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Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione viene dedicata all’opera di Italo Calvino “Il visconte dimezzato”, pubblicato nel 1952 come nono titolo di una leggendaria collezione letteraria “I Gettoni” diretta da Elio Vittorini per l’editore Einaudi. Il libro fa parte della trilogia “I nostri antenati” composta da altri due romanzi fiaba “Il barone rampante” del 1957 e “Il cavaliere inesistente” del 1959. Bonino ci fa scoprire quest’ opera, evidenziandone la struttura e gli elementi letterari che la caratterizzano, leggendo parti del racconto sottolineandone alcuni aspetti centrali.
Il romanzo brilla per la sua essenzialità. Tocca alcune realtà del tempo, ma con molta ironia, elemento costante della narrativa calviniana. Il protagonista è “dimezzato”, diviso a metà, incompleto. Da una parte l’ aspetto del male da una parte l’ aspetto del bene e su questa “metafora” si sviluppa la storia. Due forme di vita che riflettono lo stato d’animo degli uomini. Due metà che cercano ognuno l’altra, ma solo l’unione dei due mezzi uomini, porta alla rinascita dell’uomo intero e completo anche nell’animo.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il prof. Bonino dedica questa lezione all’ analisi de “La luna e i falò” l’ultimo romanzo di Cesare Pavese scritto tra il 18 settembre e il 9 novembre del 1949. Un libro “finale” che conclude la vita dello scrittore e tende a riepilogarla.
Pavese nel suo diario indica questo libro come il libro dell’approdo alla realtà simbolica, una formula contratta per dire che finalmente con questo romanzo era riuscito a raccontare la realtà ed a trarne significati simbolici-mitici. Per lui mito e simbolo erano assolutamente sinonimi. Cominciò come poeta con una raccolta dal titolo “Lavorare stanca” che proponeva un verso inedito “il verso narrativo”; poemetti e poesie lunghe e brevi in forma di racconto con una struttura prosastica e con un andamento realistico e quotidiano. Già in queste poesie era presente “La luna e i falò” attraverso un tema centrale: il ritorno e la memoria dei luoghi dell’infanzia. La narrativa di Pavese è una narrativa di esclusione; si vive intensamente la propria esperienza terrena per giungere a scoprire che siamo degli esclusi; quello che credevamo di possedere è stato illusorio.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Una donna" di Sibilla Aleramo e della sua vita. Sibilla trascorre l'infanzia a Milano e per motivi di lavoro del padre, che dirige una fabbrica, si trasferisce a Civita Nove Marche. Sibilla non prosegue gli studi, ma è un auto didatta, sposa un impiegato dell'azienda del padre. Scrive il romanzo "Una donna" che uscirà nel 1906. Romanzo autobiografico che racconta la storia della sua vita, di una donna infelice del suo matrimonio, di quella che essa stessa definisce, una tragedia silenziosa, la protagonista del romanzo in questa infelicità compie una trasformazione interiore, a cambiare il suo destino è la maternità. Il Professor Davico Bonino parla del romanzo come della prima apologia dello spirito femminile e affronta la lettura e l'analisi di alcune pagine del romanzo. La Aleramo riuscirà ad allontanarsi dal marito e ad avere relazioni con altri uomini, tra cui Giovanni Cena e il poeta Dino Campana. Il Professor Davico Bonino legge e argomenta le critiche al romanzo dei più illustri letterati del tempo, tra cui Luigi Pirandello, e in conclusione quella di Emilio Cecchi, che scrisse per la Aleramo nel 1950 un'introduzione al suo romanzo. Il Professor Davico Bonino, parla dello stile della scrittrice, e racconta altri aneddoti sulla sua vita e le sue opere.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo " La cognizione del dolore" e della vita del suo autore, Carlo Emilio Gadda. Gadda nasce e cresce a Milano. Per compiacere la madre si iscrive alla facoltà di ingegneria, e rinuncia alla volontà di laurearsi in filosofia. Dopo aver partecipato alla guerra si laurea e dopo un periodo trascorso in Argentina, torna e lavora in Italia come ingegnere. Dopo alcuni esordi letterari, tra il 1938 e il 1941 Gadda scrive "La cognizione del dolore". Il Professor Davico Bonino racconta dettagliatamente la trama del romanzo, e legge alcune pagine. La storia è ambientata in un paese immaginario dell'America latina che altri non è se non la Lombarda Brianza di Gadda. I protagonisti sono Gonzalo e il suo odio per il mondo circostante, che vive in solitudine con sua madre. Il Professor Davico Bonino parla di Gonzalo come un travestimento esotico dello stesso Gadda, e del rapporto con la madre. Uno stile tragicomico, stratificato con parole dialettali milanesi mescolato a una conoscenza straordinaria di Gadda dell'italiano sotrico. Il Professore conclude la lezione invitando a leggere il romanzo e a trarre da quest'ultimo un godimento intellettuale altissimo.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla dell’opera “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. Tremilasettecento pagine diviso in sette volumi, scritto in 14 anni dallo scrittore francese. Il volume preso in considerazione in questa lezione è “La strada di Swann” o secondo le traduzioni in italiano “Dalla parte di Swann”. Romanzo diviso in tre parti Combray – Un amore di Swann – Nomi di paesi: il nome, di cui il Professor Davico Bonino ne analizza i contenuti. Romanzo dell’immaginazione delle sensazioni e della memoria. Quest’ultima è la grande protagonista di questa ricerca del passato, un romanzo in cui più che i fatti contano le sensazioni i meccanismi psicologici dell’individuo, i sentimenti.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo della scrittrice Virginia Wolf dal titolo “La Signora Dalloway” . Finito di scrivere nel 1925, il romanzo ha una struttura simile al romanzo di Joyce "L’Ulisse”, nonostante più volte la Wolf avesse manifestato difficoltà nel leggerlo. Il Professor Bonino descrive e analizza la trama e i contenuti del romanzo. La Signora Dolloway è un personaggio su cui pesa tutta la struttura narrativa della storia, con improvvise dilatazioni temporali dovute a improvvisi flussi di memoria. Il Professor Davico Bonino prosegue parlando del romanzo e rivelando alcuni particolari della vita di Wirginia Wolf e della sua tragica morte.
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Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata al romanzo giallo dello scrittore Leonardo Sciascia “ A ciascuno il suo” pubblicato nel 1966 dalla casa editrice Einaudi.
Dopo una breve sintesi del racconto cui è dedicata la lezione, il Prof Bonino ci offre un immagine dello scrittore. Nel panorama letterario Sciascia era una figura di intellettuale a tutto tondo; narratore, critico letterario, storico e difensore di tradizioni locali, animatore culturale e consulente editoriale. Dal 1972 al 77 fu consigliere Comunale di Palermo e dal 1979 al 1983 deputato alla camera. Una figura che si spende con intelligenza e con puntiglio in tutte le direzioni; un letterato colto dotato di una pungente ironia legatissimo ad alcune figure maestre della propria regione, la Sicilia, come Verga, Pirandello e Vitaliano Brancati. Era anche un letterato di respiro europeo. Si sentiva un discepolo degli illuministi francesi vedendo nella ragione la sua unica “dea” tutta laica. Ciò che preme a Sciascia nei suoi gialli è far vedere come sia intessuta ed intricata la trama delle convivenze, delle corresponsabilità che legano insospettabili a sospettati. Accusato di essere uno scrittore trasandato in realtà Sciascia fu uno stilista impeccabile, uno razionalista di gusto e stampo illuminista che sapeva vivere il proprio tempo preoccupandosi soprattutto dell’ efficacia e della suggestione della propria pagina letteraria
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello, scritto all’età di 36 anni. Per un supposto suicidio Mattia Pascal diventa un altro, ma nella sua seconda identità non può vivere, tornato Mattia si scopre un estraneo per tutti. Il romanzo ha una struttura tripartita e circolare, dal punto di vista tematico è un viaggio a ritroso nella memoria di un personaggio, e il doloroso tentativo di quest’ultimo di stabilire un rapporto con la verità. Mattia è protagonista e coscienza, c'è la ribellione dell’individuo. L’attaccamento di Pirandello a questo lavoro nacque non solo per la sua fortuna ma per la sensazione dello scrittore di aver toccato un punto importante della sua visione dell’esistenza. Il Professor Davico Bonino prosegue la lezione riportando particolari e caratteristiche della letteratura di Pirandello e in generale del periodo storico segnato dalla nascita della psicoanalisi.
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Prof. Guido Davico Bonino
Guido Davico Bonino parla del romanzo "Le sorelle Materassi" di Aldo Palazzeschi. Il Professore parte dal racconto della vita dell'autore, nato a Firenze da famiglia borghese, Palazzeschi rispettando i desideri del padre, si diploma in ragioneria. Ma la sua vera passione è il teatro e si iscrive alla scuola di recitazione Fiorentina. Rinuncia però presto al teatro, e si avvicina alla letteratura. Il Professor Davico Bonino, parla degli esordi letterari di Palazzeschi. A venti anni pubblica la sua prima raccolta di poesie, mentre Marinetti lo coinvolge nelle serate Futuriste, Palazzeschi pubblica "L'incendiario". "Le sorelle Materassi" edito nel 1931, la storia delle sorelle Materassi e del nipote Remo. Il Professore spiega e analizza il significato del romanzo. Parla della bruttezza interiore delle protagoniste e di Remo che rappresenta un arcangelo demoniaco. Conclude parlando del registro stilistico dello scrittore.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo scritto da Franz Kafka dal titolo “Il Processo”. Scritto tra il 1914 e 1915 è pubblicato postumo nel 1925 dall’amico MaxBrod. Il Professor Davico Bonino parla dell’intreccio di questo importante romanzo che rivela l’assurdità del potere. Il Protagonista Josef K. è portavoce delle angosce esistenziali di un tormentato Franz Kafka, che in se sente la colpa di essere diverso come figlio, come artista, come individuo e come ebreo. Il Romanzo si compone delle sensazioni di numerose diversità che Kafka sentiva nella sua vita nei confronti di chi li circondava. Il Professore prosegue la lezione analizzando altri aspetti della vita e dell’opera di Kafka.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Introduce e analizza lo scrittore e l’opera. Scritto nel 1919 è il racconto di se attraverso Zeno Cosini. Il libro è diviso in prefazione preambolo, e sei capitoli di cui il Professor Davico Bonino analizza i contenuti. Zeno sente spento in se qualsiasi stimolo all’azione, l’impossibilità di avere qualsiasi rapporto con la realtà o meglio di modificarla, fa di lui un inetto. Il Professore parla di un romanzo in cui il caso e l’errore hanno una grande importanza, un romanzo sul doppio, dalla prospettiva ironica sul mondo trasposto più volte per il teatro e il cinema.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Il deserto dei tartari" e della biografia dello scrittore Dino Buzzati. Buzzati nasce a Belluno, borghese, frequenta il liceo classico Parini di Milano e in giovanissima età affronta letture di scrittori come Poe e Hoffmann. Nasce in lui una forte passione per la montagna, che ritroveremo nei suoi romanzi. Buzzati entra a lavorare come cronista nel Corriere della sera e nel 1940 esce il libro oggetto della lezione, "Il deserto dei tartari". Il libro, spiega il Professor Bonino, sarà tradotto in molte lingue europee e raggiungerà un successo enorme soprattutto in Francia. Il protagonista è Giovanni Drogo, un ufficiale che viene spedito nella sperduta fortezza Bastiani, a nord della quale c'è un deserto fatto di rocce, dove da un momento all'altro dovrebbero apparire i nemici tartari che in realtà non appariranno, se non alla fine del libro quando il protagonista muore. Il Professor Bonino speiga il significato del libro: l'atmosfera di sospenzione e di attesa bloccata vuol dire che non sappiamo nulla del nostro destino, tutto ciò che facciamo per Buzzati, è un miraggio o un illusione; la vita è un'attesa di una svolta che non arriverà mai. Il Professor Bonino conclude la lezione parlando del "Deserto dei tartari" come di un libro tutt'altro che facile, come suggerito da alcuni critici letterari, ma che al suo interno contiene una pietra dura di una morale spietata.