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Marco Politi
Sulla scia di Giovanni Paolo II, che invento' le conferenze stampa durante i viaggi internazionali, anche Francesco riconosce l'importanza di questo rapporto con i media al fine di rafforzare il suo messaggio.
Pur utilizzando un linguaggio spontaneo, semplice e diretto ogni risposta del pontefice è sempre inserita in un piano specifico di comunicazione.
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Dalai Lama
Conferenza del Dalai Lama in lingua inglese tradotta in italiano durante il Summit mondiale dei premi Nobel per la Pace. I temi del discorso sono legati alla necessità di cambiare le cose attraverso le azioni. Il Dalai Lama parla di azioni positive dovute a un atteggiamento ottimista, che noi decidiamo volontariamente di scegliere. Invita i media a non proporre solo notizie negative ma anche e soprattutto quelle positive. Tema centrale del discorso è la compassione. Il Dalai Lama è convinto che la maggior parte degli esseri umani sia dotato di compassione umanità e gentilezza e solo attraverso questi tipi di atteggiamenti si possono cambiare davvero le cose. Anche le scuole, prosegue, oltre l’educazione e l’informazione dovrebbero tener presente la compassione da insegnare ai ragazzi. Conclude ribadendo l’importanza di congressi e summit come produttori di idee e di nuove visioni, ma dell’assoluta importanza di concretizzare le idee in azioni reali.
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Furio Colombo e Vittorio Pavoncello
Furio Colombo, giornalista, scrittore, politico e accademico italiano, dialoga con Vittorio Pavoncello, regista, autore e artista, sui motivi che, a distanza di venti anni dall’istituzione della giornata della Memoria, hanno portato agli “Stati generali della memoria”, una serie di appuntamenti che indagheranno, attraverso il contributo di discipline scientifiche, storiche e umanistiche, la memoria umana nelle sue caratteristiche, metodi, potenzialità e nelle aspettative ed i valori aggiunti che l’uomo le attribuisce. La sensibilità di Pavoncello, la cui riflessione sul tema ha portato all’opera teatrale Eutanasia di un ricordo, medaglia d’argento della Presidenza della repubblica nel 2004, si incontra con l’esperienza personale di Furio Colombo, i cui occhi di bambino hanno fissato indelebilmente una guerra di cui ricorda ogni dettaglio, ogni episodio, ogni circostanza. La conversazione si snoda toccando punti di grande interesse: dalle minoranze colpite dallo sterminio al coinvolgimento dell’Italia spesso scarsamente messo in evidenza; dalla Seconda guerra mondiale come prima guerra razzista all’accusa al re Vittorio Emanuale III di crimini di guerra per aver firmato le leggi razziali a molto altro. La memoria, come ricordano disse Paul Ricoeur, non è ereditaria. E’ un grande bene ma va preso, ed è un dovere per i molti che sentono di dover ricordare.
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Salvatore Di Russo - Musicista
Il tango, patrimonio dell’umanità dal 2009, è uno dei fenomeni di contaminazione culturale più importanti. Salvatore Di Russo, compositore e musicista, si è interessato al tango Yiddish come fenomeno poco conosciuto ma molto importante, non solo dal punto di vista storico, in quanto memoria particolarissima dei campi di sterminio, ma per la sua ambiguità, in quanto in uno stesso periodo ha potuto abbracciare culture diverse e contrastanti includendole nel simbolico abbraccio della sua danza. C’è un rapporto privilegiato tra il tango e gli Ebrei, per i quali era divenuto simbolo di vita e di resistenza durante la prigionia per la sua capacità di trasformare in musica la malinconia. Salvatore Di Russo spiega l’incontro degli Ebrei con il tango; in Argentina prima, dove sono giunti scappando dai pogrom russi e dove furono accolti per popolare le campagne, e poi in Polonia, dove, proveniente da Parigi, si era diffuso negli anni ’20 e nel periodo pre-bellico aveva grande fortuna nelle sale da ballo e nei cabaret.
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Prof. Ignazio Ingrao
Il giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao, approfondisce tematiche legate al mondo dell'informazione rispetto all'attività della Chiesa Cattolica e delle religioni. Gli argomenti della lezione sono: Il Vaticano su youtube - Le parrocchie in rete.
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Prof. Piattelli
L'ebraismo all'interno del dialogo interreligioso. Excursus sulla storia dell'Ebraismo e analisi di alcune parole chiave della religione Giudaica. Storia della dispersione della comunità ebraica e delle persecuzioni culminate nell'olocausto della seconda guerra mondiale. Gerusalemme luogo simbolico dell'aspirazione del mondo ebraico alla pace. Messianesimo come aspirazione della religione ebraica. Dialogo interreligioso come ricerca dei punti di contatto.
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Ester Capuzzo - Storica
Ester Capuzzo, storica e docente ordinario di storia contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, illustra il rapporto estremamente interconnesso, ma conflittuale, tra storia e memoria. Oggi frequentemente si sostituisce il termine storia con memoria, come se i due termini fossero sinonimi o comunque avessero un significato intercambiabile. La memoria e la storia sono invece due fenomeni complementari ma diversi.
Ester Capuzzo ci conduce all’interno dell’indagine storica e del problema della memoria, tra memoria del singolo, memoria collettiva e memoria pubblica; tra luoghi della memoria che si oppongono ai non luoghi, tra monumenti e altri prodotti dalla funzione commemorativa. Un percorso intenso, che conduce infine al problema della preservazione e interroga sul dovere di ricordare e il dovere della storia
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Aldo Cazzullo - Giornalista
La memoria può subire una manipolazione. Quella naturale può essere strutturale nell’essere umano, diverso è quando è strumentale ad una finalità. Se la finalità è politica, allora è falsata, distorta e può alterare sia l’identità che la storia stessa. Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, in un’epoca in cui per la nostra cultura il passato non sembra più esistere e tutto sembra ugualmente distante nel tempo e da noi, sottolinea l’importanza e la specificità del Giorno della memoria. La memoria è sempre individuale; non esiste una memoria condivisa, ma possiamo arrivare a valori condivisi, a giudizi condivisi. Cazzullo ricorda numerosi eventi e personaggi, affronta temi di grande interesse, dimostrando come frequenti convinzioni sul nazi-fascismo ed i suoi protagonisti siano in realtà solo dei luoghi comuni.
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Giorgio Fabretti
Giorgio Fabretti, antropologo e storico dell’archeologia, si definisce uno scienziato puro al servizio della specie umana per la quale, in un arco temporale di circa cinquecento anni, ipotizza una transizione che dall’umano giungerà al trans- umano e infine al post umano e conquisterà per la specie umana stabilità, cioè non estinguibilità, ma anche un superamento dell’aggressività che oggi la caratterizza. Ma, e questa è la vera rivoluzione, la tecnologia ci deriverà dalla natura stessa: l’intelligenza è in natura, ovunque, e noi seguiamo la natura. Siamo dentro un’epoca di rivoluzione neo-copernicana; tutto l’universo appare come una lavagna di dati e l’uomo è un dato tra i dati. Nell’uomo un istinto, messo dalla selezione naturale, lo spinge a dialogare e ad adattarsi alla natura; è la logica della sopravvivenza del DNA. L’istinto a dialogare con la natura ci ha spinto a far emergere in questa cultura le scienze naturali, che sono emerse dalla più ampia conoscenza e coscienza
emarginando la centralità dell’uomo. L’uomo diverrà un umano fra tanti diversamente umani. La salvezza dell’uomo sarà biologicamente possibile se la natura ci darà delle chance, attraverso la scienza, di poterci migliorare, anche acquisendo caratteri solidaristici, di adattamento e di bontà che in questo tempo appaiono particolarmente necessari, insieme ad una maggiore sostenibilità.
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Vittorio Sgarbi - Storico dell'arte
Vittorio Sgarbi, storico dell’arte e saggista, presenta la memoria come strumento essenziale del suo lavoro di studioso, ricercatore e osservatore di opere d’arte.
La memoria è un elemento genetico; riflettere sulla memoria è riflettere su uno strumento che stiamo contestualmente utilizzando.
Tra i diversi tipi di memorie, essenziale per lo storico dell’arte è quella visiva, perché l’accostamento delle immagini consente il riconoscimento di una identità. Il patrimonio archivistico è quello che consente il procedimento del riconoscimento, ma c’è una memoria diversa, quella delle cose che abbiamo immagazzinate dentro di noi, che permette un percorso attribuizionistico. C’è una memoria generalista, che permette di ricordare ciò che si è affrontato in modo non specifico, ma allo storico dell’arte occorre invece una memoria specifica, come quella dei piccoli dettagli descritti dalle “cifre morelliane” di Giovanni Morelli
Vittorio Sgarbi riflette anche come in ognuno di noi, anche se dichiaratamente anti-razzista, si celi un razzismo parziale, che si traduce in diffidenza verso popoli i cui atteggiamenti non sono da attribuirsi alla natura, ma alla cultura.
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Prof. Ignazio Ingrao
Esperto e studioso Vaticanista e delle attività della Santa Sede nel mondo, il Prof. Ignazio Ingrao affronta un ciclo di lezioni dedicate allo IOR l’istituto per le opere di religione. Lezione dedicata all’autorità di Informazione Finanziaria del Vaticano. Una realtà sorta nel 2010 a seguito dei rapporti tra la Santa Sede e le autorità di Vigilanza Finanziaria Internazionale, e nata per accompagnare questo processo di pulizia e trasparenza rispetto le questioni finanziarie del Vaticano.
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Franco Scaglia
Franco Scaglia parla del suo libro intitolato "Il viaggio di Gesù" opera conlcusiva di un percorso narrativo. A differenza delle sue opere precedenti che raccontavano storie ambientate in terra Santa, siamo in presenza di un saggio. Il romanzo è indirizzato a persone che hanno viaggiato in terra Santa, ma anche non esperte sull'argomento e in generale a coloro che intendono porsi interrogativi sulla figura di Gesù. Franco Scaglia, durante la lezione, legge e commenta alcune pagine del suo libro.