza di Versailles del primo dopoguerra. Nel secondo dopo guerra nasce l'ONU mentre nel 1945 abbiamo la Carta delle nazioni unite. Nel 1946 nasce l'UNESCO mentre nel 1948 abbiamo la celebre Dichirazione dei diritti universali dell'uomo. Tutto questo secondo Margiotta Broglio, serve da esempio per dimostrare quanto oggi sia importantissimo il controllo che vige nella garanzia e nel rispetto delle libertà religiose.
Autore:
Franco Scaglia
Franco Scaglia parla del suo libro intitolato "Il viaggio di Gesù" opera conlcusiva di un percorso narrativo. A differenza delle sue opere precedenti che raccontavano storie ambientate in terra Santa, siamo in presenza di un saggio. Il romanzo è indirizzato a persone che hanno viaggiato in terra Santa, ma anche non esperte sull'argomento e in generale a coloro che intendono porsi interrogativi sulla figura di Gesù. Franco Scaglia, durante la lezione, legge e commenta alcune pagine del suo libro.
Autore:
Prof. Ignazio Ingrao
Dopo la lezione sul rapporto della Chiesa con i social network del web 2.0 coinciso con il pontificato di Ratzinger dove internet diviene luogo di condivisione, opinioni, idee degli utenti (Twitter e Facebook: le nuove frontiere della fede digitale) il giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao si occupa della cyberteologia; sviluppatasi dal web 2.0.
La lezione tratta nei suoi argomenti:
Dalla teologia tradizionale alla cyberteologia,
la nascita del cyberspazio,
la spiritualità nei social network,
le "cybereligioni",
Liturgia e comunione nel web 2.0.
Autore:
Prof. Ignazio Ingrao
Lezione del giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao dedicata alle Lobby del Concilio Vaticano II. Gli argomenti affrontati sono: Appuntamento a mezzanotte - Joseph Ratzinger fa volantinaggio – I comunisti e la petizione scomparsa – Allarme pedofilia – Massoni al Concilio – L’altro volto di Marcinkus – La parola alle donne – Un conto salato.
Autore:
Prof. Francesco Margiotta Broglio
In questa seconda parte il professor Margiotta Broglio prosegue la lezione sulle relazioni tra Stato e confessioni religiose, in particolare tra lo Stato monarchico prima e repubblicano poi con il papato con sede a Roma, sottolineando e analizzando la complessità dei rapporti.
Autore:
Alessandro Portelli
Alessandro Portelli, accademico e critico musicale, in Italia si è occupato a lungo di memoria orale, operando sulla memoria musicale e sulla memoria del folclore, tanto da esserne diventato il massimo esperto. La memoria, funzione di cui l’essere umano è naturalmente dotato, deve essere esercitata in modo attivo e soprattutto critico. La memoria è un lavoro che si fa mentalmente e psicologicamente ogni volta che si entra in relazione con il proprio passato; dunque, a differenza del materiale archivistico, è in movimento e in continua trasformazione, perché viene modificandosi insieme al rapporto con il passato. Si tende a rimuovere non solo ciò che non significa più nulla, ma anche ciò che significa troppo , ed è proprio questo l’elemento importante del lavoro sulla memoria e sulla narrazione storica, che solitamente è utilizzata come motivo di orgoglio e spinta all’azione. Ma una delle funzioni della memoria è anche quella di ricordare ciò che non ci fa onore, sia come individui che come popolo. Il rapporto tra memoria e identità deve essere ripensato: non esistono identità fisse e intangibili. La credibilità delle scritte deve essere verificata al pari di quelle orali. Attraverso la memoria orale, che anche quando la verità fattuale viene meno è sempre fonte di interpretazione storica, attraverso il dialogo attraverso cui solitamente essa avviene, necessariamente ci si confronta non solo con l’identità dell’altro, ma anche e soprattutto con la propria, giungendo infine ad ammettere la possibilità che anche noi, in determinati tempi e condizioni, potremmo avere comportamenti che ci sembrano impensabili. Alessandro Portelli, attraverso una riflessione sul significato dei verbi ricordare, rammentare e rimembrare, conduce verso una rivalutazione della memoria personale come vissuto quotidiano dell’individuo, perché se non si ha memoria della propria esperienza non si saprà nulla nemmeno del passato, in una mancanza di consapevolezza della relazione che noi abbiamo con il nostro passato storico.
Autore:
Ester Capuzzo - Storica
Ester Capuzzo, storica e docente ordinario di storia contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, illustra il rapporto estremamente interconnesso, ma conflittuale, tra storia e memoria. Oggi frequentemente si sostituisce il termine storia con memoria, come se i due termini fossero sinonimi o comunque avessero un significato intercambiabile. La memoria e la storia sono invece due fenomeni complementari ma diversi.
Ester Capuzzo ci conduce all’interno dell’indagine storica e del problema della memoria, tra memoria del singolo, memoria collettiva e memoria pubblica; tra luoghi della memoria che si oppongono ai non luoghi, tra monumenti e altri prodotti dalla funzione commemorativa. Un percorso intenso, che conduce infine al problema della preservazione e interroga sul dovere di ricordare e il dovere della storia
Autore:
Furio Colombo e Vittorio Pavoncello
Furio Colombo, giornalista, scrittore, politico e accademico italiano, dialoga con Vittorio Pavoncello, regista, autore e artista, sui motivi che, a distanza di venti anni dall’istituzione della giornata della Memoria, hanno portato agli “Stati generali della memoria”, una serie di appuntamenti che indagheranno, attraverso il contributo di discipline scientifiche, storiche e umanistiche, la memoria umana nelle sue caratteristiche, metodi, potenzialità e nelle aspettative ed i valori aggiunti che l’uomo le attribuisce. La sensibilità di Pavoncello, la cui riflessione sul tema ha portato all’opera teatrale Eutanasia di un ricordo, medaglia d’argento della Presidenza della repubblica nel 2004, si incontra con l’esperienza personale di Furio Colombo, i cui occhi di bambino hanno fissato indelebilmente una guerra di cui ricorda ogni dettaglio, ogni episodio, ogni circostanza. La conversazione si snoda toccando punti di grande interesse: dalle minoranze colpite dallo sterminio al coinvolgimento dell’Italia spesso scarsamente messo in evidenza; dalla Seconda guerra mondiale come prima guerra razzista all’accusa al re Vittorio Emanuale III di crimini di guerra per aver firmato le leggi razziali a molto altro. La memoria, come ricordano disse Paul Ricoeur, non è ereditaria. E’ un grande bene ma va preso, ed è un dovere per i molti che sentono di dover ricordare.