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La Grande Letteratura202 video trovati
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla dell’opera “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. Tremilasettecento pagine diviso in sette volumi, scritto in 14 anni dallo scrittore francese. Il volume preso in considerazione in questa lezione è “La strada di Swann” o secondo le traduzioni in italiano “Dalla parte di Swann”. Romanzo diviso in tre parti Combray – Un amore di Swann – Nomi di paesi: il nome, di cui il Professor Davico Bonino ne analizza i contenuti. Romanzo dell’immaginazione delle sensazioni e della memoria. Quest’ultima è la grande protagonista di questa ricerca del passato, un romanzo in cui più che i fatti contano le sensazioni i meccanismi psicologici dell’individuo, i sentimenti.
Autore: Vinicio Capossela
Vinicio Capossela introduce la serata leggendo un suo brano dal titolo “Camoia e la luna” accompagnato dalle musiche di Alessandro “Asso” Stefana. Vinicio Capossela legge una sua poesia inedita dal titolo “Favorito dalla Luna”. Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino Cinaski, accompagnati dalla musica di Alessandro Stefana leggono, simulando un incontro di box a colpi di lettura, il loro libro dal titolo “In Clandestinità”. La serata si conclude con un brano cantato e suonato da Vinicio Capossela dal titolo “Canzone sulla luna”.
Autore: Rita El-Khayat
La scrittrice Rita El-Khayat legge un suo inedito dal titolo “ Lascerò il mondo così crudele come l’ho trovato”.
Autore: Andrea Concas
L’arte è un mondo complesso, fatto di segreti e regole non scritte. ProfessioneARTE è la prima guida per esplorare l’intero Sistema dell’Arte, per farne una professione o investire sulla propria passione. Per essere un artista, collezionista o professionista di successo è necessario conoscere i protagonisti e le dinamiche che regolano questo mercato. L’esperto e divulgatore Andrea Concas entra nel Sistema dell’Arte, orienta sulle nuove professioni e sulle opportunità, esplora il mercato con le gallerie, i collezionisti e gli archivi d’artista, parla di valorizzazione, mostre, fiere, comunicazione e social network. All’interno del libro si trova il primo focus su Arte & Innovazione, le nuove tecnologie e metodologie applicate al mondo dell’arte come Blockchain, Intelligenza Artificiale, Wealth Management e Art Lending. Inoltre l’autore con #ArteConcasTALKS, presenta le testimonianze di grandi professionisti come galleristi, collezionisti, curatori, direttori di musei, art advisor, avvocati, esperti del mercato, che chiariranno le nuove strategie, i diritti, i doveri e le responsabilità. ProfessioneARTE è una miniera di spunti di riflessione e chiave d’accesso per chi dell’arte vuole fare la propria professione.
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Il Professore Guido Davico Bonino parla del romanzo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Introduce e analizza lo scrittore e l’opera. Scritto nel 1919 è il racconto di se attraverso Zeno Cosini. Il libro è diviso in prefazione preambolo, e sei capitoli di cui il Professor Davico Bonino analizza i contenuti. Zeno sente spento in se qualsiasi stimolo all’azione, l’impossibilità di avere qualsiasi rapporto con la realtà o meglio di modificarla, fa di lui un inetto. Il Professore parla di un romanzo in cui il caso e l’errore hanno una grande importanza, un romanzo sul doppio, dalla prospettiva ironica sul mondo trasposto più volte per il teatro e il cinema.
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Il Professor Guido Davico Bonino parla del romanzo "Il deserto dei tartari" e della biografia dello scrittore Dino Buzzati. Buzzati nasce a Belluno, borghese, frequenta il liceo classico Parini di Milano e in giovanissima età affronta letture di scrittori come Poe e Hoffmann. Nasce in lui una forte passione per la montagna, che ritroveremo nei suoi romanzi. Buzzati entra a lavorare come cronista nel Corriere della sera e nel 1940 esce il libro oggetto della lezione, "Il deserto dei tartari". Il libro, spiega il Professor Bonino, sarà tradotto in molte lingue europee e raggiungerà un successo enorme soprattutto in Francia. Il protagonista è Giovanni Drogo, un ufficiale che viene spedito nella sperduta fortezza Bastiani, a nord della quale c'è un deserto fatto di rocce, dove da un momento all'altro dovrebbero apparire i nemici tartari che in realtà non appariranno, se non alla fine del libro quando il protagonista muore. Il Professor Bonino speiga il significato del libro: l'atmosfera di sospenzione e di attesa bloccata vuol dire che non sappiamo nulla del nostro destino, tutto ciò che facciamo per Buzzati, è un miraggio o un illusione; la vita è un'attesa di una svolta che non arriverà mai. Il Professor Bonino conclude la lezione parlando del "Deserto dei tartari" come di un libro tutt'altro che facile, come suggerito da alcuni critici letterari, ma che al suo interno contiene una pietra dura di una morale spietata.
Autore: Andrew Sean Greer
Introduce la serata il Direttore creativo del Festival delle Letterature Maria Ida Gaeta. Lo scrittore Andrew Sean Greer legge un suo inedito dal titolo “Buio”.
Autore: Citto Maselli
Nel centenario dalla nascita di Alberto Moravia, l’Università Telematica Internazionale Uninettuno ricorda lo scrittore, la figura pubblica e privata, alcuni aspetti del suo pensiero con un ciclo di 10 conversazioni ideate e curate da Enzo Golino. Le lezioni saranno svolte da scrittori, critici, docenti universitari e giornalisti di varie generazioni che approfondiranno alcuni aspetti delle sue opere e sua della vita Il regista Fracesco Maselli, detto Citto descrive la sua casa in gioventù, frequentata da intellettuali come Pirandello. Con Moravia si conosceranno nel 1945. Maselli ricorda il film "I delfini", in cui si avvalse della collaborazione dell’amico Alberto che gli propose di fare un film sugli "Indifferenti”. Maselli ricorda i film tratti dai romanzi come "La romana", "La ciociara" ma soprattutto che il loro cinema era contro una logica attuale di adattamento all'esistente, ma volto a sviluppare una consapevolezza critica della realtà.
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Questa lezione è dedicata al romanzo giallo dello scrittore Leonardo Sciascia “ A ciascuno il suo” pubblicato nel 1966 dalla casa editrice Einaudi. Dopo una breve sintesi del racconto cui è dedicata la lezione, il Prof Bonino ci offre un immagine dello scrittore. Nel panorama letterario Sciascia era una figura di intellettuale a tutto tondo; narratore, critico letterario, storico e difensore di tradizioni locali, animatore culturale e consulente editoriale. Dal 1972 al 77 fu consigliere Comunale di Palermo e dal 1979 al 1983 deputato alla camera. Una figura che si spende con intelligenza e con puntiglio in tutte le direzioni; un letterato colto dotato di una pungente ironia legatissimo ad alcune figure maestre della propria regione, la Sicilia, come Verga, Pirandello e Vitaliano Brancati. Era anche un letterato di respiro europeo. Si sentiva un discepolo degli illuministi francesi vedendo nella ragione la sua unica “dea” tutta laica. Ciò che preme a Sciascia nei suoi gialli è far vedere come sia intessuta ed intricata la trama delle convivenze, delle corresponsabilità che legano insospettabili a sospettati. Accusato di essere uno scrittore trasandato in realtà Sciascia fu uno stilista impeccabile, uno razionalista di gusto e stampo illuminista che sapeva vivere il proprio tempo preoccupandosi soprattutto dell’ efficacia e della suggestione della propria pagina letteraria
Autore: Kathy Reichs - Silvia Avallone - Matteo Nucci - Lorenzo Pavolini - Antonio Pennacchi
Kathy Reichs legge un suo inedito dal titolo “Le dolci ossa”. Kathy Reichs introduce sua professione quella dell’Antropologa forense. Il suo mestiere le ha dato lo spunto per scrivere diverse storie che sono diventate libri di successo, da qui racconta tutte le serie televisive americane come CSI, o Bones ispirata proprio da un suo romanzo. I finalisti del premio “Strega 2010” leggono dei loro inediti: Silvia Avallone legge “Il lenzuolo rosso” Matteo Nucci legge “L’involto” Lorenzo Pavolini legge “Aumento dell’ottimismo” Antonio Pennacchi legge “Il piacere”.
Autore: Prof. Guido Davico Bonino
Il prof. Bonino dedica questa lezione all’ analisi de “La luna e i falò” l’ultimo romanzo di Cesare Pavese scritto tra il 18 settembre e il 9 novembre del 1949. Un libro “finale” che conclude la vita dello scrittore e tende a riepilogarla. Pavese nel suo diario indica questo libro come il libro dell’approdo alla realtà simbolica, una formula contratta per dire che finalmente con questo romanzo era riuscito a raccontare la realtà ed a trarne significati simbolici-mitici. Per lui mito e simbolo erano assolutamente sinonimi. Cominciò come poeta con una raccolta dal titolo “Lavorare stanca” che proponeva un verso inedito “il verso narrativo”; poemetti e poesie lunghe e brevi in forma di racconto con una struttura prosastica e con un andamento realistico e quotidiano. Già in queste poesie era presente “La luna e i falò” attraverso un tema centrale: il ritorno e la memoria dei luoghi dell’infanzia. La narrativa di Pavese è una narrativa di esclusione; si vive intensamente la propria esperienza terrena per giungere a scoprire che siamo degli esclusi; quello che credevamo di possedere è stato illusorio.
Autore: Jonathan Lethem II Parte
Seconda parte della serata dal titolo “ In Famiglia e nel mondo” lo scrittore Jonathan Lethem legge un suo inedito dal titolo "Sette stazioni del testimone trasferito" la serata è accompagnata dalla musica Danilo Rea.
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