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"Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, - t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero, gli animali che ti videro per la prima volta. E questo sangue odora come nel giorno quando il fratello disse all'altro fratello: "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace, è giunta fino a te, dentro la tua giornata. Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra, dimenticate i padri: le loro tombe affondano nella cenere, gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore"
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"Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi, ma sono mille papaveri rossi. «Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendan i lucci argentati, non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente.» Così dicevi ed era d'inverno e come gli altri verso l'inferno te ne vai triste come chi deve il vento ti sputa in faccia la neve. Fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po' addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce......"
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"È compito precipuo del genere umano nel suo insieme attuare sempre tutta la potenza dell'intelletto possibile. Ma questo non può farlo un uomo solo, né una famiglia sola, né una città sola. Deve farlo l'umanità intera. E come un individuo non può studiare e creare se è malato o turbato, così l'umanità non può sviluppare la sua mente se è divisa dalle guerre. Dunque, la pace universale è il migliore tra i mezzi ordinati alla nostra felicità. Ecco perché ai pastori, alla nascita di Cristo, non risuonò dall'alto 'Ricchezze', non 'Piaceri', non 'Onori' [...] ma 'Pace'..."
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"Sia pace per le aurore che verranno, pace per il ponte, pace per il vino, pace per le parole che mi frugano più dentro e che dal mio sangue risalgono legando terra e amori con l'antico canto; e sia pace per le città all'alba quando si sveglia il pane, pace al libro come sigillo d'aria, e pace per le ceneri di questi morti e di questi altri ancora; e sia pace sopra l'oscuro ferro di Brooklin, al portalettere che entra di casa in casa come il giorno, pace per il regista che grida al megafono rivolto ai convolvoli, pace per la mia mano destra che brama soltanto scrivere il nome Rosario, pace per il boliviano segreto come pietra nel fondo di uno stagno, pace perché tu possa sposarti..."
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Signore e Signori, Spesso vediamo che coloro che parlano di più di ideali e di pace sono quelli che non hanno mai visto la guerra in faccia. Io ho visto la guerra. Non nelle trincee, ma nei suoi risultati. Ho visto la carestia in Russia. Ho visto milioni di occhi che mi guardavano implorando un pezzo di pane. Che cosa è successo all'umanità? Abbiamo lasciato che la politica uccidesse la carità. Abbiamo detto: 'Non aiutiamo quei popoli perché il loro governo non ci piace'. Ma la fame non ha politica..."
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"La pace guardò in basso e vide la guerra, "Là voglio andare" disse la pace. L'amore guardò in basso e vide l'odio, "Là voglio andare" disse l'amore. La luce guardò in basso e vide il buio, "Là voglio andare" disse la luce. Così apparve la luce e risplendette. Così apparve la pace e offrì riposo. Così apparve l'amore e portò vita."
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"Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi: Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi."
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"Se viene la guerra non partirò soldato. Ma di nuovo gli usati treni porteranno i giovani soldati lontano a morire dalle madri. Se viene la guerra non partirò soldato. Sarò traditore della vana patria. Mi farò fucilare come disertore. Mia nonna da ragazzino mi raccontava: "Tu non eri ancora nato. Tua madre ti aspettava. Io già pensavo dentro il rifugio osceno ma caldo di tanti corpi, gli uni agli altri stretti, come tanti apparenti fratelli, alle favole che avrebbero portato il sonno a te, che, Dio non voglia!, non veda più guerre"
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"Io, che sono sempre stato lodatore e consigliere della pace, non voglio la pace con Marco Antonio. E perché non la voglio? Perché è turpe, perché è pericolosa, perché è impossibile. Il nome della pace è dolce, e la cosa stessa è salutare; ma tra la pace e la schiavitù c'è una grandissima differenza. La pace è la tranquilla libertà. La schiavitù è il peggiore di tutti i mali, da respingere non solo con la guerra, ma anche con la morte. Se vogliamo godere della pace, dobbiamo combattere.."
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"Verrà un giorno più puro degli altri: scoppierà la pace sulla terra come un sole di cristallo. Una luce nuova avvolgerà le cose. Gli uomini canteranno per le strade ormai liberi dalla morte menzognera. Il frumento crescerà sui resti delle armi distrutte e nessuno verserà il sangue del fratello. Il mondo apparterrà alle fonti e alle spighe che imporranno il loro impero di abbondanza e freschezza senza frontiere"
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"Prendi un sorriso regalalo a chi non l'ha mai avuto Prendi un raggio di sole fallo volare là dove regna la notte Scopri una sorgente fa bagnare chi vive nel fango Prendi una lacrima posala sul volto di chi non ha mai pianto Prendi il coraggio mettilo nell'animo di chi non sa lottare Scopri la vita raccontala a chi non sa capirla Prendi la speranza e vivi nella sua luce Prendi la bontà e donala a chi non sa donare Scopri l'amore e fallo conoscere al mondo"
Autore:
"Cullandosi sulle onde dell'etere, passando sopra i monti ed i mari, vai, vola, colomba di pace, o mia canzone sonora! Racconta a colui che ascolta come è vicina ormai l'era agognata, di cui oggi vive e respira l'uomo della tua patria. Non sei tu sola, vi saranno molte colombe tue compagne, v' aspetta sulla soglia lontana il cuore di dolci amici. Vola nel purpureo tramonto, nel soffocante fumo delle officine, nei quartieri dei negri e sulle azzurre acque del Gange"
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