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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Don giovanni in Sicilia" di Vitalino Brancati e della sua biografia. Brancati nasce a Pachino in Sicilia, da una famiglia medio borghese, viaggerà molto in seguito al lavoro del padre e si stabilirà nel 1920 a Catania. Brancati si iscrive al partito fascista. I suoi esordi avvengono in teatro, successivamente si laurea in Lettere e collabora con alcune riviste. Il Professor Davico Bonino analizza la trama del libro "Don Giovanni in Sicilia" e legge alcune pagine. Il Protagonista è Giovanni Percolla, scapolo Catanese di quarant'anni. Dopo una vita vissuta coccolato dalle sorelle zitelle si innamora e sposa la giovane Ninetta e si trasferirà a Milano. Dopo le nozze i due tornano in Sicilia per un viaggio e Giovanni si renderà conto che la sua natura di Don Giovanni non è ancora sparita. Il Professor Davico Bonino analizza il romanzo. Un'ironia leggera ed elegante sul tema del maschismo che fa della sessualità un territorio privilegiato. Una sessualità che però è più ambita che soddisfatta. La natura del don Giovanni che sembra essere insopprimibile. Si parla delle diverse visioni dell'amore che hanno i due protagonisti. Il Professor Davico Bonino spiega e analizza il romanzo leggendo alcune pagine.
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Prof. Guido Davico Bonino
“Io penso che nessuna voce di romanziere in questi ultimi anni abbia trovato la propria fisionomia con tanta precisione, con tanta purezza con tanto potere di rivelazione”. Così, Pier Paolo Pasolini salutava l’apparizione de il “Memoriale” sullo scenario letterario italiano. Il “Memoriale” è un romanzo di Paolo Volponi, pubblicato nel 1962. L’ispirazione per il protagonista del romanzo Albino Saluggia gli viene durante il suo lavoro alla fabbrica Olivetti. Volponi legge una lettera di un operaio malato di tubercolosi che si rivolge ad Adriano Olivetti chiedendogli di occuparsi della situazione; l’operaio sosteneva di non essere malato e accusava i medici di volerlo allontanare dalla fabbrica. Esattamente ciò che accade al protagonista del romanzo, contadino reduce della seconda guerra mondiale assunto in una grande fabbrica del Nord. Il memoriale non è un romanzo evasivo o disinteressato. E’ un romanzo che affonda le sue radici e la sua tematica nel vivo dell’esperienza personale del suo autore. Una scrittura nata dalla pena del lavoro quotidiano in una grande industria. E’ un diario scritto a ritroso. Le tensioni che questo libro sprigiona non sono puramente esistenziali ma hanno qualcosa di “profondamente politico etico e civile”. Alberto Asor Rosa, storico della letteratura defini il memoriale un “romanzo magma” che secondo lo storico consiste “nella completa distruzione della struttura e del tessuto romanzesco tradizionali e nell’esibizione di una massiccia realtà umana e storica che non si può più organizzare secondo determinate gerarchie ma va presa e presentata come dire di un colpo solo nella sua complessissima e districabile interezza”
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Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata al romanzo giallo dello scrittore Leonardo Sciascia “ A ciascuno il suo” pubblicato nel 1966 dalla casa editrice Einaudi.
Dopo una breve sintesi del racconto cui è dedicata la lezione, il Prof Bonino ci offre un immagine dello scrittore. Nel panorama letterario Sciascia era una figura di intellettuale a tutto tondo; narratore, critico letterario, storico e difensore di tradizioni locali, animatore culturale e consulente editoriale. Dal 1972 al 77 fu consigliere Comunale di Palermo e dal 1979 al 1983 deputato alla camera. Una figura che si spende con intelligenza e con puntiglio in tutte le direzioni; un letterato colto dotato di una pungente ironia legatissimo ad alcune figure maestre della propria regione, la Sicilia, come Verga, Pirandello e Vitaliano Brancati. Era anche un letterato di respiro europeo. Si sentiva un discepolo degli illuministi francesi vedendo nella ragione la sua unica “dea” tutta laica. Ciò che preme a Sciascia nei suoi gialli è far vedere come sia intessuta ed intricata la trama delle convivenze, delle corresponsabilità che legano insospettabili a sospettati. Accusato di essere uno scrittore trasandato in realtà Sciascia fu uno stilista impeccabile, uno razionalista di gusto e stampo illuminista che sapeva vivere il proprio tempo preoccupandosi soprattutto dell’ efficacia e della suggestione della propria pagina letteraria
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Cronache di poveri amanti" di Vasco Patrolini e della sua vita. Pratolini nasce a Firenze da una famiglia d'umile condizione, da giovane si trasferisce a Via del Corno numero 2, la via che sarà protagonista nel suo romanzo. Per tutta la sua giovinezza trova diversi lavori per mantenersi come quello del garzone, nel frattempo è una grande lettore. Conosce Elio Vittorini che lo introduce a un giornale del primo fascismo, successivamente da giornalista, fonderà una rivista letteraria in cui si scaglia contro il regime. Scrive "Cronache di poveri amanti" un romanzo di 500 pagine, i personaggi che agiscono nel romanzo sono circa 80. Il Professor Bonino attraverso la lettura di alcune pagine, racconta la storia e il significato del romanzo. Un romanzo dalla struttura in "piani incrociati" racconta di un gruppo sociale di sotto proletari i cui destini si intrecciano. Nel libro ha un significato importante il concetto di amore, come via d'uscita ai problemi della dura esistenza dei protagonisti, e la lotta civile e politica che nella seconda parte del romanzo è molto forte. Il libro ebbe una forte attenzione da parte della critica e molti riconoscimenti, il regista Carlo Lizzani fece del romanzo un film.
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Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Il podere" e della vita del suo autore Federigo Tozzi. Federigo Tozzi nasce a Siena, il padre è proprietario di una trattoria e di un podere, sprezzante verso i desideri del figlio morirà nel 1908. Federigo autodidatta, abbandona gli studi a 19 anni, e dopo essersi sposato e dopo la morte del padre ne eredita il podere. Il Professor Davico Bonino chiarisce che per alcuni scrittori, è importante conoscere la biografia essendo connaturata all'opera. Con lo scrittore Federigo Tozzi, infatti, siamo in presenza di un romanzo altamente biografico. Il protagonista della storia è Remigio, un uomo che eredita un podere che non riesce a gestire e che lo porterà alla morte per mano di un servo. Il Professor Davico Bonino analizza l'opera di Federigo Tozzi. L'intreccio nella narritiva di Tozzi è estremamente importante, al romanzo sono state date diverse chiavi di lettura tra cui quella psicoanalitica. Insieme a Italo Svevo quella di Federigo Tozzi è una letteratura dell'inetto, dove l'eroe diventa anti eroe.
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Guido Davico Bonino parla del romanzo "Le sorelle Materassi" di Aldo Palazzeschi. Il Professore parte dal racconto della vita dell'autore, nato a Firenze da famiglia borghese, Palazzeschi rispettando i desideri del padre, si diploma in ragioneria. Ma la sua vera passione è il teatro e si iscrive alla scuola di recitazione Fiorentina. Rinuncia però presto al teatro, e si avvicina alla letteratura. Il Professor Davico Bonino, parla degli esordi letterari di Palazzeschi. A venti anni pubblica la sua prima raccolta di poesie, mentre Marinetti lo coinvolge nelle serate Futuriste, Palazzeschi pubblica "L'incendiario". "Le sorelle Materassi" edito nel 1931, la storia delle sorelle Materassi e del nipote Remo. Il Professore spiega e analizza il significato del romanzo. Parla della bruttezza interiore delle protagoniste e di Remo che rappresenta un arcangelo demoniaco. Conclude parlando del registro stilistico dello scrittore.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Introduce e analizza lo scrittore e l’opera. Scritto nel 1919 è il racconto di se attraverso Zeno Cosini. Il libro è diviso in prefazione preambolo, e sei capitoli di cui il Professor Davico Bonino analizza i contenuti. Zeno sente spento in se qualsiasi stimolo all’azione, l’impossibilità di avere qualsiasi rapporto con la realtà o meglio di modificarla, fa di lui un inetto. Il Professore parla di un romanzo in cui il caso e l’errore hanno una grande importanza, un romanzo sul doppio, dalla prospettiva ironica sul mondo trasposto più volte per il teatro e il cinema.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Una donna" di Sibilla Aleramo e della sua vita. Sibilla trascorre l'infanzia a Milano e per motivi di lavoro del padre, che dirige una fabbrica, si trasferisce a Civita Nove Marche. Sibilla non prosegue gli studi, ma è un auto didatta, sposa un impiegato dell'azienda del padre. Scrive il romanzo "Una donna" che uscirà nel 1906. Romanzo autobiografico che racconta la storia della sua vita, di una donna infelice del suo matrimonio, di quella che essa stessa definisce, una tragedia silenziosa, la protagonista del romanzo in questa infelicità compie una trasformazione interiore, a cambiare il suo destino è la maternità. Il Professor Davico Bonino parla del romanzo come della prima apologia dello spirito femminile e affronta la lettura e l'analisi di alcune pagine del romanzo. La Aleramo riuscirà ad allontanarsi dal marito e ad avere relazioni con altri uomini, tra cui Giovanni Cena e il poeta Dino Campana. Il Professor Davico Bonino legge e argomenta le critiche al romanzo dei più illustri letterati del tempo, tra cui Luigi Pirandello, e in conclusione quella di Emilio Cecchi, che scrisse per la Aleramo nel 1950 un'introduzione al suo romanzo. Il Professor Davico Bonino, parla dello stile della scrittrice, e racconta altri aneddoti sulla sua vita e le sue opere.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Conversazione in Sicilia" e della vita del suo autore Elio Vittorini. Vittorini è originario di Siracusa, suo padre è un ferroviere colto e lo avvicina alla lettura. Si trasferirà al nord e inizierà diverse collaborazioni con riviste molto importanti. Nel 1924 sposerà Rosa Quasimodo sorella del poeta e successivamente si trasferirà a Firenze. Tra il 1938 e il 1939 scrive "Conversazione in Sicilia" la storia di Silvestro, un uomo che vive a Milano, e del suo viaggio di ritorno nella sua terra natìa. Il Professor Davico Bonino, racconta la trama e legge alcune pagine del romanzo. Il Professore parla di un romanzo riepilogo di un'esistenza che si richiama ai modelli nordici della saga. Anche nella struttura ha la caretteristica di presentarsi attraverso una serie di espisodi autonomi. Il Professor Davico Bonino parla dello stile del romanzo come di un qualcosa di molto delicato, e ci informa che Vittorini prendeva in prestito formule di scrittori americani molto in voga a quel tempo. Il romanzo è la storia del viaggio di un giovane che fa incontri rivelatori, e capisce a trent'anni quello che non era stato in grado di capire prima. Il tutto raccontato in termini non reali ma fiabeschi. Il Professor Davico Bonino conclude la lezione leggendo due critiche al romanzo, e mostrando alcuni disegni che il pittore Renato Guttuso aveva realizzato del libro.
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Prof. Guido Davico Bonino
Il prof. Bonino dedica questa lezione all’ analisi de “La luna e i falò” l’ultimo romanzo di Cesare Pavese scritto tra il 18 settembre e il 9 novembre del 1949. Un libro “finale” che conclude la vita dello scrittore e tende a riepilogarla.
Pavese nel suo diario indica questo libro come il libro dell’approdo alla realtà simbolica, una formula contratta per dire che finalmente con questo romanzo era riuscito a raccontare la realtà ed a trarne significati simbolici-mitici. Per lui mito e simbolo erano assolutamente sinonimi. Cominciò come poeta con una raccolta dal titolo “Lavorare stanca” che proponeva un verso inedito “il verso narrativo”; poemetti e poesie lunghe e brevi in forma di racconto con una struttura prosastica e con un andamento realistico e quotidiano. Già in queste poesie era presente “La luna e i falò” attraverso un tema centrale: il ritorno e la memoria dei luoghi dell’infanzia. La narrativa di Pavese è una narrativa di esclusione; si vive intensamente la propria esperienza terrena per giungere a scoprire che siamo degli esclusi; quello che credevamo di possedere è stato illusorio.
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Prof. Guido Davico Bonino
Lezione dedicata ad un romanzo breve di straordinario fascino “Le due zittelle” di Tommaso Landolfi. Il Prof. Bonino dopo una breve ricostruzione della formazione culturale e delle esperienze di vita dell’autore fa un analisi del romanzo il cui titolo trae in inganno. Infatti nella curiosa doppia T l’autore sposta la semantica del nome verso il concetto di “zitta”, che è appunto il concetto chiave che caratterizza le due solitarie sorelle protagoniste della storia
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Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Gli Indifferenti" di Alberto Moravia. Introduce lo scrittore parlando della sua vita. Un'adolescenza caratterizzata dalla malattia, lo portò a leggere molti romanzi. Scrisse così "Gli Indifferenti" che fu respinto da diverse case editrici, e in seguito alla sua uscita divenne un capolavoro assoluto, tradotto in 42 lingue. I protagonisti sono 5 personaggi, che attraverso le loro conversazioni e il filtro della psicologia si svelano al lettore. Il Professor Davico Bonino legge alcune pagine del romanzo e le argomenta. Gli Indifferenti fu un libro fortemente odiato dal regime fascista. Oltre al titolo, estraneo, alla politica culturale del fascismo, anche il rapporto dell'uomo e della donna visto come aggressività. Il Professore conclude la lezione parlando della prosa e dello stile dello scrittore.