Autore:
COPEAM
COPEAM e UNINETTUNO presentano "À première vue"
una finestra sui giovani talenti del cinema dei paesi del Mediterraneo provenienti dalle scuole
ESAC (École Supérieure de l’Audiovisuel et du Cinéma) di Tunisi
ESAV (École Supérieure des Arts Visuels) di Marrakech
ALBA (Académie Libanaise des Beaux-Arts) di Beirut
Autore:
Cosetta Lagani (artistic director cinema d’Arte Sky) - Italie
Cosetta Lagani è il direttore di Cinema d’arte SKY, il primo progetto seriale cinematografico dei Film d’arte. Nato nel 2013 con la profonda convinzione di Sky che il cinema, il linguaggio cinematografico e le tecnologie più evolute potessero conferire al racconto dell’arte un esperienza emozionale e cognitiva nuova, di forte impatto visivo emotivo ed universale in grado di raggiungere un pubblico più ampio nei cinema e in tv . “Musei Vaticani 3D” è stato il primo film documentario d’arte realizzato e venne distribuito nei cinema di 60 paesi del mondo e nei canali tv. A seguito del successo ottenuto e dalla calorosa accoglienza sono seguite altre importanti produzioni quali “Firenze e gli Uffizi”, “San Pietro e le Basiliche di Roma” e poi i film “biopics” sugli artisti da Raffaello a Caravaggio, Michelangelo e Leonardo da Vinci.
Nella produzione dei film d’arte la veridicità del racconto è l’elemento fondamentale. Per questo dopo aver ricercato un “soggetto universale” che sia fortemente aspirazionale ci si avvale di figure altamente professionali in grado di dar vita al progetto.
La notorietà di questi film è andata sempre di più aumentando al punto che sono nati diversi progetti nazionali ed internazionali. Per i progetti internazionali con gli ultimi film sono state organizzate delle premières presso gli istituti italiani di cultura nel mondo, presso le ambasciate e grandi musei come la National Gallery o la Tretyakov Gallery di Mosca o in partership con MET, Il Getty Museum
In Italia invece questi film oltre ad essere distribuiti nelle scuole sono stati utilizzati, con la collaborazione di Mons. Dario Viganò, per dare vita al “progetto delle carceri” con la speranza che questi film potessero favorire, attraverso la bellezza dell’arte, un percorso di reintegrazione e di reinserimento sociale per i detenuti
Autore:
Hamadi Arafa (réalisateur de fictions) - Tunisie
Hamadi Arafa, pioniere della tv tunisina, ripercorrendo le sue esperienze di studi all’estero, racconta le tappe che lo hanno portato a ricoprire ruoli importanti nella storia della filiera produttiva della televisione tunisina:
da direttore di opere di fiction e varietà, alla direzione di canali - Tunisia 7 e i Canale 21, oggi “Télévision tunisienne 2”. Hamadi Arafa, ricorda i momenti importanti che hanno rivoluzionato la televisione tunisina, dalle prime tecniche di ripresa in studio alla fine degli anni ‘60 e il collegamento ancora molto radicato con i programmi radiofonici e teatrali da cui le opere traevano origine, alla produzione broadcaster di serie televisive diffuse nel mese del Ramadan. Descrivendo gli sviluppi tecnologici e le esperienze di produzione all’estero di autori e tecnici ripercorre la storia che ha portato dalla costituzione dell’Agenzia Nazionale della produzione dell’Audiovisivo, fino al proliferare dei canali privati e nazionali, regalandoci una panoramica dello stato attuale della produzione audiovisiva tunisina, delle relative linee editoriali e tipologie di opere prodotte sottolineando sviluppi , innovazioni ma anche lacune e le criticità.
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Stefano Bises (scénariste)
Stefano Bises nasce come giornalista televisivo ma successivamente diventa uno dei più importanti sceneggiatori italiani.
Lo sceneggiatore è un mestiere creativo e la creatività è qualcosa che si sviluppa essenzialmente attraverso la conoscenza identificandosi nel modo in cui noi combiniamo le cose che conosciamo.
Quante più cose conosciamo tante più relazioni siamo in grado di stabilire; quanto meglio si conoscono le cose che vogliamo descrivere tanto più si è in grado di costruire una serie di relazioni profonde. Quanto più sono profonde le relazioni che andiamo a creare tanto più intenso diventa il racconto.
Bises ricorda di quando gli fu chiesto di trarre una serie televisiva dal libro di Roberto Saviano “Gomorra”, un libro pieno di universi, di storie, di racconti. Immaginare la storia non fu sufficiente per dare un volto ed un' impronta ai personaggi del libro. Essenziale fu andare sul luogo dove si sarebbe sviluppata la serie. L’esperienza fatta sul territorio nutrì la narrazione rendendo possibile la creazione di un racconto autentico dove anche i dettagli restituivano una verità.
Infine spiega l’importanza della serialità quando il protagonista è un antieroe. Lo fa portandoci alcuni esempi di famose serie TV come il “Conte di Montecristo”, “I Soprano”, “Breaking Bad”, “House of Cards” dove la costruzione della figura del personaggio principale, oltre ad essere più importante della trama stessa, si sviluppa episodio dopo episodio con lo studio e l’approfondimento della sua storia e della sua vita. Fondamentale, come diceva Dumas, è lasciare al pubblico il desiderio quanto più viscerale possibile su come andrà a finire la storia del personaggio.