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"I vostri primi doveri, primi non per tempo ma per importanza, sono verso l'Umanità. Voi avete doveri di cittadini, di figli, di sposi e di padri: ma ciò che fa sacri questi doveri è la missione, il dovere che la vostra natura d'uomini vi comanda. Quelli che v'insegnano morale, limitando la nozione dei vostri doveri alla famiglia o alla patria, v'insegnano l'egoismo più o meno largo, e vi conducono al male per voi e per gli altri. Patria e Famiglia sono come due cerchi segnati dentro un cerchio maggiore che li contiene; come due gradini d'una scala che non ha fine. Dovete amare l'Umanità. L'Umanità è una sola..."
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"Il Grande Capo a Washington ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. [...] Ma come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L'idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell'aria, lo scintillio dell'acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. Noi siamo parte della terra, ed essa è parte di noi. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui un pezzo di terra è uguale all'altro, perché egli è uno straniero che viene di notte e prende dalla terra tutto quello di cui ha bisogno. La terra non è sua sorella, ma sua nemica, e quando l'ha conquistata, passa oltre..."
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"Tu mi chiedi, Novato, come si possa placare l'ira. E a ragione, perché non esiste passione più mostruosa, più distruttiva di questa. Osserva l'aspetto di un uomo in preda all'ira: gli occhi ardono, il volto è stravolto [...]. Sembra un pazzo, non un uomo. L'ira è tutta crudeltà. Desidera il dolore dell'altro, gode della sofferenza, è assetata di sangue. Guarda le rovine delle grandi città [...] non è stata la peste, non è stato il terremoto: è stata l'ira. Ma tu dici: 'L'ira è utile in guerra. Dà forza al soldato'. Falso. L'ira non è forza, è gonfiore..."
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"Signori, Un tempo si considerava la guerra come un giudizio di Dio. [...] Oggi sappiamo che la guerra non prova chi ha ragione, ma solo chi è più forte, o più astuto, o più spietato. Ci dicono che la guerra è una legge di natura, come il terremoto. Ma la guerra è fatta dagli uomini. E ciò che gli uomini fanno, gli uomini possono smettere di fare. Abbiamo abolito la schiavitù [...]. Abbiamo abolito il diritto del più forte nelle nostre strade. Perché ci fermiamo alle frontiere delle nazioni? Guardate l'evoluzione..."
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"È compito precipuo del genere umano nel suo insieme attuare sempre tutta la potenza dell'intelletto possibile. Ma questo non può farlo un uomo solo, né una famiglia sola, né una città sola. Deve farlo l'umanità intera. E come un individuo non può studiare e creare se è malato o turbato, così l'umanità non può sviluppare la sua mente se è divisa dalle guerre. Dunque, la pace universale è il migliore tra i mezzi ordinati alla nostra felicità. Ecco perché ai pastori, alla nascita di Cristo, non risuonò dall'alto 'Ricchezze', non 'Piaceri', non 'Onori' [...] ma 'Pace'..."
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Signore e Signori, Spesso vediamo che coloro che parlano di più di ideali e di pace sono quelli che non hanno mai visto la guerra in faccia. Io ho visto la guerra. Non nelle trincee, ma nei suoi risultati. Ho visto la carestia in Russia. Ho visto milioni di occhi che mi guardavano implorando un pezzo di pane. Che cosa è successo all'umanità? Abbiamo lasciato che la politica uccidesse la carità. Abbiamo detto: 'Non aiutiamo quei popoli perché il loro governo non ci piace'. Ma la fame non ha politica..."
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"Nel tredicesimo anno della sua conversione, Francesco partì per la Siria, per predicare la fede cristiana e la penitenza ai Saraceni. Era il tempo in cui infuriava la guerra tra cristiani e saraceni [...]. Il Sultano d'Egitto aveva emesso un bando crudele: chiunque avesse portato la testa di un cristiano avrebbe ricevuto un pezzo d'oro. Francesco, imperterrito, prese con sé il compagno Illuminato e si avviò verso il campo nemico. Le sentinelle saracene si precipitarono su di loro [...]Ma Francesco gridava: 'Sono cristiano! Portatemi dal vostro signore!'..."
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"Io, che sono sempre stato lodatore e consigliere della pace, non voglio la pace con Marco Antonio. E perché non la voglio? Perché è turpe, perché è pericolosa, perché è impossibile. Il nome della pace è dolce, e la cosa stessa è salutare; ma tra la pace e la schiavitù c'è una grandissima differenza. La pace è la tranquilla libertà. La schiavitù è il peggiore di tutti i mali, da respingere non solo con la guerra, ma anche con la morte. Se vogliamo godere della pace, dobbiamo combattere.."
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Non è lo scopo dello Stato trasformare gli uomini da esseri razionali in bestie o automi, ma al contrario far sì che la loro mente e il loro corpo possano esercitare le loro funzioni in sicurezza e che essi usino la libera ragione. Quando diciamo che il miglior Stato è quello dove gli uomini trascorrono la vita in concordia, intendo la vita umana, che non si definisce con la sola circolazione del sangue, ma prevalentemente con la ragione [...]..."
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"Se esiste un mezzo per rimediare ai mali della guerra, esso non può essere che una forma di governo confederativo, che unendo i popoli con legami simili a quelli che uniscono gli individui, sottometta egualmente gli uni e gli altri all'autorità delle leggi. Ma i sovrani d'Europa non cercano la felicità dei loro popoli, bensì l'estensione del loro potere. [...]"
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"In questi tempi in cui ogni giorno i giornali ci portano notizie di vittorie e di morti, c'è un dovere per chi non combatte al fronte: il dovere della verità e della giustizia. Vedo i miei colleghi poeti e scrittori che vomitano odio contro le altre nazioni. O amici, non questi toni! L'amore è più alto dell'odio, la comprensione più alta dell'ira, la pace più nobile della guerra. La guerra può distruggere le cattedrali, ma non deve distruggere il tempio invisibile dell'umanità che noi artisti abbiamo costruito in secoli di lavoro comune..."
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"La pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio. La pace rimane solo vuoto suono di parole, se non si fonda su quell'ordine [...] fondato sulla verità, costruito secondo giustizia, vivificato e integrato dalla carità e posto in atto nella libertà. La convivenza tra gli esseri umani sarà pacifica solo se fondata sulla verità: cioè se ogni uomo riconosce i propri diritti, ma anche i propri doveri verso gli altri. Deve essere costruita secondo giustizia [...]. Deve essere vivificata dall'amore: che fa sentire come propri i bisogni altrui [...]"