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Sul finire di un discorso di grande importanza l'insigne statista esitando su una bella frase assolutamente vuota ci cade dentro e impacciato la bocca spalancata affannato mostra i denti e la carie dentaria dei suoi paciosi ragionamenti scopre il nervo della guerra il cruciale problema del denaro.
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"I bambini giocano alla guerra. E' raro che giochino alla pace perché gli adulti da sempre fanno la guerra, tu fai "pum" e ridi; il soldato spara e un altro uomo non ride più. E' la guerra. C'è un altro gioco da inventare: far sorridere il mondo, non farlo piangere. Pace vuol dire che non a tutti piace lo stesso gioco, che i tuoi giocattoli piacciono anche agli altri bimbi che spesso non ne hanno, perché ne hai troppi tu; che i disegni degli altri bambini non sono dei pasticci; che la tua mamma non è solo tutta tua; che tutti i bambini sono tuoi amici. E pace è ancora non avere fame non avere freddo non avere paura."
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Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle. Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite.....
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"Immagina nel mondo la gente senza dei e senza più l'inferno e il cielo sopra noi immagina che il mondo sia dell'umanità. Immagina un bel mondo senza nazioni e idee nessuno da ammazzare per fede o per bontà immagina un bel mondo che vive in pace puoi? Potrai dire che sogno che è soltanto utopia ma può darsi che un giorno sia per tutti così Immagina soltanto la generosità la fratellanza, il sogno l'amore e la poesia immagina il tuo mondo che vive in armonia Potrai dire che sogno che è soltanto utopia ma può darsi che un giorno sia per tutti così"
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"E' una gola di verzura dove il fiume canta impigliando follemente alle erbe stracci d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi. Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda, e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro, dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola, pallido nel suo verde letto dove piove la luce. I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno. O natura, cullato tiepidamente: ha freddo. I profumi non fanno più fremere la sua narice; dorme nel sole, la mano sul suo petto tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro."
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La pace non è soltanto il contrario di guerra: pace è di più. Pace è la legge della vita umana. Pace è quando noi agiamo in modo giusto è quando tra ogni singolo essere umano regna la giustizia.
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"Piove dirottamente nel bosco solitario, il fuoco e il fumo sono lenti. Sugli sterpi cuoce l'erba, s'appronta il miglio da portare sui campi dell'est. A distesa sulle campagne annegate nell'acqua vola il bianco airone. Nella solitudine fonda d'alberi estivi canta il giallo rigogolo. Tra i monti mi è cara la pace, contemplo l'ibisco d'un solo mattino, sotto i pini al mio digiuno raccolgo la rorida malva. Invecchio in campagna insieme con gli altri. Son cessate le beghe rivali. Ai gabbiani di mare che serve diffidare ancora l'uno dell'altro?"
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"Dopo la pioggia viene il sereno brilla in cielo l'arcobaleno: è come un ponte imbandierato e il sole vi passa, festeggiato. E' bello guardare a naso in su le sue bandiere rosse e blu. Però lo si vede - questo è il male - soltanto dopo il temporale. Non sarebbe più conveniente il temporale non farlo per niente? Un arcobaleno senza tempesta questa sì che sarebbe festa. Sarebbe una festa per tutta la terra fare la pace prima della guerra."
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"Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, - t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero, gli animali che ti videro per la prima volta. E questo sangue odora come nel giorno quando il fratello disse all'altro fratello: "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace, è giunta fino a te, dentro la tua giornata. Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra, dimenticate i padri: le loro tombe affondano nella cenere, gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore"
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"Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi, ma sono mille papaveri rossi. «Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendan i lucci argentati, non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente.» Così dicevi ed era d'inverno e come gli altri verso l'inferno te ne vai triste come chi deve il vento ti sputa in faccia la neve. Fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po' addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce......"
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"Sia pace per le aurore che verranno, pace per il ponte, pace per il vino, pace per le parole che mi frugano più dentro e che dal mio sangue risalgono legando terra e amori con l'antico canto; e sia pace per le città all'alba quando si sveglia il pane, pace al libro come sigillo d'aria, e pace per le ceneri di questi morti e di questi altri ancora; e sia pace sopra l'oscuro ferro di Brooklin, al portalettere che entra di casa in casa come il giorno, pace per il regista che grida al megafono rivolto ai convolvoli, pace per la mia mano destra che brama soltanto scrivere il nome Rosario, pace per il boliviano segreto come pietra nel fondo di uno stagno, pace perché tu possa sposarti..."
Autore:
"La pace guardò in basso e vide la guerra, "Là voglio andare" disse la pace. L'amore guardò in basso e vide l'odio, "Là voglio andare" disse l'amore. La luce guardò in basso e vide il buio, "Là voglio andare" disse la luce. Così apparve la luce e risplendette. Così apparve la pace e offrì riposo. Così apparve l'amore e portò vita."
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