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ESAV17 video trovati
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Autore: COPEAM
In questa prima puntata di "À première vue" vengono proposti tre cortometraggi: “Il lamento del pesce rosso” Réalisateur Oubayd Allah Ayari, ESAC (École Supérieure de l’Audiovisuel et du Cinéma) di Tunisi “Sagar” Réalisateur Pape Abdoulaye SEKE, Senegal ESAV (École Supérieure des Arts Visuels) di Marrakech “Ktir Kbir” Réalisateur Mir-Jean Bou CHAAYA, ALBA (Académie Libanaise des Beaux-Arts) di Beirut I film sono preceduti dall'intervista al regista
Tag: Copeam | Uninettuno | Alba | Esav | Esac
Autore: COPEAM
In questa seconda puntata di " À première vue " vengono proposti tre cortometraggi “Sabbie Mobili” Réalisateur Sarah Abdelkefi, ESAC (École Supérieure de l’Audiovisuel et du Cinéma) di Tunisi. Il film è preceduto dall’intervista al regista. “Cheers Beirùt” Réalisateur Mariane Kahhaleh, ALBA (Académie Libanaise des Beaux-Arts) di Beirut. Il film è preceduto dall’intervista al regista. “Quand les anges sourient ou Le conte du chauve rebelle” Réalisateur Hicham Elladdaqi, ESAV (École Supérieure des Arts Visuels) di Marrakech
Tag: Copeam | Uninettuno | ALBA | ESAC | ESAV
Autore: COPEAM
In questa terza puntata di "À première vue" vengono proposti tre cortometraggi “CHMIN-DIFIR” Réalisateur Houdda Maddahi e Wassim Korbi, ESAC (École Supérieure de l’Audiovisuel et du Cinéma) di Tunisi “ALBAYDA” Réalisateur Alaa Akaaboune e Ayoub Lahnoud, ESAV (École Supérieure des Arts Visuels) di Marrakech “DISPATCH” Réalisateur Gabriel Rahban, ALBA (Académie Libanaise des Beaux-Arts) di Beirut
Tag: Copeam | Uninettuno | ALBA | ESAC | ESAV
Autore: COPEAM
COPEAM e UNINETTUNO presentano "À première vue" una finestra sui giovani talenti del cinema dei paesi del Mediterraneo provenienti dalle scuole ESAC (École Supérieure de l’Audiovisuel et du Cinéma) di Tunisi ESAV (École Supérieure des Arts Visuels) di Marrakech ALBA (Académie Libanaise des Beaux-Arts) di Beirut
Tag: Copeam | Uninettuno | ALBA | ESAC | ESAV
Autore: Carlo Degli Esposti (producteur, Palomar) - Italie
Carlo degli Esposti è presidente di PALOMAR, una delle principali società in Italia produttrici di fiction, cinema e documentari. In questo filmato ci racconta brevemente il percorso che lo ha portato alla produzione di una delle fiction di maggior successo degli ultimi ultimi vent’anni “Il commissario Montalbano”. Oltre alla straordinaria affermazione televisiva riscossa in Italia, Montalbano è divenuto un successo mondiale venduto nel Regno Unito, USA, America Latina,Ex Jugoslavia, Scandinavia, Paesi Bassi, Giappone, Unione Sovietica, Ex Unione Sovietica,Francia, Repubblica Domenicana, Spagna, Vietnam, Catalogna, Australia, Nuova Zelanda ,Ucraina, Romania, Paesi Baltici, Lituania e Finlandia, Germania , Bulgaria, Islanda, Bosnia, Albania, Israele, Repubblica Ceca, Cina, Repubblica Cecoslovacca e Cipro. Il successo ventennale della fiction ha sancito lo stretto legame tra la serie del personaggio di Andrea Camilleri e il pubblico mentre “Il senso della giustizia” di Montalbano è indubbiamente l’elemento fondamentale che ha legato il protagonista agli spettatori. Come sottolinea Degli Esposti questa produzione è stata una grande esperienza di vita, di amicizia e di affetti ed il risultato più importante ottenuto è stato riuscire a trasmettere un messaggio etico che è arrivato fino al cuore delle persone.
Autore: Salvatore De Mola (scénariste) - Italie
Dietro al grande successo del Commissario Montalbano c'è anche Salvatore De Mola che insieme a Francesco Bruni e Leonardo Marini è parte del gruppo di sceneggiatori che hanno adattato i romanzi di Andrea Camilleri alla Televisione. In questa lezione De Mola ci descrive come si lavora su un prodotto di grande successo e come sia possibile partire da uno strumento letterario, come il romanzo e strutturarlo per una fiction cercando di dare un immagine di qualcosa che esiste, che sia vera e quindi in grado di essere vissuta dagli spettatori. Dal libro allo schermo , il passo non è breve. Portare sullo schermo opere letterarie senza perdere nulla della bellezza del romanzo è un lavoro che richiede molta attenzione e sensibilità ai contenuti. Per questo il lavoro di collaborazione tra gli sceneggiatori, con lo scrittore Camilleri unito al fascino dei luoghi e al carisma dei personaggi è risultato un elemento essenziale per dar vita ad una serie che dopo più di vent anni è ancora una delle più seguite del panorama televisivo contemporaneo italiano.
Autore: Nicola Salvi, (producteur, Officina della Comunicazione) - Italie
Nicola Salvi è Amministratore di Officina della Comunicazione una società di produzione di contenuti multimediali, documentaristici e cinematografici che da circa 10 anni opera sul mercato nazionale nell’ambito della produzione. In questo incontro viene approfondita una parte dell’area di business che Officina della Comunicazione segu in particolare la collaborazione con la Santa Sede e con il centro di produzione Vatican Media con cui attraverso produzioni documentaristiche e filmiche è stato possibile portare il pubblico nazionale ed internazionale nelle meraviglie del Vaticano. Le produzioni seriali nate da questo incontro sono “Alla scoperta del Vaticano” (6 puntate), “Alla scoperta dei musei Vaticani “ (6 puntate) ed infine a completare la trilogia “Alla scoperta dell’Arte Sacra in Italia. Divina Bellezza” (10 puntate). Le location, la storia di questi luoghi, la tecnologia altamente specializzata utilizzata per la realizzazione di questi documentari, la continua ed attenta collaborazione della squadra di produzione insieme alla sapiente narrazione di Alberto Angela hanno permesso la costruzione di un prodotto completo di altissima qualità in grado di portare l’arte, la storia, la cultura, i retroscena delle opere, direttamente nelle case degli spettatori. La serialità legata al racconto dell’ arte e della fede che ha trovato la sua base in Vaticano allargondosi poi ad altri luoghi ha intercettato un pubblico molto ampio. Questo per evidenziare che la cultura raccontata attraverso un occhio filmico e cinematografico, funziona.
Autore: Carla Singer (productrice, Carla Singer Productions) - USA
Carla Singer, produttrice per la Carla Singer Productions - specializzata nella realizzazione di film di finzione per la televisione americana(feature-films), ha prodotto negli anni, oltre 30 film, tra questi i più noti “ Freshman father” e “Twitches“ ( Disney) . Grazie alla sua precedente esperienza in -CBC Entertainment- in qualità di vice presidente alla programmazione, ci racconta, partendo dalla sua esperienza, le chiavi e i segreti di successi internazionali di serie televisive come “ La signora in Giallo” , con Angela Lansbury, distribuita in moltissimi paesi del mondo. In una panoramica tra le diverse tipologie di serie televisive, tra cui soap opera, action-drama, sitcoms, talk-show, reality-show e i più moderni talents show, ci descrive le fasi preliminari di ogni produzione televisiva: dallo sviluppo della sceneggiatura al Pitch, dalla realizzazione di un un Pilot alla produzione seriale. La sua testimonianza, in un confronto tra le nuove piattaforme digitali, quali Netflix e Amazon Prime e le emittenti terrestri, svela le diverse scelte produttive, , tra rating e share piuttosto che scelta di autori e registi di fama indiscussa, ribadendo che alla base di ogni successo c’è sempre una grande idea e un grande team.
Autore: Mario Gianani (producteur, WildSide)
Questa intervista a Mario Gianani si colloca all’interno di “FIEST – Formation Internationale à l'écriture de séries TV”, un progetto di formazione universitaria alla scrittura e produzione di serie televisive per i giovani registi del Mediterraneo che vede protagonista l’Università Telematica Uninettuno in collaborazione con le scuole di cinema di Beirut- ALBA; l'ÉSAV - Marrakech, ESAC - Tunisi, l'INSAS di Bruxelles, l'ESAV -Tolosa e con Copeam - Conférence Permanente de l'Audiovisuel Méditerranéen.
Autore: Stefano Bises (scénariste)
Stefano Bises nasce come giornalista televisivo ma successivamente diventa uno dei più importanti sceneggiatori italiani. Lo sceneggiatore è un mestiere creativo e la creatività è qualcosa che si sviluppa essenzialmente attraverso la conoscenza identificandosi nel modo in cui noi combiniamo le cose che conosciamo. Quante più cose conosciamo tante più relazioni siamo in grado di stabilire; quanto meglio si conoscono le cose che vogliamo descrivere tanto più si è in grado di costruire una serie di relazioni profonde. Quanto più sono profonde le relazioni che andiamo a creare tanto più intenso diventa il racconto. Bises ricorda di quando gli fu chiesto di trarre una serie televisiva dal libro di Roberto Saviano “Gomorra”, un libro pieno di universi, di storie, di racconti. Immaginare la storia non fu sufficiente per dare un volto ed un' impronta ai personaggi del libro. Essenziale fu andare sul luogo dove si sarebbe sviluppata la serie. L’esperienza fatta sul territorio nutrì la narrazione rendendo possibile la creazione di un racconto autentico dove anche i dettagli restituivano una verità. Infine spiega l’importanza della serialità quando il protagonista è un antieroe. Lo fa portandoci alcuni esempi di famose serie TV come il “Conte di Montecristo”, “I Soprano”, “Breaking Bad”, “House of Cards” dove la costruzione della figura del personaggio principale, oltre ad essere più importante della trama stessa, si sviluppa episodio dopo episodio con lo studio e l’approfondimento della sua storia e della sua vita. Fondamentale, come diceva Dumas, è lasciare al pubblico il desiderio quanto più viscerale possibile su come andrà a finire la storia del personaggio.
Autore: Amine Benjelloun (Producteur) - Maroc
Amine Benjelloun è un produttore indipendente marocchino per la società Ali n' productions, specializzata nella realizzazione di lungometraggi e serie tv e noto per RAZZIA (Nabil Ayouch, 2018) e ADAM (Maryam Touzani, 2019). Responsabile della fase di sviluppo dei progetti come la serie “Touria”, ci rivela le fasi e gli step che hanno portato alla realizzazione di note serie tv prodotte per la televisione marocchina 2M, secondo canale televisivo satellitare pubblico marocchino e distribuita in diversi paesi del mondo. Dalla presentazione di un progetto alla realizzazione della bibbia letteraria, dall’importanza delle ricerche approfondite fino alla scelta delle location, Amine BenJelloun evidenzia l’importanza del lavoro di squadra, un lavoro che coinvolge in primis autori e produttori e che si espande in un contesto di coproduzione internazionale.
Autore: Cosetta Lagani (artistic director cinema d’Arte Sky) - Italie
Cosetta Lagani è il direttore di Cinema d’arte SKY, il primo progetto seriale cinematografico dei Film d’arte. Nato nel 2013 con la profonda convinzione di Sky che il cinema, il linguaggio cinematografico e le tecnologie più evolute potessero conferire al racconto dell’arte un esperienza emozionale e cognitiva nuova, di forte impatto visivo emotivo ed universale in grado di raggiungere un pubblico più ampio nei cinema e in tv . “Musei Vaticani 3D” è stato il primo film documentario d’arte realizzato e venne distribuito nei cinema di 60 paesi del mondo e nei canali tv. A seguito del successo ottenuto e dalla calorosa accoglienza sono seguite altre importanti produzioni quali “Firenze e gli Uffizi”, “San Pietro e le Basiliche di Roma” e poi i film “biopics” sugli artisti da Raffaello a Caravaggio, Michelangelo e Leonardo da Vinci. Nella produzione dei film d’arte la veridicità del racconto è l’elemento fondamentale. Per questo dopo aver ricercato un “soggetto universale” che sia fortemente aspirazionale ci si avvale di figure altamente professionali in grado di dar vita al progetto. La notorietà di questi film è andata sempre di più aumentando al punto che sono nati diversi progetti nazionali ed internazionali. Per i progetti internazionali con gli ultimi film sono state organizzate delle premières presso gli istituti italiani di cultura nel mondo, presso le ambasciate e grandi musei come la National Gallery o la Tretyakov Gallery di Mosca o in partership con MET, Il Getty Museum In Italia invece questi film oltre ad essere distribuiti nelle scuole sono stati utilizzati, con la collaborazione di Mons. Dario Viganò, per dare vita al “progetto delle carceri” con la speranza che questi film potessero favorire, attraverso la bellezza dell’arte, un percorso di reintegrazione e di reinserimento sociale per i detenuti
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