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Mikhail Gorbachev
Intervento di Mikhail S. Gorbachev, Nobel per la Pace 1990.
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Conclusione del IV SUMMIT DEI PREMI NOBEL PER LA PACE. Piccolo Coro di Roma dell'associazione Sandro Longo - Dirige Stefano Cucci - II parte
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Pier Luigi Celata
Intervento dell' Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo Interreligioso
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George Clooney e Don Cheadle Padre Giulio Albanese
Partecipano: George Clooney e Don Cheadle.
Modera: Padre Giulio Albanese, giornalista, africanista.
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Intervengono: Yalda Hakim, His Holiness the Dalai Lama, President Jose Ramos Horta, Tawakkol Karman, Morten Hovda, Peace Summit Medal for Social Activism Tareke Brhane.
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Martti Ahtsaari, Paula Allen-Meares, Jayantha Dhanapala
Messaggio di: Martti Ahtsaari, Former President of the Republic of Finland Nobel Peace Laureate, 2008 – Paula Allen-Meares, Chancellor, University of Illinois at Chicago – Dr. Jayantha Dhanapala, PUGWASH Conferences of Science and World Affairs.
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Betty Williams Mairead Corrigan Maguire Jonathan Granof
Tavola Rotonda con la partecipazione del pubblico presiede: Betty Williams, Mairead Corrigan Maguire, Jonathan Granoff
Partecipano: Matteo Leonardi, Elio Pacilio, Benjamin Quinto, Meena Sur, Claudio Fava.
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"La poesia
Non importa chi tu sia,
uomo, donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o studente,
o commerciante:
se ti chiedono
qual è la cosa
più importante
per l'umanità
rispondi
prima
dopo
sempre
la pace, la bontà".
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"Caro professor Einstein, Lei mi chiede se esiste un modo per liberare l'umanità dalla fatalità della guerra. È un tema che ci spaventa, ma che non possiamo più evitare. Lei comincia con il rapporto tra diritto e forza. È il punto di partenza giusto. Ma posso permettermi di sostituire la parola 'forza' con una parola più cruda e più vera: 'violenza'? Diritto e violenza sono oggi per noi termini opposti. Eppure, è facile mostrare che l'uno si è sviluppato dall'altra. In origine, in una piccola orda umana, era la forza muscolare a decidere a chi appartenesse qualcosa o quale volontà dovesse essere eseguita. La violenza spezzava l'opposizione uccidendo l'avversario....."
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"Signori, se qualcuno, quattro secoli fa [...] avesse detto alla Lorena, alla Piccardia, alla Normandia, alla Bretagna, alla Borgogna: 'Verrà un giorno in cui non vi farete più la guerra! [...] Verrà un giorno in cui voi avrete, per regolare le vostre differenze, [...] non più il ferro, non più le spade, non più i cannoni, non più i briganti, ma avrete un pensiero comune, un interesse comune, un destino comune.' Ebbene, signori! Quello che è successo per le province, succederà per le nazioni! Verrà un giorno in cui voi - Francia, voi Russia, voi Italia, voi Inghilterra, voi Germania - voi tutte, nazioni del continente, senza perdere le vostre qualità distinte e la vostra gloriosa individualità, vi fonderete strettamente in un'unità superiore....."
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"Pace Pace, una parola così dolce all'orecchio,
Ma nel nostro cuore, che battaglia.
Tra odio e amore,
Tra paura e salvataggio.
La pace non viene dall'esterno,
Nasce in noi, in ogni corpo.
È radicata nel rispetto,
Nell'ascolto e nel vero amore.
Parliamoci, amico, e ascoltiamo,
L'altro, che ci tende la mano,
Perché nel silenzio dell'odio,
La fame di pace è nascosta"
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"La pace perpetua non è un sogno vuoto. Essa ha una garanzia, e questa garanzia viene fornita da nientemeno che dalla grande artefice, la Natura. Nel corso meccanico della natura brilla una finalità: far sorgere la concordia attraverso la discordia degli uomini, anche contro la loro volontà. La Natura vuole che l'uomo sia costretto a entrare in uno stato di legge. Come? Attraverso l'antagonismo. Gli uomini, per loro inclinazione, vorrebbero fare tutto a loro piacimento, vorrebbero usare la violenza. Ma la guerra diventa, col tempo, così costosa, così distruttiva, così incerta nei suoi esiti, che gli uomini sono costretti, per puro egoismo, a cercare una legge che li protegga. Dunque, ciò che la buona volontà morale avrebbe dovuto fare, ma non fa, viene realizzato da meccanismi egoistici: l'uomo è costretto a essere un buon cittadino, anche se non è moralmente buono. La Natura usa un altro mezzo per unire i popoli [...] lo spirito del commercio. Il commercio non può coesistere con la guerra. Poiché tra tutte le forze, quella del denaro è forse la più sicura, gli Stati si vedono costretti a promuovere la nobile pace, non per moralità, ma per interesse economico. La pace non è un regalo degli angeli. È il risultato necessario della storia umana. Anche i diavoli, se avessero intelletto, finirebbero per creare uno stato di diritto per non distruggersi a vicenda. Dunque non disperiamo. La violenza scava la propria fossa. E alla fine, stanca di se stessa, cederà il passo al diritto."