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Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare preparare la tavola, a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra: per esempio, LA GUERRA
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"Sono io, la Pace. Sono io che parlo. [...] Ciò che mi ferisce, ciò che è intollerabile, è che io sia respinta proprio dall'uomo. L'uomo! Quell'animale che la Natura ha creato apposta per la concordia, per l'amicizia! Guardate il suo corpo. Non è armato di zanne come il leone, non ha corna come il toro [...]. Lo ha fatto per l'abbraccio, non per il morso. Gli ha dato il riso, segno di gioia. Gli ha dato le lacrime, segno di misericordia. Gli ha dato la parola, il mezzo principale per stringere amicizie. Eppure, guardate cosa succede. Appena metto piede in questo mondo, vengo cacciata. Ho cercato rifugio nelle corti dei Principi. [...]"
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Generale, il tuo carro armato è una macchina potente Spiana un bosco e sfracella cento uomini. Ma ha un difetto: ha bisogno di un carrista. Generale, il tuo bombardiere è potente. Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante. Ma ha un difetto: ha bisogno di un meccanico. Generale, l'uomo fa di tutto. Può volare e può uccidere. Ma ha un difetto: può pensare.
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Quando la disperazione per il mondo cresce dentro me e mi sveglio di notte al minimo rumore col timore di ciò che sarà della mia vita e di quella dei miei figli, vado a stendermi dove l'anatra di bosco riposa sull'acqua in tutto il suo splendore e si nutre il grande airone. Entro nella pace delle cose selvagge che non si complicano la vita per il dolore che verrà. Giungo al cospetto delle acque calme. E sento su di me le stelle cieche del giorno che attendono di mostrare il loro lume. Per un po' riposo tra le grazie del mondo e sono libero.
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"La guerra contro la guerra sta diventando, oggi, non più l'ideale di pochi eccentrici, ma una passione politica potente. Ma c'è un problema che i pacifisti spesso ignorano: la guerra ha un fascino. La guerra è stata, per millenni, l'unica forza capace di disciplinare intere società, di strappare l'uomo alla pigrizia e all'egoismo [...]. I militaristi hanno ragione quando dicono che un mondo senza disciplina [...] sarebbe un mondo di 'mollaccioni'. Dunque, se vogliamo davvero abolire la guerra, non basta dire che è orribile. Dobbiamo trovare un equivalente morale della guerra. Dobbiamo conservare le virtù marziali - il coraggio, la durezza, la capacità di soffrire per un ideale comune - ma applicarle a fini costruttivi, non distruttivi...."
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Sul finire di un discorso di grande importanza l'insigne statista esitando su una bella frase assolutamente vuota ci cade dentro e impacciato la bocca spalancata affannato mostra i denti e la carie dentaria dei suoi paciosi ragionamenti scopre il nervo della guerra il cruciale problema del denaro.
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"I bambini giocano alla guerra. E' raro che giochino alla pace perché gli adulti da sempre fanno la guerra, tu fai "pum" e ridi; il soldato spara e un altro uomo non ride più. E' la guerra. C'è un altro gioco da inventare: far sorridere il mondo, non farlo piangere. Pace vuol dire che non a tutti piace lo stesso gioco, che i tuoi giocattoli piacciono anche agli altri bimbi che spesso non ne hanno, perché ne hai troppi tu; che i disegni degli altri bambini non sono dei pasticci; che la tua mamma non è solo tutta tua; che tutti i bambini sono tuoi amici. E pace è ancora non avere fame non avere freddo non avere paura."
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Io non sono contro una nazione in particolare, ma contro l'idea generale di tutte le nazioni. Cos'è questa Nazione? È l'aspetto di un popolo intero organizzato per il potere. Questa organizzazione è incessante, meccanica, efficiente. E proprio perché è meccanica, è disumana. Voi occidentali avete organizzato la vostra vita non per vivere, ma per dominare. Guardate le vostre guerre. Non sono guerre di uomini, sono guerre di macchine. La Nazione è una macchina che si nutre di uomini. Li macina, li uniforma, li rende ingranaggi. Voi dite di amare la patria. Ma questo amore per la Nazione non è amore per il prossimo; è amore per il potere. È un narcotico che vi fa dimenticare la vostra umanità per servire un idolo astratto. In India [...]"
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Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle. Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite.....
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"O gioventù eroica del mondo! Con quale prodiga gioia versate il vostro sangue! [...] Ognuno di voi crede di combattere per la libertà, per il diritto, per la civiltà. E intanto, vi scannate a vicenda. Io accuso i pastori dei popoli! Accuso i governanti, che hanno tramato nell'ombra per anni [...]. Accuso i pensatori, gli intellettuali, i poeti, che invece di difendere la luce della ragione, si sono messi a soffiare sul fuoco dell'odio. Accuso le Chiese! Vedo preti che benedicono i cannoni, pastori che invocano lo stesso Dio di amore per chiedere la distruzione dell'altro esercito. Hanno trasformato il Padre Celeste in un capo tribù sanguinario. In questo oceano di follia, qualcuno deve restare lucido...."
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"Immagina nel mondo la gente senza dei e senza più l'inferno e il cielo sopra noi immagina che il mondo sia dell'umanità. Immagina un bel mondo senza nazioni e idee nessuno da ammazzare per fede o per bontà immagina un bel mondo che vive in pace puoi? Potrai dire che sogno che è soltanto utopia ma può darsi che un giorno sia per tutti così Immagina soltanto la generosità la fratellanza, il sogno l'amore e la poesia immagina il tuo mondo che vive in armonia Potrai dire che sogno che è soltanto utopia ma può darsi che un giorno sia per tutti così"
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"Signor Giudice, Io mi dichiaro colpevole. Non chiedo pietà. Sono qui per invitare e sottomettermi con gioia alla pena più severa che possa essere inflitta per quello che la legge considera un crimine deliberato, e che a me pare invece il più alto dovere di un cittadino. Ho servito l'Impero per anni, credendo che esso agisse per il bene dell'India. Ma i miei occhi si sono aperti. Ho visto che la legge, in questo paese, è usata per servire l'interesse dello sfruttatore straniero. In queste condizioni, la fedeltà è un peccato; il disamore è una virtù. Io non odio l'inglese, ma odio il sistema che l'inglese ha imposto..."
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