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Religione e Spiritualità42 video trovati
Pagine: 134
Autore: Prof. Ignazio Ingrao
Esperto e studioso vaticanista e delle attività della Santa Sede nel mondo, il Prof. Ignazio Ingrao affronta un ciclo di lezioni dedicate allo IOR l’istituto per le opere di religione. Lo IOR durante il corso della storia ha fatto molto discutere e parlare di se anche per gli scandali e per le azioni capillari in tante realtà difficili del mondo.
Autore: Giorgio Fabretti
Giorgio Fabretti, antropologo e storico dell’archeologia, si definisce uno scienziato puro al servizio della specie umana per la quale, in un arco temporale di circa cinquecento anni, ipotizza una transizione che dall’umano giungerà al trans- umano e infine al post umano e conquisterà per la specie umana stabilità, cioè non estinguibilità, ma anche un superamento dell’aggressività che oggi la caratterizza. Ma, e questa è la vera rivoluzione, la tecnologia ci deriverà dalla natura stessa: l’intelligenza è in natura, ovunque, e noi seguiamo la natura. Siamo dentro un’epoca di rivoluzione neo-copernicana; tutto l’universo appare come una lavagna di dati e l’uomo è un dato tra i dati. Nell’uomo un istinto, messo dalla selezione naturale, lo spinge a dialogare e ad adattarsi alla natura; è la logica della sopravvivenza del DNA. L’istinto a dialogare con la natura ci ha spinto a far emergere in questa cultura le scienze naturali, che sono emerse dalla più ampia conoscenza e coscienza emarginando la centralità dell’uomo. L’uomo diverrà un umano fra tanti diversamente umani. La salvezza dell’uomo sarà biologicamente possibile se la natura ci darà delle chance, attraverso la scienza, di poterci migliorare, anche acquisendo caratteri solidaristici, di adattamento e di bontà che in questo tempo appaiono particolarmente necessari, insieme ad una maggiore sostenibilità.
Autore: Prof. Ignazio Ingrao
Lezione del giornalista e vaticanista Ignazio Ingrao dedicata a Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II. Gli argomenti affrontati sono: Il “Concilio segreto”: le fonti della ricerca – Il giallo del discorso inaugurale del concilio Vaticano II – Roncalli in treno con Amintore Fanfani – Le smorfie del cardinale Ottaviani.
Autore: Prof. Francesco Margiotta Broglio
In questa seconda parte il professor Margiotta Broglio prosegue la lezione sulle relazioni tra Stato e confessioni religiose, in particolare tra lo Stato monarchico prima e repubblicano poi con il papato con sede a Roma, sottolineando e analizzando la complessità dei rapporti.
Autore: Aldo Cazzullo - Giornalista
La memoria può subire una manipolazione. Quella naturale può essere strutturale nell’essere umano, diverso è quando è strumentale ad una finalità. Se la finalità è politica, allora è falsata, distorta e può alterare sia l’identità che la storia stessa. Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, in un’epoca in cui per la nostra cultura il passato non sembra più esistere e tutto sembra ugualmente distante nel tempo e da noi, sottolinea l’importanza e la specificità del Giorno della memoria. La memoria è sempre individuale; non esiste una memoria condivisa, ma possiamo arrivare a valori condivisi, a giudizi condivisi. Cazzullo ricorda numerosi eventi e personaggi, affronta temi di grande interesse, dimostrando come frequenti convinzioni sul nazi-fascismo ed i suoi protagonisti siano in realtà solo dei luoghi comuni.
Autore: Furio Colombo e Vittorio Pavoncello
Furio Colombo, giornalista, scrittore, politico e accademico italiano, dialoga con Vittorio Pavoncello, regista, autore e artista, sui motivi che, a distanza di venti anni dall’istituzione della giornata della Memoria, hanno portato agli “Stati generali della memoria”, una serie di appuntamenti che indagheranno, attraverso il contributo di discipline scientifiche, storiche e umanistiche, la memoria umana nelle sue caratteristiche, metodi, potenzialità e nelle aspettative ed i valori aggiunti che l’uomo le attribuisce. La sensibilità di Pavoncello, la cui riflessione sul tema ha portato all’opera teatrale Eutanasia di un ricordo, medaglia d’argento della Presidenza della repubblica nel 2004, si incontra con l’esperienza personale di Furio Colombo, i cui occhi di bambino hanno fissato indelebilmente una guerra di cui ricorda ogni dettaglio, ogni episodio, ogni circostanza. La conversazione si snoda toccando punti di grande interesse: dalle minoranze colpite dallo sterminio al coinvolgimento dell’Italia spesso scarsamente messo in evidenza; dalla Seconda guerra mondiale come prima guerra razzista all’accusa al re Vittorio Emanuale III di crimini di guerra per aver firmato le leggi razziali a molto altro. La memoria, come ricordano disse Paul Ricoeur, non è ereditaria. E’ un grande bene ma va preso, ed è un dovere per i molti che sentono di dover ricordare.
Autore: Prof. Francesco Margiotta Broglio
Studioso dei rapporti fra stato e chiesa, il Professor Margiotta Broglio parla di 150 anni di rapporti tra Stato e Chiesa, partendo dallo statuto di Carlo Alberto del 1848 per arrivare alle celebrazioni del cento cinquantenario dello stato italiano dei nostri giorni.
Autore: Prof. Yahya Pallavicini
L'Imam Yahya Pallavicini tiene una lezione sulla cultura islamica. Sono analizzate la figura di Gesù nel Corano e i punti di contatto tra le tre grandi religioni monoteiste. Dimensione di fedeltà al Dio unico. Esempi di scrittura nella lingua sacra Araba, vengono citati passi del Corano nei quali si parla delle figure di Gesù e Maria. Gerusalemme come simbolo di pace e la dimensione autentica di fratellanza dell'Islam.
Autore: Prof. Ignazio Ingrao
Esperto e studioso Vaticanista e delle attività della Santa Sede nel mondo, il Prof. Ignazio Ingrao affronta un ciclo di lezioni dedicate allo IOR l’istituto per le opere di religione, ovvero la Banca vaticana e le finanze vaticane. Ingrao intende esplorare il sistema finanziaro della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per capire qual è l’uso del denaro da parte della Chiesa, ma anche quali sono le nuove riforme a partire dal pontificato di Papa Francesco.
Autore: Anna Foa - Scrittrice
Anna Foà, storica, spiega il complesso rapporto tra memoria e ricostruzione storica relativamente agli eventi che hanno originato e caratterizzato la Shoah. La memoria inizialmente quasi si contrapponeva alla storia perché piena di persone, di emozioni; oggi sono strutture connesse, perché la memoria da sola, senza la storia che indichi i contenuti, ciò che deve essere ricordato, trasmetterebbe una immagine retorica della Shoah, trasformata in occasione celebrativa. La memoria deve essere riempita di fatti che bisogna conoscere bene, perché raccontare male apre le porte al negazionismo; si approfitta delle lacune per negare in blocco la Shoah che è, nonostante gli sforzi contrari dei nazisti, uno degli eventi meglio documentati della storia del Novecento. Negare la realtà storica vuol dire negare la possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di fonte. Il memoriale si connette alla storiografia, che attinge alle fonti, approfondisce e poi confronta, perché la storia è sempre anche comparata; così si è giunti al confronto fra i diversi genocidi del’900. C’è la necessità di una memoria che viva dentro l’uomo, che superi le generazioni, e per essere tale deve, come detto da L. Segre, “riportare a casa i nostri morti”: gli storici allora dovranno raccontare le storie delle persone, delle loro situazioni e dei loro valori. La memoria apre allora al futuro , anche per sostenere fortemente alcuni valori, come quelli democratici, ed opporsi ad altri. Deve costruire una coscienza collettiva, di cui fa parte un riconoscimento delle colpe, essenziale perché la memoria abbia una funzione civile
Autore: Vittorio Sgarbi - Storico dell'arte
Vittorio Sgarbi, storico dell’arte e saggista, presenta la memoria come strumento essenziale del suo lavoro di studioso, ricercatore e osservatore di opere d’arte. La memoria è un elemento genetico; riflettere sulla memoria è riflettere su uno strumento che stiamo contestualmente utilizzando. Tra i diversi tipi di memorie, essenziale per lo storico dell’arte è quella visiva, perché l’accostamento delle immagini consente il riconoscimento di una identità. Il patrimonio archivistico è quello che consente il procedimento del riconoscimento, ma c’è una memoria diversa, quella delle cose che abbiamo immagazzinate dentro di noi, che permette un percorso attribuizionistico. C’è una memoria generalista, che permette di ricordare ciò che si è affrontato in modo non specifico, ma allo storico dell’arte occorre invece una memoria specifica, come quella dei piccoli dettagli descritti dalle “cifre morelliane” di Giovanni Morelli Vittorio Sgarbi riflette anche come in ognuno di noi, anche se dichiaratamente anti-razzista, si celi un razzismo parziale, che si traduce in diffidenza verso popoli i cui atteggiamenti non sono da attribuirsi alla natura, ma alla cultura.
Autore: Fratel Ettore
Fratel Ettore racconta la sua figura umana e religiosa.
Pagine: 134
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