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Prof. Guido Davico Bonino
Il prof. Bonino dedica questa lezione all’ analisi de “La luna e i falò” l’ultimo romanzo di Cesare Pavese scritto tra il 18 settembre e il 9 novembre del 1949. Un libro “finale” che conclude la vita dello scrittore e tende a riepilogarla.
Pavese nel suo diario indica questo libro come il libro dell’approdo alla realtà simbolica, una formula contratta per dire che finalmente con questo romanzo era riuscito a raccontare la realtà ed a trarne significati simbolici-mitici. Per lui mito e simbolo erano assolutamente sinonimi. Cominciò come poeta con una raccolta dal titolo “Lavorare stanca” che proponeva un verso inedito “il verso narrativo”; poemetti e poesie lunghe e brevi in forma di racconto con una struttura prosastica e con un andamento realistico e quotidiano. Già in queste poesie era presente “La luna e i falò” attraverso un tema centrale: il ritorno e la memoria dei luoghi dell’infanzia. La narrativa di Pavese è una narrativa di esclusione; si vive intensamente la propria esperienza terrena per giungere a scoprire che siamo degli esclusi; quello che credevamo di possedere è stato illusorio.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello, scritto all’età di 36 anni. Per un supposto suicidio Mattia Pascal diventa un altro, ma nella sua seconda identità non può vivere, tornato Mattia si scopre un estraneo per tutti. Il romanzo ha una struttura tripartita e circolare, dal punto di vista tematico è un viaggio a ritroso nella memoria di un personaggio, e il doloroso tentativo di quest’ultimo di stabilire un rapporto con la verità. Mattia è protagonista e coscienza, c'è la ribellione dell’individuo. L’attaccamento di Pirandello a questo lavoro nacque non solo per la sua fortuna ma per la sensazione dello scrittore di aver toccato un punto importante della sua visione dell’esistenza. Il Professor Davico Bonino prosegue la lezione riportando particolari e caratteristiche della letteratura di Pirandello e in generale del periodo storico segnato dalla nascita della psicoanalisi.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Gli Indifferenti" di Alberto Moravia. Introduce lo scrittore parlando della sua vita. Un'adolescenza caratterizzata dalla malattia, lo portò a leggere molti romanzi. Scrisse così "Gli Indifferenti" che fu respinto da diverse case editrici, e in seguito alla sua uscita divenne un capolavoro assoluto, tradotto in 42 lingue. I protagonisti sono 5 personaggi, che attraverso le loro conversazioni e il filtro della psicologia si svelano al lettore. Il Professor Davico Bonino legge alcune pagine del romanzo e le argomenta. Gli Indifferenti fu un libro fortemente odiato dal regime fascista. Oltre al titolo, estraneo, alla politica culturale del fascismo, anche il rapporto dell'uomo e della donna visto come aggressività. Il Professore conclude la lezione parlando della prosa e dello stile dello scrittore.
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Prof. Guido Davico Bonino
Guido Davico Bonino parla del romanzo "Le sorelle Materassi" di Aldo Palazzeschi. Il Professore parte dal racconto della vita dell'autore, nato a Firenze da famiglia borghese, Palazzeschi rispettando i desideri del padre, si diploma in ragioneria. Ma la sua vera passione è il teatro e si iscrive alla scuola di recitazione Fiorentina. Rinuncia però presto al teatro, e si avvicina alla letteratura. Il Professor Davico Bonino, parla degli esordi letterari di Palazzeschi. A venti anni pubblica la sua prima raccolta di poesie, mentre Marinetti lo coinvolge nelle serate Futuriste, Palazzeschi pubblica "L'incendiario". "Le sorelle Materassi" edito nel 1931, la storia delle sorelle Materassi e del nipote Remo. Il Professore spiega e analizza il significato del romanzo. Parla della bruttezza interiore delle protagoniste e di Remo che rappresenta un arcangelo demoniaco. Conclude parlando del registro stilistico dello scrittore.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo scritto da Franz Kafka dal titolo “Il Processo”. Scritto tra il 1914 e 1915 è pubblicato postumo nel 1925 dall’amico MaxBrod. Il Professor Davico Bonino parla dell’intreccio di questo importante romanzo che rivela l’assurdità del potere. Il Protagonista Josef K. è portavoce delle angosce esistenziali di un tormentato Franz Kafka, che in se sente la colpa di essere diverso come figlio, come artista, come individuo e come ebreo. Il Romanzo si compone delle sensazioni di numerose diversità che Kafka sentiva nella sua vita nei confronti di chi li circondava. Il Professore prosegue la lezione analizzando altri aspetti della vita e dell’opera di Kafka.
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Prof. Guido Davico Bonino
“Io penso che nessuna voce di romanziere in questi ultimi anni abbia trovato la propria fisionomia con tanta precisione, con tanta purezza con tanto potere di rivelazione”. Così, Pier Paolo Pasolini salutava l’apparizione de il “Memoriale” sullo scenario letterario italiano. Il “Memoriale” è un romanzo di Paolo Volponi, pubblicato nel 1962. L’ispirazione per il protagonista del romanzo Albino Saluggia gli viene durante il suo lavoro alla fabbrica Olivetti. Volponi legge una lettera di un operaio malato di tubercolosi che si rivolge ad Adriano Olivetti chiedendogli di occuparsi della situazione; l’operaio sosteneva di non essere malato e accusava i medici di volerlo allontanare dalla fabbrica. Esattamente ciò che accade al protagonista del romanzo, contadino reduce della seconda guerra mondiale assunto in una grande fabbrica del Nord. Il memoriale non è un romanzo evasivo o disinteressato. E’ un romanzo che affonda le sue radici e la sua tematica nel vivo dell’esperienza personale del suo autore. Una scrittura nata dalla pena del lavoro quotidiano in una grande industria. E’ un diario scritto a ritroso. Le tensioni che questo libro sprigiona non sono puramente esistenziali ma hanno qualcosa di “profondamente politico etico e civile”. Alberto Asor Rosa, storico della letteratura defini il memoriale un “romanzo magma” che secondo lo storico consiste “nella completa distruzione della struttura e del tessuto romanzesco tradizionali e nell’esibizione di una massiccia realtà umana e storica che non si può più organizzare secondo determinate gerarchie ma va presa e presentata come dire di un colpo solo nella sua complessissima e districabile interezza”
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Cronache di poveri amanti" di Vasco Patrolini e della sua vita. Pratolini nasce a Firenze da una famiglia d'umile condizione, da giovane si trasferisce a Via del Corno numero 2, la via che sarà protagonista nel suo romanzo. Per tutta la sua giovinezza trova diversi lavori per mantenersi come quello del garzone, nel frattempo è una grande lettore. Conosce Elio Vittorini che lo introduce a un giornale del primo fascismo, successivamente da giornalista, fonderà una rivista letteraria in cui si scaglia contro il regime. Scrive "Cronache di poveri amanti" un romanzo di 500 pagine, i personaggi che agiscono nel romanzo sono circa 80. Il Professor Bonino attraverso la lettura di alcune pagine, racconta la storia e il significato del romanzo. Un romanzo dalla struttura in "piani incrociati" racconta di un gruppo sociale di sotto proletari i cui destini si intrecciano. Nel libro ha un significato importante il concetto di amore, come via d'uscita ai problemi della dura esistenza dei protagonisti, e la lotta civile e politica che nella seconda parte del romanzo è molto forte. Il libro ebbe una forte attenzione da parte della critica e molti riconoscimenti, il regista Carlo Lizzani fece del romanzo un film.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Il deserto dei tartari" e della biografia dello scrittore Dino Buzzati. Buzzati nasce a Belluno, borghese, frequenta il liceo classico Parini di Milano e in giovanissima età affronta letture di scrittori come Poe e Hoffmann. Nasce in lui una forte passione per la montagna, che ritroveremo nei suoi romanzi. Buzzati entra a lavorare come cronista nel Corriere della sera e nel 1940 esce il libro oggetto della lezione, "Il deserto dei tartari". Il libro, spiega il Professor Bonino, sarà tradotto in molte lingue europee e raggiungerà un successo enorme soprattutto in Francia. Il protagonista è Giovanni Drogo, un ufficiale che viene spedito nella sperduta fortezza Bastiani, a nord della quale c'è un deserto fatto di rocce, dove da un momento all'altro dovrebbero apparire i nemici tartari che in realtà non appariranno, se non alla fine del libro quando il protagonista muore. Il Professor Bonino speiga il significato del libro: l'atmosfera di sospenzione e di attesa bloccata vuol dire che non sappiamo nulla del nostro destino, tutto ciò che facciamo per Buzzati, è un miraggio o un illusione; la vita è un'attesa di una svolta che non arriverà mai. Il Professor Bonino conclude la lezione parlando del "Deserto dei tartari" come di un libro tutt'altro che facile, come suggerito da alcuni critici letterari, ma che al suo interno contiene una pietra dura di una morale spietata.
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Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata all’approfondimento di uno dei capolavori della letteratura italiana del secondo novecento “ Se questo è un uomo” di Primo Levi. Fino al 1938 la carriera professionale di Primo Levi si svolge sotto l’insegna dell’industria chimica ma la promulgazione delle leggi razziali di quello stesso anno diventano per lui provvidenziali perché come dice lo stesso Levi “dimostrarono la stupidità del fascismo” del quale purtroppo divenne presto una vittima. "Se questo è un uomo" è un'opera memorialistica scritta tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947 e rappresenta la meditata e coinvolgente testimonianza di quanto vissuto dall'autore nel campo di concentramento di Auschwitz dove rimase fino alla liberazione da parte dell'Armata Rossa nel gennaio del ’45. Il testo venne scritto non per muovere accuse ai colpevoli, ma come testimonianza di un avvenimento storico e tragico. È la riscrittura dell’esperienza degli internati nei campi di concentramento europei ad opera del nazismo e la ricreazione di un esperienza estrema quale la prigionia, la segregazione, con il quotidiano incubo della morte e la riflessione sul comportamento “dell’uomo nemico all’ uomo”. Questo libro al di là della solidità della testimonianza è indubbiamente il più intenso poema in prosa degli ultimi 50 anni che rende omaggio alle illimitate capacità dell’uomo ad essere solidale e caritatevole verso gli altri. Un testo ricco e profondo in ogni sua pagina, dove la condivisione del dolore, della sofferenza, della fame ma anche il composto rispetto tra i prigionieri convogliano alla conservazione della dignità umana. Bonino fa infine riferimento alle successive opere di Primo Levi “La tregua” e “I sommersi e i salvati” dove l’autore continuò ad occuparsi del tema della segregazione, della differenza punita della diversità oltraggiata
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla dell’opera “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. Tremilasettecento pagine diviso in sette volumi, scritto in 14 anni dallo scrittore francese. Il volume preso in considerazione in questa lezione è “La strada di Swann” o secondo le traduzioni in italiano “Dalla parte di Swann”. Romanzo diviso in tre parti Combray – Un amore di Swann – Nomi di paesi: il nome, di cui il Professor Davico Bonino ne analizza i contenuti. Romanzo dell’immaginazione delle sensazioni e della memoria. Quest’ultima è la grande protagonista di questa ricerca del passato, un romanzo in cui più che i fatti contano le sensazioni i meccanismi psicologici dell’individuo, i sentimenti.
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Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata al romanzo “Il partigiano Johnny” del 1968 dello scrittore Beppe Fenoglio. Il romanzo, considerato uno dei più importanti della Resistenza e del Novecento italiano, esce incompiuto e postumo a 5 anni dalla morte dell’autore avvenuta prematuramente, a causa di una grave malattia, all’età di 41 anni.
Dopo la breve introduzione relativa alla biografia dell’autore e alla sua esperienza di partigiano Bonino offre una veloce panoramica delle opere dello scrittore: “I ventitre giorni della città di Alba”, “La malora”,” Primavera di bellezza” ed infine “Il partigiano Johnny”, definita dal critico letterario Lorenzo Mondo “una moderna Iliade”
Il romanzo racconta l’epica guerra sulle tristi colline intorno ad Alba dove la morte per i partigiani è sempre in agguato e riprende la storia di Johnny già protagonista in “Primavera di bellezza” a partire dal ritorno a casa dopo l'armistizio.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo “Il Maestro e Margherita” dello scrittore russo Michail Bulgakov. La premessa è quella di un periodo storico molto delicato. Il governo sovietico e quindi Stalin, avevano un controllo rigido su tutti gli artisti compresi scrittori e letterati che si sentirono obbligati ad aderire al realismo socialista, molti di questi in contrasto con il regime si suicidarono o finirono in arresto. Michail Bulgakov scrive il suo romanzo in dodici anni. Le sue opere furono pubblicate postume a causa della sua morte prematura. Il Professor Davico Bonino introduce e analizza la trama e i contenuti del Maestro e Margherita, un romanzo dalla dimensione fantastica il cui intreccio è quello di un romanzo dentro il romanzo, dallo stile ricchissimo. Vengono analizzati i vari personaggi tra cui il Satana non metafisico ma storico.